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Presentata in Conferenza stampa la Proposta di Legge n. 3919 che vuole trasformare la rendita decennale delle agevolazioni fiscali in liquidità immediata rivolgendosi ad un intermediario finanziario E’ stata presentata in conferenza stampa la proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”. Obiettivo della proposta è permettere di anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali del 65% e del 50%, senza l’obbligo di aspettare i dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi. In questo modo, sottolineano i firmatari, grazie a un intermediario finanziario, si potrebbe modificare la rendita decennale in liquidità immediata, con l’applicazione di tassi ridotti e pressoché uniformi, dovuti al basso grado di rischio del finanziamento, che sarebbe di fatto garantito dallo Stato. Un altro importante vantaggio è che potrebbero più facilmente beneficiare delle detrazioni anche i soggetti incapienti, che il CNA stima in di 3 milioni di pensionati (il 20% del totale) e di 5 milioni di dipendenti (25%) e contribuendo all’emersione del lavoro irregolare che, in alcuni casi, offre la prospettiva di una convenienza economica immediata, addirittura più interessante rispetto al rimborso decennale. Considerando che dal 2013 si è verificato un calo delle ristrutturazioni edilizie, dai 30.373 miliardi di euro ai 27.465 del 2015, l’on. Sara Moretto, prima firmataria della proposta di legge, evidenzia che, secondo le previsioni del CNA, “produrrebbe un incremento stimato di 5 miliardi di spese per lavori edili e un aumento di circa 24 mila dipendenti nel primo anno di applicazione. Si potrebbe creare un ulteriore volano per la domanda di servizi di ristrutturazione delle abitazioni o di miglioramento degli edifici sotto il profilo della riqualificazione energetica”. Come avviene la cessione Sono pochi i passaggi a carico dei beneficiari dell’agevolazione, cittadino o impresa, che devono trovare l’istituto cui destinare il credito e trasmettere il modello di opzione all’Agenzia delle Entrate, specificando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello. Da quel momento il cittadino o l’impresa pagheranno esclusivamente la parte di fattura non inclusa nel beneficio. Il 50% o il 65% saranno a carico dell’intermediario finanziario che la recupererà nei 10 anni. “Ad esempio, per ogni 1.000 euro di spesa per le ristrutturazioni, considerate le normali condizioni di sconto bancario, solo 580 euro saranno a carico della famiglia o dell’impresa, mentre la restante parte di spesa sarà sostenuta dalla banca. Allo stesso modo, 1.000 euro di spesa per la riqualificazione energetica dell’edificio si traducono in 450 euro a carico della famiglia o dell’impresa e 550 euro erogati dalla banca”. Molto soddisfatto il Presidente della CNA Daniele Vaccarino che si augura che alla propsta segua un iter parlamentare favorevole e veloce, visto che si tratta di una soluzione che potrebbe aiutare il mondo dell’edilizia ad uscire dalla grave crisi. “Questa proposta rappresenta una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle piccole imprese. Consente inoltre ai soggetti incapienti di accedere al mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia. Si potrà rilanciare anche il mercato strategico dei condomini, dove spesso i lavori sono bloccati dalle difficoltà economiche di alcuni proprietari. Ovviamente sarà fondamentale la riconferma degli attuali incentivi in materia di ristrutturazione e di efficientamento energetico ai livelli attuali del 50 e del 65 per cento”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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