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Cala dal 37,3% del 2014 al 33,2% del 2015 l’incidenza delle rinnovabili sui consumi di energia. In controtendenza la Valle d’Aosta, Trento e Bolzano L’Istat ha pubblicato la nona edizione dello Studio “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” che analizza attraverso una serie di indicatori, la situazione economica vissuta dal nostro paese, le differenze regionali che lo caratterizzano e la posizione dell’Italia nel contesto europeo. In particolare il Rapporto esamina 100 indicatori, articolati in sei aree (Popolazione e società, Istruzione e lavoro, Salute e welfare, Industria e servizi, ambiente e agricoltura, economia e finanza pubblica) e 19 settori. Nell’ambito dell’area ambiente e agricoltura un capitolo è dedicato all’Energia, settore molto importante nello sviluppo economico sostenibile, che deve tener conto della disponibilità delle fonti, alcune delle quali soggette a naturale esaurimento, e degli effetti che possono essere prodotti sull’ambiente. Nel secondo periodo d’impegno del protocollo di Kyoto (2013-2020), i paesi dell’area dell’Unione 28 sono tenuti a diminuire le emissioni collettive del 20% rispetto al livello del 1990. Tra il 1990 e il 2014 l’Italia ha ridotto le emissioni dei gas serra del 19,8%; in media Ue la diminuzione complessiva è stata del 24,4%. Per quanto riguarda i consumi di energia il Rapporto evidenzia un’inversione di tendenza, sia dei consumi che della produzione lorda di energia elettrica, che crescono rispettivamente del 2% e dell’1,1% rispetto al 2014, interrompendo dunque l’andamento negativo in corso dal 2012. Nel 2015 è diminuita la produzione lorda elettrica da fonti rinnovabili e la sua incidenza sul consumo interno lordo di energia elettrica, che oggi è al 33,2% rispetto al 37,3% del 2014. L’Istat sottolinea che l’indicatore misura il contributo delle fonti rinnovabili al soddisfacimento del consumo interno lordo di elettricità. E’ calcolato come rapporto tra la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili e i consumi interni lordi di energia elettrica, espresso in percentuale. Il consumo interno lordo di energia elettrica è uguale alla produzione lorda di energia elettrica più il saldo degli scambi con l’estero e con le altre regioni. Sono state considerate come fonti rinnovabili: idrica da apporti naturali, geotermica, fotovoltaica, eolica e biomasse. Sul territorio, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili si conferma in quantità nettamente superiore alla richiesta interna in Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Tra le altre regioni del Nord, nel 2015, solo il Piemonte mostra un’incidenza della produzione di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi superiore alla media nazionale. Nel Centro alle consistenti quote dell’Umbria e della Toscana si contrappone il basso valore del Lazio. Nel Mezzogiorno si segnalano, tra le regioni che presentano i valori più elevati dell’indicatore, il Molise, la Calabria e la Basilicata. Con una quota del 33,4%, l’Italia si posiziona sopra la media Ue per consumi di energia elettrica generata da fonti rinnovabili che nel 2014 è stata del 27,5%. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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