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Nasce a Milano un distretto smart a energia zero

Sono partiti nel capoluogo meneghino, nell'ambito del progetto “Sharing Cities”, i lavori per la realizzazione del primo quartiere a basso impatto ambientale

 

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’assessore alle Attività produttive Cristina Tajani all'avvio del progetto 'Sharing Cities' a Milano

 


Lo scorso agosto sono ufficialmente partiti i lavori nel quartiere milanese Porta Romana/Vettabbia, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala e dell’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive con delega alle Smart city, Cristina Tajani, che porteranno alla realizzazione del primo distretto a energia quasi zero, come previsto dal progetto europeo 'Sharing Cities', che dispone di una dotazione finanziaria compessiva di 25 milioni di euro.

 

Si tratta di un progetto innovativo che oltre a Milano coinvolge le metropoli di Londra e Lisbona, oltre a tre città follower, Bordeaux, Burgas e Varsavia. Gli interventi permetteranno di diminuire significativamente i consumi energetici, le emissioni di carbonio di edifici e mezzi di trasporto e il progetto può rappresentare una virtuosa base di partenza da replicare in altri quartieri e in altre città.

 

Il capoluogo meneghino nel complesso dispone di 8,6 milioni di euro destinati alla riqualificazione di cinque edifici di proprietà privata e di un edifico pubblico, per un totale di 25mila metri quadrati di unità residenziali, che permetteranno un risparmio energetico tra il 50 e il 60% rispetto agli attuali consumi di riscaldamento e del 30% sui costi dell’elettricità.

 

I primi due edifici coinvolti a Milano si trovano in via Verro 78 b, abitato da 36 famiglie per il quale la spesa prevista è di 480mila euro, e via Tito Livio 7, in cui vivono 24 famiglie, per il quale si prevede una spesa di 276mila euro.

 

Uno degli edifici coinvolti a milano nel progetto di riqualificazione 'Sharing Cities'

 

Si tratta di palazzi dei primi anni 70 in cui saranno realizzati diversi interventi di riqualificazione, pensati coinvolgendo anche i residenti: dalla posa dei sistemi di isolamento a cappotto, all’isolamento dei controsoffitti, dal controllo e regolazione a distanza degli impianti, fino alla sperimentazione di un innovativo sistema fotovoltaico per l’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile, che in parte sarà autoconsumata e in parte ceduta alla rete.
Un innovativo sistema di gestione dell’energia, in una logica IoT (Internet delle cose), con un sistema di trasmissione dati a basso consumo, raccoglierà i dati di comfort all’interno e all’esterno degli edifici, misurerà i consumi e la produzione di energia a livello di distretto per analizzare gli effetti dei diversi interventi di efficientamento e la loro interazione, oltre a studiare ulteriori possibili logiche di ottimizzazione energetica su scala cittadina.


L’assessore Tajani evidenzia che si tratta di una sperimentazione che permette all’amministrazione di intervenire anche sulla mobilità, l’illuminazione e l’efficientamento energetico

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