APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
La transizione verso soluzioni di riscaldamento e raffreddamento più pulite e sostenibili può attrarre investimenti, creare milioni di nuovi posti di lavoro e contribuire a guidare la ripresa economica duratura post Covid, assicurando anche ai paesi meno sviluppati i servizi di cui hanno bisogno per riscaldarsi e raffrescarsi. E’ quanto emerge da uno Studio condotto dall’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) e della Rete per le Energie Rinnovabili per il 21° secolo (REN21). Il Rapporto “Renewable Energy Policies in a Time of Transition: Heating and Cooling” evidenzia i benefici, le possibili barriere agli investimenti e le politiche per accelerare l’adozione di riscaldamento e raffreddamento rinnovabile in tutto il mondo. In particolare identifica cinque percorsi di trasformazione, che comprendono l’elettrificazione basata sulle energie rinnovabili, i gas rinnovabili (compreso l’idrogeno “verde”), le biomasse sostenibili e gli usi diretti del calore solare termico e geotermico. Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera ha sottolineato che “Il riscaldamento e il raffreddamento ad alta efficienza energetica basati sulle fonti rinnovabili sono una priorità per i paesi che si sforzano di rispettare gli impegni climatici previsti dall’accordo di Parigi e di costruire economie resilienti e sostenibili”. La domanda di riscaldamento e raffreddamento rappresenta circa la metà del consumo finale globale di energia, soprattutto per i processi industriali, seguita dalle applicazioni residenziali e agricole. La maggior parte di questa energia proviene ora o da combustibili fossili o da usi inefficienti e insostenibili della biomassa. Il riscaldamento e il raffreddamento, di conseguenza, sono una delle principali fonti di inquinamento atmosferico e sono responsabili di oltre il 40% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) legate all’energia. Inoltre ancora oggi circa 2,8 miliardi di persone si affidano al combustibile a legna, al carbone, allo sterco animale e ad altri combustibili inefficienti e inquinanti per cucinare. La domanda di raffrescamento è destinata a crescere A livello globale la domanda di raffreddamento è già triplicata dal 1990, e considerando che, a causa del cambiamento climatico continua a crescere il numero e l’intensità delle ondate di calore, aumenta anche la necessità che le persone siano dotate di aria condizionata. Fino ad oggi c’è stata un’attenzione relativa a questo tema da parte dei governi: alla fine del 2019, solo 49 paesi – per la maggior parte all’interno dell’Unione Europea – avevano obiettivi nazionali per il riscaldamento e il raffreddamento da fonti rinnovabili, mentre 166 ne avevano per la produzione di energia rinnovabile. La decarbonizzazione dell’energia utilizzata per il riscaldamento e il raffreddamento in tutti gli usi finali eliminando l’uso dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili è ancora più urgente in questo momento in cui il mondo sta combattendo contro la pandemia sanitaria con la conseguente crisi economica che ha ridotto la domanda di riscaldamento e servizi di raffreddamento, peggiorando le condizioni per l’accesso all’energia in molti paesi in via di sviluppo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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