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Eurispes, rapporto Italia: 8.400 GWh da eolico nel 2010

E' stato recentemente presentato il Rapporto Italia 2012 dell'Eurispes in cui viene dato ampio spazio ai temi legati allo sviluppo sostenibile, all'ambiente e al futuro delle energie verdi.
L'attenzione alla tutela dell'ambiente è cresciuta come esigenza locale e globale: il concetto di sviluppo sostenibile è ormai una definizione consolidata. Oggi tutti gli indicatori economici, sociali, statistici sottolineano l'urgenza di una svolta verso un obbligo assoluto alla conversione "green" delle società e delle economie del Pianeta.
Diviene sempre più necessario ridurre le emissioni di CO2 collegate allo sviluppo globale dei giorni nostri, basato sul petrolio e sui combustibili fossili: queste risorse vanno progressivamente esaurendosi, e l'insostenibilità ambientale di un'economia basata su di esse risulta evidente, non solo per l'impatto drammatico sul clima, ma anche per le conseguenze ambientali che incidenti e incuria umana possono provocare. La svolta verso la produzione diffusa da fonti rinnovabili è diventata una necessità economica oltre che ambientale.

Smart & Green Cities
Le città sono il luogo della rivoluzione industriale e della maggiore concentrazione di emissione di CO2, è quindi intuitivo che la cosiddetta impronta ecologica degli abitanti delle città è enormemente superiore a quella delle campagne. Occorre capire quanto rapidamente gli italiani saranno in grado di svoltare verso la sostenibilità ambientale e sociale dello sviluppo e specialmente quando saranno in grado di farlo i paesi di vecchia e nuova industrializzazione.
Le città si devono trasformare in luoghi di rigenerazione ecologica. Nelle città vi sono le risorse economiche per la più grande trasformazione del patrimonio edilizio e del sistema di trasporto da "sanguisughe" energetiche in nuovi piccoli produttori-consumatori di energia rinnovabile.

I cinque pilastri della terza rivoluzione industriale
Per invertire una tendenza inarrestabile occorre puntare su energie rinnovabili ed efficienza energetica, su green building e trasporto elettrico o a idrogeno, e poi agire per la protezione internazionale dei grandi assorbitori di Co2, foreste e oceani ed infine promuovere la diffusione di un'agricoltura sostenibile. Azioni difficili ma perseguibili solo se i paesi più ricchi decideranno di trasferire le tecnologie innovative, già disponibili, ai paesi in via di sviluppo e a quelli poveri.
Ecco i cinque pilastri, ormai in fase di costruzione non solo in Europa ma anche in altre aree, che rispondono proprio a quelle riforme necessarie per un'economia mondiale sostenibile: energie rinnovabili, edifici che producono energia, accumulazione dell'energia con idrogeno ed altre tecnologie, nuova infrastruttura di reti elettriche intelligenti, trasporto elettrico o ad idrogeno.
Le rinnovabili saranno l'energia del futuro, occorre pertanto procedere con determinazione verso il loro sviluppo e la loro diffusione: oggi la sfida vera è quella di produrre energia da fonti rinnovabili in modo sostenibile, ovvero tramite piccole produzioni diffuse, scambio su reti intelligenti (smart grid) e soprattutto integrate a sistemi di uso efficiente dell'energia.
Il concetto fondamentale è quindi che le energie rinnovabili devono essere prodotte e consumate in modo sostenibile ma senza prescindere da un'educazione ambientale che insegni l'uso razionale e sobrio delle risorse.

Le case verdi, trasporti elettrici, le reti intelligenti: la sostenibilità genera una democrazia energetica
Trasformare il grande patrimonio edilizio in tante piccole centrali di produzione di energia rinnovabile è un'opportunità incentivata dalle normative.
Se a questa svolta nell'edilizia e dei trasporti colleghiamo anche la decisione dell'Unione europea di promuovere la modifica delle reti elettriche in "Smart grids", ovvero reti intelligenti bidirezionali in cui scambiare energia tra tanti piccoli produttori-consumatori con un investimento pubblico-privato, allora capiamo quale svolta di "green economy" è alle porte.
In pratica il sistema dell'energia seguirebbe l'evoluzione del sistema delle comunicazioni: una rete energetica distribuita e bidirezionale romperebbe la centralizzazione energetica creando una sorta di democrazia energetica.
 
Energia da fonte eolica e piano d'azione nazionale: situazione e prospettive
 Nel mondo la produzione di energia elettrica da fonte eolica ha avuto un trend estremamente positivo negli ultimi anni raggiungendo a fine 2010 un valore di potenza installata di 194.390 MW: Europa, Asia e Nord America, rispettivamente con 86.075, 58.641 e 44.189 MW installati, rappresentano le aree con il maggior contributo. La Germania, con 27.214 MW, è il primo Paese europeo, alle spalle di Cina e Stati Uniti.
Le prospettive di sviluppo. Per i prossimi anni sono ancora più promettenti le prospettive, sia secondo l'Unione europea che le grandi Associazioni mondiali ed europee del settore. Si prevede più del raddoppio della potenza installata nel mondo al 2015 (450 GW) e, secondo la Ue, la copertura da fonte eolica al 2020 sarà di circa il 12% del consumo totale dell'energia elettrica in Europa.
La tecnologia. Il continuo sviluppo tecnologico delle macchine sta portando ad aerogeneratori di taglia sempre maggiore con un'ulteriore riduzione dei costi di impianto e dell'energia prodotta. Attualmente la potenza nominale per gli aerogeneratori commerciali di grande taglia va da 1.5 a 3 MW con diametri rotorici sino a 110 m e le più importanti imprese costruttrici hanno sviluppato le prime macchine da 5-6 MW (sino a 130 m di diametro rotorico) destinate anche al mercato offshore.
Le attuali ricerche internazionali si stanno indirizzando verso macchine della potenza unitaria di 10 MW (per abbattere ulteriormente i costi dell'energia prodotta) e verso le grandi applicazioni offshore. L'industria europea, insieme alle istituzioni di ricerca dei vari paesi, anche nell'ambito delle iniziative lanciate dalla Commissione Europea, è impegnata su questi obiettivi.
Il mercato in Italia. Si è avuta una notevole diffusione degli impianti eolici, con circa 5.800 MW a fine 2010 (terza in Europa, sesta nel mondo). La diffusione dell'eolico, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, ha portato l'Italia, con 5.797 MW installati a fine 2010, ad essere il terzo paese europeo in termini di potenza installata, dopo Germania e Spagna. L'energia elettrica da fonte eolica prodotta nel 2010 è stata di 8.374 GWh, corrispondente al 2,6% della domanda complessiva. L'incremento di potenza installata nel corso del 2010 è stato di 948 MW, principalmente nelle regioni meridionali, in particolare Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna. In Italia sono installate attualmente 4.852 turbine eoliche, con potenza media unitaria di 1.195 kW. Di queste 615 sono state installate nel corso del 2010 (potenza media unitaria di 1.541 kW). Tutti gli impianti sono del tipo "on-shore", situati per la maggior parte in zone collinari o montane. Il 2010 è stato il primo anno nella storia dell'eolico italiano nel quale si è registrata una flessione della potenza installata rispetto all'anno precedente: 948 MW contro 1.114 MW del 2009. Ciò appare connesso alla revisione del meccanismo delle incentivazioni, annunciata nella primavera del 2010 e approvata con la riforma del marzo scorso. Analogamente potrebbe spiegarsi il calo di nuove installazioni nel corso dei primi sei mesi del 2011, per complessivi 414 MW rispetto ai circa 500 MW degli ultimi anni nello stesso periodo.  Le installazioni sono localizzate essenzialmente nelle regioni centro-meridionali e nelle Isole, dove vi sono vaste aree caratterizzate da un buon regime eolico.
L'impatto economico ed occupazionale. Il fatturato del comparto eolico italiano nel 2010, nonostante la battuta di arresto registrata rispetto al 2009 (615 macchine installate contro 652), si è attestato intorno a 1,7 miliardi di euro.
Sebbene solo una ridotta percentuale delle macchine installate sia costruita in Italia, l'impatto occupazionale è significativo, in particolare nel Meridione, dove minori sono le opportunità di lavoro. Le cinque regioni con maggior potenza installata a fine 2010 sono nell'ordine: Sicilia (1.450 MW), Puglia (1.286 MW), Campania (814 MW), Sardegna (674 MW) e Calabria (587).
Circa 8.200 unità lavorative sono direttamente impiegate nel settore eolico alla fine del 2010, e questa cifra sale a più di 28.000 considerando l'intero indotto del settore. È stato stimato che, se il potenziale eolico stimato di 16.200 MW fosse interamente sfruttato, i posti di lavoro, compreso l'indotto, raggiungerebbero le 67.000 unità entro il 2020.
L'industria. Nonostante l'elevata diffusione degli impianti, il coinvolgimento dell'industria nazionale (in particolare medie e grandi imprese) è stato scarso e anche le attività di ricerca e sviluppo nel settore sono risultate modeste. I costruttori delle turbine eoliche installate in Italia sono prevalentemente stranieri. Quasi il 43% del mercato è detenuto dall'industria danese, mentre l'industria tedesca pesa per quasi il 27%, seguita da quella spagnola con una quota del 22%. Nonostante il notevole sviluppo del settore eolico italiano, l'industria nazionale è inserita nel settore essenzialmente per la fornitura di componenti e sottosistemi, mancando di fatto, una manifattura nazionale per le turbine di grande taglia. Per ciò che concerne il mercato della produzione di energia elettrica da fonte eolica, nel 2010 i primi dieci produttori in Italia detengono oltre il 60% del mercato, calcolato come percentuale della potenza totale installata.
Criticità. Il costo d'investimento delle centrali eoliche in Italia è generalmente più alto che in altri paesi poichè la maggioranza degli impianti sono stati installati in aree collinari o montane non sempre facilmente accessibili, con un conseguente aumento dei costi di trasporto, installazione, connessione alla rete elettrica, operatività e manutenzione. I costi dell'impianto eolico possono essere così suddivisi: il 10%-20% per lo sviluppo progettuale; 60%-70% per gli aerogeneratori, compreso il trasporto, installazione, ed avvio operativo; 20%-25% per le opere civili ed elettriche, linee di connessione alla rete elettrica, ed altre infrastrutture. In linea con le stime del Gestore del Sistema Elettrico, il costo medio per una configurazione tipica di impianto eolico installato a terra con una potenza complessiva media di 20 MW, in un sito di media complessità, in Italia può essere valutato in 1.740 euro/kW, con un intervallo che va da 1.550 euro/kW per grandi impianti installati in aree a bassa complessità ad un massimo di 2.000 euro/kW per piccoli impianti installati in siti ad orografia complessa. Sempre secondo le stime GSE, nell'ipotesi di un andamento dei costi di manutenzione crescente in funzione della vita dell'impianto (20 anni) dall'1 al 4% del costo capitale, e con 1.800 ore equivalenti annue di funzionamento delle macchine, il costo del kWh prodotto è di 127.5 e 138.5 euro/MWh per tassi di attualizzazione rispettivamente del 5 e 7%.
 
Bioedilizia, buone prassi per il risparmio energetico
La bioedilizia può rappresentare un valido contributo al problema del risparmio energetico. Il Rapporto Onre 2011 evidenzia come l'attenzione dei Comuni italiani verso queste tematiche stia crescendo rapidamente negli ultimi anni. I Comuni che nel 2011 hanno adottato criteri e obiettivi energetico-ambientali sostenibili sono 837, oltre il 10% in più rispetto ai 705 del 2010, su un totale di 8.092 unità amministrative. In base alle direttive europee, dalla 2002/91, fino alla recente direttiva 31/2010, entro il primo gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici, costruiti nei paesi dell'Unione europea, dovranno essere neutrali dal punto di vista energetico e dal primo gennaio 2021 anche tutti i nuovi edifici privati.  Il recente Rapporto Cresme (Rapporto Congiunturale e Previsionale "Il mercato delle costruzioni 2012") indica le detrazioni fiscali del 55%, avviate nel 2007 e in scadenza al 31 dicembre del 2011, come lo strumento più efficace per sostenere il mercato dell'edilizia di qualità. Nel testo definitivo della "Manovra Salva Italia", appena firmato dal Presidente della Repubblica, c'è la proroga della detrazione del 55% fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni. Dal 1° gennaio 2013 la detrazione scenderà al 36%. Il Piano d'azione italiano per l'efficienza energetica 2011 mostra risultati molto positivi; relativamente al solo periodo 2007-2010, si stima, infatti: - un numero totale di interventi complessivamente eseguiti pari a circa 1.000.000; - un investimento complessivo di oltre 11 miliardi di euro; - un valore totale delle detrazioni di circa 6 miliardi di euro, da ripartire nel periodo 2008-15. A fronte di tali costi, l'Enea ha stimato un risparmio energetico di circa 6.500 GWh/anno. Sulla quasi totalità del patrimonio edilizio nazionale sono necessari interventi sull'involucro (isolamento di pareti, tetto) e sugli infissi, con cui si possono già ottenere notevoli risultati di comfort e considerevoli risparmi. Infatti, riducendo le dispersioni, si può ottenere sino al 70/80% di risparmio sulle spese per il riscaldamento e per il raffreddamento con notevoli vantaggi per il bilancio familiare e per l'ambiente.
Secondo alcune simulazioni, un cittadino che risiede in un appartamento condominiale di circa 100 mq a Roma, potrebbe risparmiare, a seguito di un intervento di riqualificazione energetica del proprio appartamento, circa il 55% dei consumi e delle emissioni di CO2. In ben 458 Comuni si obbliga l'installazione di pannelli solari termici, mentre in 481 diventa obbligatorio per i nuovi edifici allacciare pannelli fotovoltaici. Il GSE (Rapporto Statistico, 2010-GSE e Terna) rileva che nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010 la potenza installata in Italia da fonti energetiche rinnovabili è passata da 18.335 MW a 30.284 MW, registrando un incremento del 65%. La crescita ha riguardato soprattutto gli impianti fotovoltaici: nel 2010, rispetto all'anno precedente, si è registrato un incremento di numero (+118,8%) e potenza (+203,3%) degli impianti fotovoltaici generalizzato in tutte le Regioni. Il valore percentuale della crescita degli impianti varia da un minimo del 81,4% in Toscana  ad un massimo del 327,1% in Valle d'Aosta; in termini di potenza invece da un +69,9% della Basilicata a un +360,3% della Valle d'Aosta. In termini assoluti la Lombardia possiede il maggior numero degli impianti con 23.274, seguita dal Veneto con 20.336. La Puglia si conferma la regione italiana con la maggior potenza installata arrivando a raggiungere 683,4 MW, seguita a distanza dalla Lombardia con 372,0 MW.
Gli interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria hanno rappresentato nel corso dell'anno fiscale 2009 circa il 15% del totale delle pratiche per il beneficio fiscale (17% nel 2008).
Efficienza energetica in edilizia. Gli interventi di sostituzione degli impianti termici rappresentano nel 2009 il 30% del totale degli interventi realizzati per l'ottenimento delle detrazioni fiscali del 55%, dei quali circa l'88% riguarda un generatore termico di piccola taglia (Enea, 2010). Agendo sul posizionamento e sull'orientamento dell'edificio si può ottenere una riduzione del fabbisogno medio annuo del 2-3% per l'energia elettrica e del 5-7% per l'energia termica.
 
 
Fonte www.eurispes.it

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