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Eurostat, Ufficio statistico dell’UE, ha pubblicato le stime relative alle emissioni di anidride carbonica (CO2) da combustibili fossili (principalmente petrolio, carbone, torba e gas naturale) che mostrano che nel 2019 c’è stato un calo del 4,3% nell’Unione Europea a 27 rispetto al 2018, anno in cui c’era stato una diminuzione del 2.5%. Si tratta di un dato significativo perché si riferisce a un periodo precedente all’emergenza coronavirus e all’adozione delle misure di contenimento in tutti i paesi. Come sappiamo le emissioni di CO2 contribuiscono in modo determinante al surriscaldamento globale e rappresentano circa l’80% di tutte le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’uomo. Esse sono influenzate da diversi fattori quali le condizioni climatiche (inverni molto freddi o estati molto calde), crescita economica, dimensione della popolazione, trasporti e attività industriali. Inoltre Eurostat ricorda che le emissioni di CO2 da combustibili fossili sono generate nel paese in cui i combustibili vengono bruciati per vari scopi, quali la produzione di energia elettrica, il trasporto, la produzione di acciaio. L’import e l’export dei prodotti energetici impatta sulle emissioni di CO2 nel paese in cui vengono bruciati i combustibili fossili: per esempio se un paese importa il carbone per la produzione di elettricità, in questo ci sarà un aumento delle emissioni, invece importare elettricità non influenza le emissioni del paese importatore ma di quello che la esporta e l’ha prodotta. Lo scorso anno le emissioni di CO2 sono diminuite in molti dei paesei dell’UE, i maggiori cali legati all’uso dell’energia sono stati in Estonia (-22,1%), Danimarca (-9%) Grecia e Slovacchia (entrambe 8.9%), la crescita maggiore in Lussemburgo (+7.5%) e Austria (+2,8%). L’Italia registra un calo del 2%. Emissioni di CO2 nel 2019 rispetto al 2018 nell’UE 27 Nel 2019 si osserva un netto calo del consumo di combustibili fossili solidi (carbone duro, lignite e scisti bituminosi e sabbie bituminose) in molti paesi, a causa soprattutto dell’aumento di prezzo lo scorso anno del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE rispetto al 2018 (> 25 € / t CO2). Questo sistema rende economicamente meno redditizio utilizzare combustibili fossili solidi per la produzione di elettricità perché emettono più CO2 per MWh di elettricità rispetto ad altri, ad esempio il gas naturale. Per compensare l’uso ridotto di combustibili solidi i paesi usano più gas naturale e più rinnovabili per la produzione di elettricità e importano l’elettricità mancante da altri paesi. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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