Audit o diagnosi energetica: perché farla, quando serve e come incide sulle scelte progettuali 11/06/2026
Risparmio idrico negli edifici: come ridurre i consumi con strategie, tecnologie e impianti efficienti 08/06/2026
Bioplastiche per biometano: enzimi e tecnologia migliorano la gestione circolare dei rifiuti 12/06/2026
Longi a Intersolar: moduli anti-abbagliamento, accumulo C&I e alta efficienza residenziale 18/06/2026
ESKA Valve presenta il contatore intelligente ultrasonico per le infrastrutture energetiche digitali 17/06/2026
Legambiente, Wwf e Greenpeace svelano un documento sul decomissioning che parla di 25 piattaforme, 8 teste di pozzo sottomarine, 1 cluster; con la questione aperta della fascia di interdizione per la tutela delle acque. Il programma concordato tra Sviluppo economico, Ambiente, Beni culturali e Assomineraria. Pronto da dicembre 2018, da dismettere ci sono 34 impianti offshore a cura di Tommaso Tetro C’è un Piano anti-trivelle ‘nascosto’ nei cassetti del Ministero dello Sviluppo economico. E’ li’, pronto da dicembre dell’anno scorso, e racconta della dismissione di 34 impianti offshore. Un documento che le maggiori associazioni ambientaliste – Legambiente, Wwf, Greenpeace – hanno deciso di rendere pubblico dal momento che – dicono – “i ministeri competenti sono incapaci di prendere una decisione sul decomissioning”. Oltre a questo c’è l’avvicinamento alla data del 30 giugno, giorno in cui il ministero dello Sviluppo economico dovrà andare avanti con la dichiarazione di dismissione mineraria prevista dal decreto di febbraio di quest’anno. Tra i 34 impianti offshore – contemplati dalla ‘Dichiarazione congiunta sul programma di attività per la dismissione delle piattaforme offshore’ (questo il nome del Piano per esteso) – ci sono 25 piattaforme, 8 teste di pozzo sottomarine, 1 cluster; e, di questi, 27 rientrano nella fascia di interdizione delle 12 miglia. Il maggior numero, 29 impianti, si trovano nel tratto di mare tra Veneto e Abruzzo, 2 davanti alla Puglia, 1 davanti a Crotone e 2 nel Canale di Sicilia. Inoltre dei 34 impianti, 27 (pari al 79,4%) sono localizzati nella fascia di interdizione a nuove attività offshore delle 12 miglia (istituita nel 2013 per tutelare le acque territoriali e gli ambienti costieri). Si tratta di un programma che sarebbe stato concordato a dicembre del 2018 tra ministero dello Sviluppo economico, ministero dell’Ambiente, ministero dei Beni culturali e da Assomineraria, cioè l’associazione di categoria dei petrolieri. In base al lavoro dell’Ufficio minerario per gli idrocarburi e le georisorse del ministero dello Sviluppo e della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente, gli impianti scelti per la dismissione hanno rispettato tre criteri: piattaforme costruite ma mai entrate in produzione; piattaforme o teste di pozzo produttive ma non eroganti da almeno 5 anni; piattaforme o teste di pozzo che negli ultimi 10 anni abbiano estratto quantità di idrocarburi liquidi o gassosi esigue, al di sotto della soglia di ‘franchigia’, ovvero con una produzione al di sotto degli 80 milioni di metri cubi di idrocarburi gassosi e delle 50 mila tonnellate di petrolio all’anno. Viene infatti ricordato che la metà dei 34 impianti individuati non hanno mai ricevuto una Valutazione di impatto ambientale (Via), dal momento che sono stati autorizzati prima del 1986 (anno in cui la Via entrò in vigore in Italia); tra questi, 4 piattaforme hanno 50 o più anni (Porto Corsini Mwa, San Giorgio a Mare 3, Santo Stefano a Mare 1.9, Santo Stefano a Mare 3.7), 4 più di 40 anni (Armida 1, Diana, San Giorgio a Mare C, Santo Stefano Mare 4), e 13 (oltre il 38% del totale) tra i 30 e 40 anni. In tutto – viene fatto presente – sono 138 gli impianti offshore che occupano i nostri mari, 94 dei quali nella fascia delle 12 miglia, e che di questi il 44,6% non sono mai stati sottoposti a Via. Insomma, per le associazioni, il ministero dovrebbe avviare la procedura di dismissione dei primi 22 impianti entro fine mese; e, al massimo nei prossimi due anni, degli altri 12. Stiamo parlando di quegli impianti mai entrati in produzione, non produttivi da almeno 10 anni, che non erogano gas o petrolio da almeno cinque anni. Infine, viene ricordato, che “l’Italia deve dotarsi di un Piano nazionale energia e clima che permetta di emancipare il Paese dai combustibili fossili e di intraprendere con decisione la strada della decarbonizzazione; procedendo – secondo la Strategia energetica nazionale (Sen) – con la chiusura entro il 2025 delle centrali a carbone e con un rinnovato sostegno alle fonti rinnovabili, all’efficienza e al risparmio energetico. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...
11/06/2026 Bonus maltempo 2026: come funziona l’indennità fino a 3.000 euro, requisiti e domanda INPS A cura di: Adele di Carlo Dal sostegno al reddito alle misure straordinarie per i territori colpiti dalle alluvioni: come avere il ...
09/06/2026 El Niño 2026: il WMO lancia l'allerta. Nei prossimi mesi temperature record e clima estremo A cura di: Erika Bonelli Il WMO lancia l'allerta El Niño 2026: probabilità 80-90% per l'estate. Impatti su energie rinnovabili, consumi ...
08/06/2026 Giornata Mondiale degli Oceani 2026: aree marine protette, pesca sostenibile e il Trattato sull'Alto Mare A cura di: Stefania Manfrin L'8 giugno 2026 si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Pesca sostenibile, Trattato BBNJ, OceanEye: lo ...
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...