Ue, efficienza energetica e illuminazione, a rischio l’eliminazione delle lampadine di classe C

Legambiente lancia l’allarme, lo stop al provvedimento rallenterebbe la transizione del mercato verso le luci a Led

Si rinisce oggi Bruxelles la commissione tecnica dell’UE sulla direttiva Ecodesign, per votare su efficienza energetica e illuminazione. Legambiente sul proprio sito lancia l’allarme sul rischio che i rappresentanti dei governi europei decidano di allungare i tempi di messa al bando delle lampadine di classe C e inferiore, congelando un importante e atteso provvedimento che garantirebbe ai cittadini risparmi per 6,6 miliardi di euro in bolletta e rallentando l’inevitabile transizione del mercato verso le luci a Led.

L’Unione Europea ha deciso, nel 2009, di mettere al bando a partire da settembre 2016 tutte le lampadine di classe C ed inferiore, ad esclusione dei faretti direzionali. L’accordo in un primo momento ha avuto l’appoggio delle associazioni industriali, alcune di queste hanno però cambiato idea, sostenendo che le tecnologie come i Led e le lampadine fluorescenti compatte non siano ancora pronte. In questi anni diversi studi realizzati dai governi del Belgio, della Danimarca e della Svezia, hanno al contrario dimostrato agli scettici che le lampadine a Led di alta qualità si sono evolute molto rapidamente e sono ormai pronte per sostituire in toto le lampadine alogene di bassa qualità. Un rapporto dell’Agenzia Danese per l’Energia e di CLASP pubblicato il 17 marzo smonta gli argomenti a favore del rinvio della messa al bando, dimostrando che le lampadine a led di qualità sono ampiamente disponibili sul mercato e sono ormai in grado di modulare l’intensità luminosa. Un successivo studio del governo Svedese, Belga e di CLASP ed ECEEE  ha dimostrato che 15 lampadine a led su 17 tra quelle testate sono conformi ai requisiti della direttiva Ecodesign. OSRAM, uno dei leader europei del mercato, oggi vende lampadine a Led a prezzi che lo studio della commissione europea pronosticava possibili solo nel 2025: un segno di quanto quello studio sia ormai superato. 
“La sola illuminazione in Europa – commenta Davide Sabbadin, responsabile efficienza energica di Legambiente – brucia 340TWh di elettricità ogni anno: l’equivalente del consumo elettrico domestico complessivo di Italia, Francia e Regno Unito. Un posticipo di due anni della messa al bando delle lampadine peggiori significherebbe rinunciare a 33TWh di risparmio energetico, perché i consumatori continuerebbero a comprare lampadine inefficienti, e gonfiare di 6,6 miliardi di euro la bolletta energetica europea. In base a una proiezione basata sulla popolazione, 780 milioni di euro per l’Italia. Aggraveremmo la già pesante spesa pro capite in paesi ad alto costo dell’energia come l’Italia, metteremmo a rischio il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica europei e perderemmo un’ulteriore buona occasione per liberarci di un pezzo della nostra dipendenza dalle fonti energetiche extra europee. 
I governi – aggiunge Sabbadin – dovrebbero giudicare dal fatto che negli scaffali dei negozi il cambiamento è già in corso da anni e non sulla base di un polveroso studio su dati obsoleti. IKEA, per esempio, nota per vendere a prezzi bassi, è il principale rivenditore di lampadine in Italia e ormai vende quasi solo lampadine a Led e dal 2016 in tutti i suoi negozi nel mondo venderà esclusivamente quelle. Forse il messaggio dovrebbe essere recepito dal nostro governo e la posizione dell’Italia sulla questione rivista”.

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