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A cura di: Tommaso Tetro Img by Pixabay Indice degli argomenti: La mappa dello scontro Il fuoco geopolitico La risoluzione Ue Che ci sia pace e non guerra nell’Artico. Questo il senso della levata di scudi e di voti nell’emiciclo europeo per difendere il Polo Nord. I parlamentari europei hanno votato una risoluzione sui temi delle sfide geopolitiche e della sicurezza nell’Artico. Il testo è stato approvato con 506 voti favorevoli, 36 contrari e 140 astensioni. L’Artico è una posta in gioco assai alta, dagli impatti dei cambiamenti climatici alle estrazioni petrolifere, fino al nodo di punto geografico essenziale. La sua importanza strategica è trasversale ad argomenti sensibili. Quello dell’Ue è un instancabile lavoro di induzione alla pace. I suoi Stati membri e tutti gli attori interessati sono chiamati al dialogo e alla cooperazione e non alle armi. Quelle che si vogliono distribuire sono, dunque, medaglie al valore in tempo di pace. La mappa dello scontro Tra i principali argomenti all’attenzione di Strasburgo troviamo il cambiamento climatico, le sorti delle comunità indigene, le operazioni russe e le attività cinesi nell’Artico. Il diritto internazionale governa da tempo le sorti di questa regione, la più settentrionale delle Terra, vastissima e quasi completamente ricoperta dall’acqua. Lo ha fatto garantendo un lungo periodo di stabilità all’intera area. Nell’ultimo periodo, però, qualcosa è cambiato. Il Parlamento europeo segnala le minacce crescenti alla stabilità della regione, minacce che arrivano da più fronti. I deputati chiedono agli Stati artici e alla Comunità internazionale di adoperarsi perché l’Artico rimanga un’area di pace, di sviluppo sostenibile, a bassa tensione e di cooperazione positiva. Nella sua risoluzione il Parlamento dell’Ue si rivolge agli Stati membri e a tutti quelli interessati per ragioni geografiche e politiche. Gli interlocutori diretti sono, dunque, numerosi, considerando che la regione artica comprende il bacino dell’Oceano Artico, le aree settentrionali della Scandinavia, di Russia, Canada, Groenlandia, e lo stato americano dell’Alaska. Sul tema ambientale, i deputati invitano l’Ue e tutti i paesi interessati a dare risposte alle conseguenze estremamente allarmanti del cambiamento climatico nell’Artico, nel rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Esprimono, come recita il testo della risoluzione, profonda preoccupazione per i risultati della relazione speciale dell’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) in materia di oceani e criosfera nell’era dei cambiamenti climatici, secondo la quale negli ultimi decenni il riscaldamento globale ha causato una riduzione diffusa della criosfera, con una perdita di massa da calotte glaciali e ghiacciai, una diminuzione del manto nevoso, una riduzione dell’estensione e dello spessore della banchisa glaciale artica e un aumento della temperatura del permafrost. Pongono, inoltre, l’accento sulla perdita di biodiversità che sta coinvolgendo l’Artico a un ritmo allarmante. A favore delle popolazioni indigene e locali, i parlamentari chiedono che si preservi la loro cultura e che tutte le attività che si svolgono nell’area, compreso lo sfruttamento delle risorse naturali, vengano fatte nel pieno rispetto dei loro diritti, favorendo il più possibile le popolazioni stesse. Il fuoco geopolitico Tra i temi assai delicati, quelli del progressivo armamento russo e degli ambiziosi progetti cinesi nell’Artico preoccupano severamente la compagine parlamentare. L’attività russa di rafforzamento militare, sovradimensionata rispetto ai legittimi scopi difensivi è dai deputati considerata del tutto ingiustificata. La Cina, dal canto suo, nutre imponenti progetti nella regione artica; intende inglobarla nella ‘Nuova via della seta’ (Belt and Road Initiative), generando così un forte attrito con l’obiettivo perseguito negli anni, a livello internazionale, di tenere l’Artico fuori dagli interessi geopolitici globali. La risoluzione Ue La relatrice polacca Anna Fotyga, appartenente al Gruppo Conservatori e Riformisti Europei, riassume così i contenuti e gli intenti della risoluzione: “Accoglierei con favore un aggiornamento della politica artica dell’Ue, che dovrebbe continuare a concentrarsi sui problemi delle comunità locali, in particolare quelli delle popolazioni indigene. Nella nostra relazione abbiamo anche affermato come la strategia artica dell’Ue debba includere i nuovi bisogni di sicurezza della regione, le crescenti tensioni geopolitiche e i nuovi attori come la Cina. Dobbiamo essere consapevoli che non siamo soli nell’Artico e insieme a quei paesi che sono nostri stretti alleati, Stati Uniti, Canada, Norvegia e Islanda, possiamo costruire un futuro florido e pacifico”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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