Tagli alle emissioni di CO2 del 30%: Prestigiacomo “L’Italia non è disponibile”

Il Ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a margine dei lavori del Consiglio Ambiente della Ue a Lussemburgo ha sottolineato che "L' Italia non è assolutamente disponibile ad avvallare il passaggio unilaterale dal 20% al 30% di riduzione del C02".
I ministri dell'ambiente di Francia e Germania hanno invece espresso un forte appoggio alla possibilità che la Ue decida sforzi supplementari di riduzione di C02, portandoli dal 20% già deciso al 30% entro il 2020.
"Con il risultato di Copenaghen, è evidente che le condizioni per passare dal 20 al 30% non ci sono, ha osservato il Ministro – il passaggio non è perseguibile oggi per via della crisi economica mondiale che colpisce duramente anche l'Europa". "E' fuori dal mondo continuare a sentire proposte di passaggio in maniera unilaterale, sganciandolo addirittura dall'accordo e dal negoziato globale'', ha ribadito la Prestigiacomo. Se il consiglio andrà avanti su questa strada sarà destinato a dividersi. Ciò non significa – ha precisato il Ministro – negare la necessità di andare avanti, ma di pensare ad una tempistica diversa''.
Wwf, Greenpeace e Legambiente, sottolineano invece che la politica italiana, che si contraddistingue per una completa assenza di strategia e per provvedimenti contraddittori che stanno facendo perdere al paese tempo prezioso, sta producendo enormi danni,  rischiando di far perdere il treno della ripresa verso una nuova economia: tale modello va corretto e non esportato a livello europeo. Ne è un esempio l'idea assurda di tornare al nucleare: una fonte rischiosa, impopolare (secondo gli ultimi sondaggi il 67,7% degli italiani è contrario) e che farebbe sprecare tempo e risorse nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Giovedì prossimo al Vertice Ue i leader dei 27 prenderanno una decisione.

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