Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Raffrescare senza surriscaldare: perché il comfort estivo è diventato una questione energetica 12/08/2026
Centrica Business Solutions diventa Joulz e punta su microgrid e asset management, finanziando direttamente l’innovazione 03/08/2026
Indice degli argomenti Toggle Che cos’è il cohousing sociale: significato e caratteristiche del modello abitativoDove è nato il cohousing?Come funziona il cohousing: spazi condivisi, partecipazione e gestione della comunitàCohousing e sostenibilità: perché l’abitare condiviso riduce consumi e impatto ambientaleDove si trovano i cohousing in ItaliaFaq CohousingCos’è il cohousing sociale?Come funziona il cohousing?Quali sono i vantaggi del cohousing sociale?Chi può vivere in un cohousing?Quanto costa vivere in un cohousing?Quali spazi sono condivisi nel cohousing?Qual è la differenza tra cohousing e social housing?Qual è la differenza tra cohousing e co-living?Il cohousing è sostenibile?Come nasce un progetto di cohousing?Che cos’è il cohousing senior? Il cohousing è un progetto innovativo del vivere contemporaneo che mette al centro le persone e le loro relazioni. Unisce gli spazi privati, dove ciascuno può sentirsi libero, con aree comuni pensate per condividere insieme momenti di svago e di socialità. Così, chi vive in cohousing riesce a equilibrare la propria indipendenza con la voglia di stare in comunità e di prendere parte ad un progetto condiviso e partecipativo. Che cos’è il cohousing sociale: significato e caratteristiche del modello abitativo Il cohousing sociale è un modello abitativo basato sulla condivisione di spazi, servizi e attività tra persone che scelgono di vivere in una comunità organizzata, mantenendo però la propria autonomia abitativa. A differenza delle forme tradizionali di coabitazione, ogni residente dispone di un alloggio privato indipendente, mentre alcuni ambienti e risorse vengono progettati e gestiti collettivamente per favorire relazioni sociali, inclusione e collaborazione. Nato come risposta alla crescente frammentazione delle relazioni sociali e alle nuove esigenze abitative, il cohousing sociale integra dimensione privata e dimensione comunitaria, promuovendo un modo di abitare più partecipativo, accessibile e sostenibile. Il modello si fonda sul coinvolgimento diretto degli abitanti nella progettazione e nella gestione della comunità, con l’obiettivo di creare contesti residenziali capaci di generare benessere, supporto reciproco e senso di appartenenza. La ricerca “Rilanciare il legame sociale attraverso nuove pratiche abitative condivise” condotta da Francesca Bianchi dell’Università di Siena e Giuliana Costa del Politecnico di Milano offre una chiave di lettura interessante di questo fenomeno. Le ricercatrici collocano il cohousing nel contesto dei processi di atomizzazione e individualizzazione che caratterizzano il periodo storico attuale, evidenziando come queste nuove forme di abitare rappresentino una risposta concreta alle sfide della contemporaneità. Come sottolineano le studiose, non si tratta di una mera “operazione nostalgica”, ma piuttosto di riscoprire il senso e il valore della condivisione, superando “l’impoverimento umano e culturale a cui ci porta la solitudine della competizione a ogni costo, del possesso come marchio di successo” (Marco Aime). Il cohousing si presenta come una comunità intenzionale di abitazioni private organizzate attorno a spazi condivisi. Ogni unità abitativa, sia essa bifamiliare o unifamiliare, mantiene la propria autonomia e completezza funzionale e dispone di tutti i servizi tradizionali necessari. Cosa rende il cohousing diverso dal modo tradizionale di abitare? A fare la differenza sono gli spazi comuni, pensati per far nascere occasioni di incontro, scambio e collaborazione tra i vicini, coinvolgendo persone di tutte le età in un dialogo attivo e partecipato. Ad esempio è possibile condividere con gli abitanti la lavanderia, la cucina, oppure altri ambienti destinati al tempo libero e allo svago. Anche lo spazio esterno è ad uso collettivo: parcheggi comuni, vialetti condivisi, aree verdi aperte e giardini da curare insieme creano un forte senso di appartenenza e incentivano il dialogo tra le persone. Il cohousing si basa su un’esperienza condivisa che mira a superare il modello individualista, promuovendo una nuova forma di convivenza armoniosa tra i residenti, nel rispetto dell’autonomia e degli spazi di ciascuno. Dove è nato il cohousing? L’applicazione moderna del cohousing trova la sua origine in Danimarca negli anni Sessanta, dove emerse una visione innovativa: creare comunità di residenti attivi nella vita sociale e al tempo stesso offrire degli spazi privati per i residenti. Il cohousing ha preso piede anche nel resto d’Europa, riuscendo ad arrivare fino agli USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Come funziona il cohousing: spazi condivisi, partecipazione e gestione della comunità Il funzionamento del cohousing si basa su un principio fondamentale: creare una comunità residenziale nella quale gli abitanti partecipano attivamente alla definizione delle regole, alla gestione degli spazi e alla costruzione delle relazioni sociali, senza rinunciare all’indipendenza della propria abitazione privata. Uno degli elementi distintivi del modello è la governance partecipata. A differenza dei tradizionali contesti abitativi, nel cohousing le decisioni che riguardano la vita della comunità vengono condivise tra i residenti attraverso momenti di confronto, assemblee e processi decisionali collettivi. Dalla gestione degli spazi comuni all’organizzazione delle attività, ogni abitante contribuisce alla definizione di un sistema abitativo basato sulla collaborazione e sulla responsabilità condivisa. L’aspetto sociale è fondamentale. Ogni elemento della vita nel cohousing è basato sul concetto di vita comunitaria. Molti progetti pongono al centro l’attenzione all’inclusività e all’accessibilità economica. Alla base del progetto di cohousing troviamo la promozione di un contesto accogliente e aperto al dialogo, al rapporto intergenerazionale e all’uguaglianza tra i residenti. I servizi comuni rappresentano un ulteriore elemento caratterizzante del cohousing. La condivisione di alcune risorse permette di ottimizzare gli spazi e ridurre gli sprechi, favorendo un uso più efficiente di beni e servizi. In alcuni progetti possono essere presenti sistemi condivisi per la mobilità, strumenti per il tempo libero, attività di supporto reciproco o soluzioni orientate alla sostenibilità ambientale, come impianti energetici collettivi e forme di autoconsumo condiviso. Ricordiamo che la sostenibilità ambientale ha una grande rilevanza. Le persone che scelgono di far parte di questa nuova comunità lo fanno anche perché condividono l’idea di vivere in modo più sostenibile, mettendo l’attenzione ecologica tra i valori principali del progetto di vita condivisa. Anche la progettazione degli spazi assume un ruolo centrale. Gli edifici e gli ambienti esterni vengono studiati per favorire l’incontro spontaneo tra le persone, attraverso una distribuzione equilibrata tra aree private e luoghi destinati alla socialità. Le abitazioni mantengono tutte le funzioni necessarie alla vita quotidiana, mentre gli spazi comuni diventano un’estensione dell’abitare: sale polifunzionali, cucine condivise, lavanderie, laboratori, aree verdi, orti e spazi per attività collettive sono progettati per incentivare lo scambio e la collaborazione. Il valore del cohousing risiede proprio nell’equilibrio tra autonomia e socialità. Ogni residente mantiene la propria privacy e la libertà di gestire il proprio spazio domestico, ma può contare su una rete di relazioni più vicina e strutturata rispetto ai modelli abitativi tradizionali. La comunità non sostituisce la dimensione privata, ma la arricchisce attraverso occasioni di incontro, collaborazione e sostegno reciproco, creando un modello abitativo più inclusivo e partecipato. Cohousing e sostenibilità: perché l’abitare condiviso riduce consumi e impatto ambientale La sostenibilità rappresenta uno degli elementi che stanno favorendo la diffusione dei modelli di cohousing contemporanei. La condivisione di spazi, servizi e risorse può infatti contribuire a un uso più efficiente degli ambienti e a una riduzione degli sprechi, soprattutto quando il progetto abitativo integra fin dalle prime fasi criteri di progettazione energetica e ambientale. La presenza di aree comuni permette di ottimizzare superfici e funzioni, evitando la duplicazione di alcuni ambienti o attrezzature all’interno delle singole abitazioni. Cucine collettive, lavanderie condivise, officine per il fai da te, spazi per il coworking o aree dedicate al tempo libero possono ridurre il consumo complessivo di risorse rispetto a una gestione esclusivamente individuale, favorendo un approccio più consapevole all’utilizzo degli spazi. Anche la mobilità può diventare più sostenibile all’interno delle comunità di cohousing. La condivisione di veicoli, la presenza di spazi dedicati alla mobilità ciclabile, la vicinanza ai servizi e una progettazione orientata alla riduzione degli spostamenti quotidiani sono elementi che possono contribuire a diminuire l’impatto ambientale legato agli spostamenti dei residenti. Dal punto di vista energetico, il cohousing può inoltre integrarsi con soluzioni tecnologiche finalizzate all’efficienza e alla produzione di energia rinnovabile. Gli edifici progettati secondo criteri di alta efficienza possono prevedere impianti fotovoltaici condominiali o sistemi di produzione condivisa dell’energia. In questo scenario possono trovare applicazione anche modelli come l’autoconsumo collettivo e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che consentono ai residenti di condividere localmente l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Il rapporto tra cohousing e sostenibilità non riguarda quindi soltanto l’efficienza degli edifici, ma un modo diverso di organizzare la vita quotidiana: un modello in cui la collaborazione tra abitanti, la gestione consapevole delle risorse e l’integrazione tra architettura, tecnologia e comunità possono contribuire alla costruzione di nuovi scenari dell’abitare contemporaneo. Dove si trovano i cohousing in Italia A Milano, la Cascina Sella rappresenta un esempio di come il cohousing possa integrarsi con la valorizzazione del patrimonio storico. Il progetto architettonico di recupero, sviluppato dallo Studio Piuarch e dallo Studio Passerini, mira a rivitalizzare questa struttura rurale del 1400 situata al confine tra tessuto urbano e Milano Agricola. Cohousing Cascina Sella a Milano L’intervento coinvolge circa 30 soggetti per realizzare alloggi in cohousing intergenerazionale, integrati con servizi all’infanzia, spazi formativi, un museo digitale e orti sperimentali. Sempre a Milano troviamo COventidue in Corso XXII Marzo. Nel progetto trovano spazio circa 60 appartamenti e 180 mq di spazi polifunzionali destinati al co-working, lavanderia e foresteria. COventidue in Corso XXII Marzo La struttura prevede aree dedicate agli animali domestici e spazi gioco per bambini. Sempre a Milano sorge l‘Urban Village Navigli firmato dallo studio Cino Zucchi Architects, rappresenta un modello di housing collaborativo contemporaneo. Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana che trasforma un ex istituto scolastico in un complesso sostenibile di 5 palazzine, per un totale di 110 unità abitative in classe energetica A+, affiancate da spazi condivisi pensati per favorire socialità e senso di comunità. Promosso da NewCoh, il progetto unisce comfort abitativo, partecipazione attiva dei residenti e attenzione alla sostenibilità ambientale, offrendo soluzioni flessibili per famiglie e giovani under 35. A Torino, il Buena Vista offre un modello di social housing che combina diverse soluzioni abitative in 40 alloggi ospitati in due palazzine dell’ex Villaggio Olimpico. Inaugurato nel 2012, il progetto accoglie sia studenti fuori sede in forma temporanea che nuclei familiari stabili, single e coabitanti. Gli spazi collettivi si distribuiscono su tutto l’edificio attraverso grandi terrazzi, tetti verdi e sale comuni. Roma presenta invece Casa Giada, un esempio specifico di cohousing senior che si rivolge alle persone anziane. L’idea del cohousing romano per abitanti della terza età punta a incentivare un modello di coabitazione che sostenga l’invecchiamento attivo, l’autodeterminazione degli ospiti e che sviluppi una migliora qualità della vita. Faq Cohousing Cos’è il cohousing sociale? Il cohousing sociale è un modello abitativo basato sulla creazione di una comunità residenziale nella quale le persone vivono in abitazioni private autonome, condividendo però alcuni spazi, servizi e attività comuni. L’obiettivo è favorire relazioni di vicinato più strette, inclusione sociale e collaborazione tra residenti, creando un equilibrio tra privacy individuale e vita comunitaria. A differenza della semplice coabitazione, il cohousing nasce da una scelta consapevole degli abitanti, che partecipano alla definizione del progetto abitativo e alla gestione della comunità. Come funziona il cohousing? Il cohousing funziona attraverso un modello partecipativo nel quale gli abitanti contribuiscono alla gestione degli spazi e all’organizzazione della vita comunitaria. Ogni residente dispone di una propria abitazione indipendente, mentre alcune funzioni vengono condivise, come lavanderie, sale comuni, aree verdi, laboratori, spazi per il tempo libero o servizi dedicati alla comunità. La progettazione degli ambienti è pensata per favorire l’incontro e la collaborazione, senza eliminare l’autonomia della dimensione privata. Le regole della comunità vengono generalmente definite attraverso forme di governance partecipata, con momenti di confronto e decisione collettiva. Quali sono i vantaggi del cohousing sociale? Tra i principali vantaggi del cohousing sociale vi è la possibilità di vivere in un contesto abitativo caratterizzato da maggiore socialità e supporto reciproco. La presenza di una comunità attiva può contribuire a contrastare l’isolamento, favorire lo scambio tra generazioni e creare una rete informale di aiuto tra residenti. La condivisione di alcuni spazi e servizi può inoltre favorire un utilizzo più efficiente delle risorse, riducendo sprechi e duplicazioni. Quando il progetto integra criteri di efficienza energetica e soluzioni sostenibili, il cohousing può diventare anche un modello orientato alla riduzione dell’impatto ambientale. Chi può vivere in un cohousing? Il cohousing può essere destinato a diverse tipologie di abitanti: famiglie, giovani, persone anziane, single o gruppi intergenerazionali. Non esiste un unico modello abitativo, perché ogni progetto viene definito sulla base delle esigenze della comunità che lo realizza. Negli ultimi anni si sono sviluppati anche progetti specifici come il cohousing senior, pensato per persone anziane autonome che desiderano mantenere indipendenza abitativa ma vivere all’interno di una rete sociale più strutturata. Quanto costa vivere in un cohousing? Il costo di un progetto di cohousing varia in base a diversi fattori, tra cui la localizzazione dell’immobile, la tipologia di intervento, la dimensione degli alloggi e i servizi condivisi previsti. Non esiste quindi un prezzo standard valido per tutti i progetti. In alcuni casi il cohousing può rappresentare una soluzione per ottimizzare alcune spese grazie alla condivisione di spazi, attrezzature e servizi; tuttavia, la sostenibilità economica dipende dalle caratteristiche specifiche dell’iniziativa e dal modello gestionale adottato. Quali spazi sono condivisi nel cohousing? Gli spazi condivisi possono variare in funzione del progetto. Tra quelli più diffusi troviamo sale comuni, cucine collettive, lavanderie, giardini, orti, spazi per attività culturali o ricreative, aree gioco per bambini e ambienti destinati al coworking. La progettazione degli spazi comuni è uno degli aspetti distintivi del cohousing perché favorisce occasioni di incontro e contribuisce alla costruzione della comunità. Qual è la differenza tra cohousing e social housing? Cohousing e social housing sono due modelli abitativi differenti, anche se possono avere alcuni punti di contatto. Il social housing riguarda principalmente interventi residenziali destinati a offrire abitazioni economicamente accessibili a persone che non riescono ad accedere al mercato tradizionale, spesso attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici o privati. Il cohousing, invece, si concentra soprattutto sulla dimensione comunitaria e partecipativa dell’abitare: gli abitanti condividono spazi e servizi e partecipano alla gestione della comunità. Un progetto può comunque integrare elementi di entrambi i modelli. Qual è la differenza tra cohousing e co-living? Il cohousing e il co-living vengono spesso confusi, ma rispondono a esigenze diverse. Nel cohousing gli abitanti possiedono o affittano abitazioni private indipendenti e partecipano alla gestione degli spazi comuni. Il co-living prevede generalmente soluzioni abitative con camere o unità private all’interno di strutture gestite da un operatore, spesso rivolte a studenti, giovani professionisti o persone alla ricerca di formule abitative flessibili. Il cohousing è sostenibile? Il cohousing può favorire modelli abitativi più sostenibili grazie alla condivisione di spazi, servizi e risorse. La riduzione degli sprechi, l’ottimizzazione delle superfici e la possibilità di integrare tecnologie per l’efficienza energetica e la produzione da fonti rinnovabili rappresentano alcune delle opportunità offerte da questo modello. In particolare, nei nuovi progetti possono essere integrate soluzioni come impianti fotovoltaici condivisi, sistemi di autoconsumo collettivo e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), contribuendo alla transizione verso un’abitazione più efficiente e collaborativa. Come nasce un progetto di cohousing? Un progetto di cohousing può nascere dall’iniziativa di un gruppo di persone interessate a creare una comunità abitativa condivisa oppure attraverso interventi promossi da soggetti pubblici, cooperative, sviluppatori immobiliari o organizzazioni sociali. Il percorso prevede generalmente una fase iniziale di definizione degli obiettivi della comunità, seguita dalla progettazione degli spazi, dall’individuazione dell’immobile o dell’area di intervento e dalla costruzione delle modalità di gestione futura. Che cos’è il cohousing senior? Il cohousing sta acquisendo rilevanza come soluzione efficace per contrastare l’isolamento sociale e migliorare significativamente la qualità della vita degli anziani. Questa “evoluzione” specializzata del cohousing valorizza le caratteristiche di supporto e coesione sociale tipiche del modello di cohousing: l’interazione quotidiana con gli altri residenti della terza età, la condivisione di momenti di socialità e il mantenimento dell’indipendenza personale. Il cohousing senior supporta l’indipendenza degli individui, ma al tempo stesso permette loro di far parte di una comunità riducendo il rischio di isolamento e solitudine. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
30/07/2026 Earth Overshoot Day 2026: il 30 luglio l'umanità esaurisce le risorse della Terra A cura di: Raffaella Capritti Oggi è l’Overshoot Day, le risorse rinnovabili sono finite, dal 31 luglio inizia il sovrasfruttamento della ...
29/07/2026 Dalle acque reflue all'acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS A cura di: Stefania Manfrin GF e H2O Innovation trasformano le acque reflue in acqua potabile e rimuovono i PFAS: in ...
28/07/2026 Legambiente e i “Comuni Ricicloni”: salgono a 657 le realtà rifiuti free in Italia A cura di: Fabiana Valentini L’Italia green fotografata da Legambiente: cresce arrivando a 657 la quota dei Comuni virtuosi nel campo ...
27/07/2026 Cresce la domanda elettrica: nel 2026 le rinnovabili superano il carbone A cura di: Stefania Manfrin Domanda elettrica globale +3,6% nel 2026: le rinnovabili superano il carbone, prezzi all'ingrosso in rialzo in ...
22/07/2026 Supercondensatori al grafene: l’idea green italiana per stoccare energia A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto del Polito studia la possibilità di realizzare supercondensatori al grafene capaci di accumulare energia ...
21/07/2026 Città Osmotiche: a Roma nasce l'Osservatorio scientifico per rigenerare i territori A cura di: Laura Murgia Il metabolismo delle città ha bisogno di revisione: dal B-CAD di Roma parte la sfida di ...
10/07/2026 Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione A cura di: Raffaella Capritti Il Gas Market Report IEA prevede domanda globale di gas in calo dello 0,5% nel 2026, ...