Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Fast fashion: l’insostenibile costo ambientale e sociale della moda a basso costo. Impatto della produzione e rifiuti tessili 09/10/2026
Airzone rinnova la propria identità visiva: il restyling racconta l’evoluzione dell’azienda 14/10/2026
A cura di: Laura Murgia Durante MCE 2026, una delle principali fiere europee dedicate a HVAC, energie rinnovabili ed efficienza energetica, la redazione di Infobuildenergia ha intervistato Jozefien Vanbecelaere, Policy Director di EHPA – European Heat Pump Association. L’associazione, con sede a Bruxelles, rappresenta il settore europeo delle pompe di calore e lavora per sostenere la crescita del mercato, promuovere il dialogo con le istituzioni e accelerare la decarbonizzazione di edifici e industria. Il confronto con EHPA ha offerto uno sguardo utile sulle priorità normative, industriali e di mercato, approfondendo il ruolo delle pompe di calore nello scenario energetico europeo e le prospettive di crescita di una tecnologia sempre più strategica. ©EHPA Indice degli argomenti Toggle EHPA in ItaliaQuali attività svolge EHPA in Italia?Andamento del mercato e prospettive 2026-2030Alla luce dei dati preliminari sulle vendite di pompe di calore nel 2025, quali segnali emergono sullo stato di salute del mercato europeo? Possiamo già delineare un trend per i prossimi anni in termini di crescita e diffusione delle tecnologie?Impatto delle politiche pubbliche e della fiscalità sull’elettricitàAvete evidenziato il ruolo della tassazione dell’elettricità nella transizione verso il riscaldamento elettrico. Quanto incide oggi la fiscalità nei diversi Paesi europei sulla competitività delle pompe di calore rispetto alle tecnologie fossili?Pompe di calore e Direttiva EPBD (Case Green)In che modo le pompe di calore si inseriscono nel percorso di implementazione della direttiva EPBD? Possono diventare la tecnologia di riferimento per la decarbonizzazione del riscaldamento negli edifici residenziali e terziari?Criticità e leve per accelerare la diffusioneQuali sono oggi i principali ostacoli alla diffusione delle pompe di calore in Europa – tra costi iniziali, competenze installative e contesto normativo – e quali interventi ritenete prioritari per accelerarne l’adozione su larga scala? ©EHPA EHPA in Italia Quali attività svolge EHPA in Italia? La European Heat Pump Association è l’associazione di settore che rappresenta il settore delle pompe di calore a livello europeo e ha sede a Bruxelles. Operiamo principalmente a livello europeo, fungendo da collegamento tra il settore delle pompe di calore in tutta Europa e i decisori politici a Bruxelles, tra cui la Commissione europea, il Parlamento europeo e i rappresentanti degli Stati membri. Da Bruxelles manteniamo contatti con i membri italiani della nostra associazione, così come con la Rappresentanza Permanente italiana. Collaboriamo inoltre strettamente con l’associazione nazionale di settore in Italia, AssoClima. Nella maggior parte degli Stati membri, le associazioni nazionali si occupano delle politiche e della legislazione a livello nazionale. Questa collaborazione rappresenta il principale collegamento tra il livello europeo e quello nazionale. Inoltre, molte aziende italiane sono membri della nostra associazione e monitoriamo attentamente gli sviluppi a livello europeo che le riguardano. Andamento del mercato e prospettive 2026-2030 Alla luce dei dati preliminari sulle vendite di pompe di calore nel 2025, quali segnali emergono sullo stato di salute del mercato europeo? Possiamo già delineare un trend per i prossimi anni in termini di crescita e diffusione delle tecnologie? Nel 2022 il mercato delle pompe di calore ha registrato una forte crescita, in gran parte dovuta all’invasione russa dell’Ucraina, che ha causato un aumento significativo dei prezzi del gas. Di conseguenza, molti consumatori si sono orientati verso alternative come il riscaldamento elettrificato, incluse le pompe di calore. Nel 2023 e nel 2024, il calo dei prezzi del gas ha rallentato il mercato, con alcuni consumatori che sono tornati alle caldaie a combustibili fossili. In generale, in quegli anni si è registrata anche una diminuzione delle vendite di sistemi di riscaldamento. I dati preliminari per il 2025, che coprono 16 dei 21 Paesi inclusi nel nostro rapporto di mercato—pari a circa il 90% del mercato—indicano una crescita del 10%. Si tratta di un segnale positivo, ma non uniforme: 12 dei 16 Paesi mostrano una crescita, mentre negli altri si osserva un calo. La crescita è chiaramente legata agli sviluppi politici. Ad esempio, il Belgio ha annunciato uno spostamento della tassazione dall’elettricità verso il gas e il bilancio generale. Nel Regno Unito è stato introdotto un solido sistema di incentivi e obiettivi a lungo termine. In Germania, dopo un periodo di incertezza, il mercato si è stabilizzato, rafforzando la fiducia dei consumatori. Al contrario, le vendite sono diminuite in Polonia, Francia e Repubblica Ceca a causa dell’incertezza normativa. In Repubblica Ceca, ad esempio, uno dei principali programmi di incentivazione è stato ridimensionato. Ciò dimostra che le vendite sono fortemente influenzate dal contesto politico. Guardando al futuro, politiche stabili e di lungo periodo sono essenziali per garantire fiducia a consumatori, produttori e investitori. Allo stesso tempo, la tecnologia delle pompe di calore continua a migliorare: i sistemi diventano sempre più efficienti, compatti, silenziosi e facili da installare. Si diffonde inoltre l’uso di refrigeranti come l’R290. Nel complesso, il progresso tecnologico è costante. ©EHPA Impatto delle politiche pubbliche e della fiscalità sull’elettricità Avete evidenziato il ruolo della tassazione dell’elettricità nella transizione verso il riscaldamento elettrico. Quanto incide oggi la fiscalità nei diversi Paesi europei sulla competitività delle pompe di calore rispetto alle tecnologie fossili? Le pompe di calore sono significativamente più efficienti rispetto alle caldaie a gas. Con una unità di elettricità è possibile generare da tre a cinque unità di calore, mentre con una unità di gas si ottiene circa una unità di calore. In linea teorica, ciò dovrebbe tradursi in bollette energetiche più basse. Tuttavia, in molti Paesi l’elettricità è tassata molto più del gas. Di conseguenza, il prezzo più elevato dell’elettricità annulla il vantaggio in termini di efficienza, e i consumatori non ne percepiscono i benefici economici. Questo rappresenta un problema rilevante per la competitività delle pompe di calore. Una soluzione fondamentale consiste nello spostare tasse e oneri dall’elettricità verso il gas o verso la fiscalità generale. L’impatto di questi oneri varia da Paese a Paese, ma può essere molto significativo. Una loro riduzione renderebbe le bollette elettriche più aderenti ai costi reali dell’energia, migliorando sensibilmente il caso economico delle pompe di calore. Alcuni Paesi hanno già adottato misure in questa direzione. I Paesi Bassi hanno effettuato questo cambiamento e il Belgio ha annunciato interventi simili. Anche a livello europeo il tema sta acquisendo rilevanza: la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la necessità di ridurre la tassazione sull’elettricità per favorire l’elettrificazione, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico. Si tratta di sviluppi promettenti, ma sarà necessario tradurli in misure legislative concrete. Pompe di calore e Direttiva EPBD (Case Green) In che modo le pompe di calore si inseriscono nel percorso di implementazione della direttiva EPBD? Possono diventare la tecnologia di riferimento per la decarbonizzazione del riscaldamento negli edifici residenziali e terziari? La Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) è una normativa europea fondamentale per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Trattandosi di una direttiva, stabilisce obiettivi generali che gli Stati membri devono recepire a livello nazionale. La EPBD prevede che tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero entro il 2030, cioè con prestazioni energetiche molto elevate e senza emissioni in loco da combustibili fossili. Entro il 2050, questo requisito si estenderà a tutti gli edifici. Le pompe di calore svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento di questi obiettivi, poiché soddisfano i criteri di alta efficienza e assenza di emissioni in loco. Rappresentano quindi una tecnologia chiave per la decarbonizzazione del riscaldamento negli edifici residenziali e non residenziali. La direttiva include anche altre misure rilevanti: non sono più consentiti incentivi finanziari per le caldaie a combustibili fossili, e gli Stati membri devono elaborare piani di ristrutturazione per eliminare gradualmente tali sistemi entro il 2040. Nel loro insieme, queste disposizioni favoriscono fortemente la transizione verso le pompe di calore. ©EHPA Criticità e leve per accelerare la diffusione Quali sono oggi i principali ostacoli alla diffusione delle pompe di calore in Europa – tra costi iniziali, competenze installative e contesto normativo – e quali interventi ritenete prioritari per accelerarne l’adozione su larga scala? Una delle principali barriere è il rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, che incide direttamente sui costi operativi. A questo si aggiungono i costi iniziali, più elevati rispetto alle caldaie a combustibili fossili. In condizioni normali, questi costi sarebbero compensati dai minori costi di esercizio, ma ciò dipende dalla correzione dello squilibrio tra elettricità e gas. Anche i costi di installazione sono rilevanti. In alcuni Paesi, i margini applicati dagli installatori contribuiscono in modo significativo al costo totale. Per ridurli, è necessario aumentare la concorrenza, il numero di installatori e il livello di formazione, in particolare sulle tecnologie delle pompe di calore. Per raggiungere questo obiettivo, sono fondamentali politiche stabili e di lungo periodo, che diano un segnale chiaro sulla transizione verso le pompe di calore. Ciò incoraggerà anche i produttori a investire nella formazione. Tra i principali fattori abilitanti vi sono proprio politiche stabili e prevedibili. I Paesi scandinavi, come Norvegia, Finlandia e Svezia, sono leader nell’adozione delle pompe di calore grazie a obiettivi chiari di eliminazione dei combustibili fossili, all’introduzione di prezzi del carbonio e a una forte spinta verso l’elettrificazione. Queste condizioni creano un contesto favorevole agli investimenti, allo sviluppo delle competenze e a una struttura dei prezzi dell’energia più equilibrata. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
14/10/2026 Data center, AI ed energia: la competitività dell'Italia passa anche da qui A cura di: Andrea Ballocchi AI for Energy Report 2026 di E&S: la crescita dell'intelligenza artificiale sta trasformando i data center ...
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...
01/10/2026 Il paesaggio come sistema vivente: a Bergamo il Landscape Festival A cura di: Laura Murgia La XVI edizione di Landscape Festival, organizzata con il Comune di Bergamo e dedicata al "Nuovo ...
29/09/2026 Emissioni in cantiere: misurare il lato nascosto per ridurne l’impatto A cura di: Andrea Ballocchi Misurare le emissioni in cantiere è il primo passo per ridurle. Uno studio Deerns rivela il ...
16/09/2026 Giornata internazionale per la conservazione dello strato di ozono A cura di: Raffaella Capritti Il 16 settembre 2026 la Giornata per la protezione dello strato di ozono celebra i dieci ...
14/09/2026 Come cambia la progettazione con il nuovo Decreto Requisiti Minimi: intervista a Valeria Erba, Presidente ANIT A cura di: Claudia Capperucci Valeria Erba, Presidente ANIT, analizza i nuovi requisiti minimi di efficienza energetica, ponti termici, BIM, riqualificazione ...
11/09/2026 Energy Transition Monitor 2026, la transizione accelera ma le emissioni restano ferme A cura di: Erika Bonelli Rinnovabili al 99% della crescita elettrica 2025 ma emissioni ancora ferme. I dati ETC e i ...