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Nel cuore della Brianza, l’azienda milanese Planet Farms, fra le principali realtà produttive nel settore dell’agricoltura verticale, ha inaugurato il nuovo stabilimento che integra tecnologia, sostenibilità e attenzione al design in armonia con il paesaggio. La nuova struttura è stata realizzata a Cirimido, in provincia di Como, all’interno del vivaio Peverelli, su un progetto firmato dallo studio Floriani & Strozzi Architetti in collaborazione con UniFor. A caratterizzare la vertical farm è la facciata curvilinea di elementi in legno, che unisce l’ispirazione alla forma naturale degli alberi alla funzionalità di sistema ombreggiante per la protezione dal sole, riducendo i consumi energetici. A cura di: Olivia Rabbi Indice degli argomenti Toggle Vertical Farm e agricoltura indoorNuovo stabilimento Planet Farms, un’onda nel paesaggioSostenibilità e decarbonizzazione La costante crescita demografica sul pianeta e la scarsità sempre più sensibile di risorse disponibili e accessibili spingono a cercare soluzioni innovative, in primis nel settore agricolo, per la sopravvivenza. Secondo il team di ricerca Our World in Data, parlando di urbanizzazione futura, entro il 2050 oltre due terzi della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, con un fenomeno che interesse con ritmi diversi tutti i paesi. Sempre entro il 2050 si prevede che 7 persone su 10 a livello globale vivranno in aree urbane, per un totale di quasi 7 miliardi di persone; la popolazione mondiale è stimata aumentare fino a circa 9,8 miliardi di persone. Con il rischio prevedibile di pesanti ricadute sull’uso e sfruttamento del suolo e delle altre risorse, a partire dall’acqua, a fini alimentari e agricoli. Il vertical farming, o tecnica della coltivazione agricola verticale, è una delle soluzioni che potrebbe contribuire a ottimizzare le risorse disponibili per il soddisfacimento dei bisogni, a cominciare dalla riduzione del consumo di suolo e di acqua, con prestazioni di sostenibilità e resilienza. Vertical Farm e agricoltura indoor L’agricoltura verticale si basa su un metodo di coltivazione indoor in spazi chiusi, isolati e protetti rispetto all’ambiente esterno basato su un processo di controllo e gestione in tempo reale ad alta tecnologia. La crescita dei vegetali (come verdure a foglia verde, insalate, erbe aromatiche) avviene fuori dal suolo in strutture verticali di più livelli; la dotazione di tecnologie intelligenti consente la protezione delle colture da parassiti, pesticidi e agenti inquinanti, e il controllo costante del microclima. Vertical farm: Interno del nuovo stabilimento Planet farms di Cirimido L’acqua e le sostanze nutritive sono costantemente a contatto con le radici vegetali, mentre la luce artificiale è modulata in modo da riprodurre il fotoperiodo naturale delle piante, con l’ottimizzazione del processo di fotosintesi che migliora la produttività per unità di superficie. Nei sistemi di vertical farm, la distribuzione della soluzione nutritiva può essere di tipo idroponico (le piante hanno le radici completamente o parzialmente immerse in una soluzione nutritiva, oppure sono sostenute da substrati inerti) o aeroponico (radici libere ed esposte all’aria dove la soluzione nutritiva viene applicata attraverso nebulizzazione periodica). Le tecniche di coltivazione idroponica possono arrivare a ridurre il consumo di acqua fino al 90% grazie ai meccanismi di riciclo continuo senza dispersione, minori perdite dovute all’evaporazione, irrigazione mirata e non eccessiva con un assorbimento più efficiente da parte delle piante. Nuovo stabilimento Planet Farms, un’onda nel paesaggio Il nuovo stabilimento Planet Farms di Cirimido nasce da un concept architettonico fortemente ispirato al paesaggio agricolo. L’edificio sorge all’interno del vivaio Peverelli, nel cuore della campagna lombarda, e si integra con il contesto senza alterarne l’identità. La facciata in legno, ispirata alla geometria naturale delle alberature, rafforza questa continuità con il paesaggio e contribuisce al comfort termico dell’edificio. ©Alessandro Saletta – DSL Studio “L’idea generativa affonda le radici in un’immagine per me molto evocativa: l’effetto di un vivaio visto dall’autostrada, con quella “sensazione di onda” creata dalla piantumazione e dal movimento degli alberi – spiega Luca Travaglini, co-founder e CTO di Planet Farms -. Da questa intuizione è nato il progetto che abbiamo sviluppato con l’architetto Filippo Floriani, a cui si è unito Carlo Molteni, CEO di UniFor, per portare il design all’interno degli spazi produttivi e rappresentativi”. Lo stabilimento si estende su 11.500 metri quadrati e ospita 20mila metri quadrati dedicati alle coltivazioni verticali. “È un impianto totalmente automatizzato: dalla semina al confezionamento, ogni fase è gestita da robotica e software proprietari che ci permettono di garantire tracciabilità, costanza qualitativa e un controllo puntuale dei parametri colturali. Il funzionamento dello stabilimento è gestito da un team di circa 20 persone, di cui 6 sono dedicate alla produzione, supportate dal nostro ecosistema digitale che comprende il sistema di intelligenza artificiale Gaia VF, capace di ottimizzare temperatura, umidità, acqua, aria e luce in tempo reale”. Un ruolo essenziale è svolto dall’illuminazione colturale. “Utilizziamo LED di Signify esclusivamente all’interno delle camere di produzione: sono programmabili e ci permettono di adattare spettro e intensità della luce alle diverse fasi di crescita, ricreando cicli giorno/notte in modo efficiente”. Le ricette luminose sono gestite tramite il software sviluppato da Periplo Innovation, società del gruppo Planet Farms. Sostenibilità e decarbonizzazione La sostenibilità, per il Gruppo, è un approccio sistemico, che coinvolge agricoltura, energia, logistica e gestione delle risorse. “Il nostro modello di vertical farm riduce di oltre il 95% l’utilizzo di acqua, suolo e fertilizzanti ed elimina completamente l’uso di pesticidi. Con una superficie relativamente contenuta riusciamo a ottenere produzioni equivalenti a quelle di 600 ettari di terreno agricolo tradizionale: un dato che sintetizza bene l’efficienza del nostro sistema”. Lo stabilimento è alimentato da energie rinnovabili certificate, tra cui il fotovoltaico installato sul sito, e ogni ambiente è progettato per ottimizzare i consumi. Nella progettazione sono stati scelti materiali e tecnologie che potessero supportare un modello costruttivo efficiente e replicabile. La facciata è realizzata attraverso un sistema di dieci moduli in legno prefabbricati che si ripetono in modo simmetrico, una soluzione che ha permesso di accelerare il cantiere, ridurre gli scarti e mantenere un forte legame con il contesto naturale del vivaio. Sul fronte tecnologico, il cuore dell’edificio è rappresentato dai sistemi che regolano in modo integrato tutte le variabili colturali. “L’illuminazione LED dedicata alle colture, programmabile e ad alta efficienza, lavora insieme al nostro software AI chiamato Gaia VF per creare cicli produttivi continui e ottimizzati. Questa infrastruttura ci permette di ridurre l’impatto in ogni fase, minimizzando sprechi e consumi e creando un modello replicabile per i futuri stabilimenti”. Scheda Progetto nuovo stabilimento Planet Farms Superficie costruita: 11.500 m² di edificio – 20.000 m² di area destinata alle coltivazioni verticali Committente: Planet Farms Costruzione e avvio della produzione: settembre 2024 Luogo: Cirimido (Como) Progetto architettonico: Studio Floriani & Strozzi Architetti, Architetto responsabile: Filippo Floriani Progetto strutturale: Matteo Citterio e Studio Artec Design degli interni: Unifor Tema Tecnico Architettura sostenibile Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto