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A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle Big Fish, come funziona l’impianto agrivoltaico nel CatanesePannelli a tre metri e coltivazioni affidate agli agricoltori localiBig Fish e Sardella, il polo fotovoltaico di NadaraIl PPA con Amazon e le ricadute per il territorio Nella piana di Catania, a circa 40 chilometri dall’Etna, è entrato in esercizio Big Fish, l’impianto agrivoltaico da 227 MW che Nadara, produttore indipendente di energia (IPP) di nuova generazione attivo in Europa e negli Stati Uniti, indica come il più grande realizzato finora in Italia. Il progetto si estende su 400 ettari tra i comuni di Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia. Metà della superficie resta destinata all’attività agricola, mentre l’altra metà ospita la produzione di energia solare. L’impianto è stato reso possibile da un Power Purchase Agreement (PPA) per 156 MW di capacità sottoscritto con Amazon. L’accordo rafforza una collaborazione già avviata tra le due aziende, che comprende precedenti PPA in Finlandia e in Italia, e consolida la presenza di Nadara nel mercato italiano delle rinnovabili su scala industriale. Big Fish, come funziona l’impianto agrivoltaico nel Catanese Big Fish è stato realizzato in 12 mesi con il coinvolgimento di oltre 900 lavoratori. L’area è suddivisa in 15 lotti e la configurazione agrivoltaica consente di mantenere 200 ettari destinati all’attività utile agricola, a dimostrazione che la produzione di energia rinnovabile su larga scala e l’uso produttivo dei terreni possono coesistere sullo stesso sito. I dati principali del progetto: Potenza complessiva: 227 MW, di cui 156 MW contrattualizzati con Amazon tramite PPA Superficie: 400 ettari in 15 aree, con il 50% destinato all’agricoltura Localizzazione: comuni di Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia Tempi di realizzazione: 12 mesi, con oltre 900 lavoratori coinvolti Opere agricole e ambientali: 14 pozzi per l’irrigazione realizzati o ripristinati, 38.000 alberi piantati, circa 4,5 tonnellate di miele all’anno dagli alveari del sito Pannelli a tre metri e coltivazioni affidate agli agricoltori locali Il sistema colturale è stato sviluppato insieme al Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania, e le coltivazioni sono gestite dagli stessi agricoltori che lavoravano questi terreni prima dell’intervento. Per garantire la continuità delle lavorazioni, i moduli fotovoltaici sono installati fino a tre metri di altezza dal suolo e i cavi elettrici aerei corrono lungo il perimetro dell’area, così da lasciare libero il passaggio dei mezzi agricoli. L’approvvigionamento idrico è assicurato da 14 pozzi per l’irrigazione, in parte nuovi e in parte ripristinati. La configurazione dell’impianto contribuisce anche alla tutela della biodiversità. Gli alveari installati nel sito produrranno circa 4,5 tonnellate di miele all’anno. «L’agrivoltaico come pratica su larga scala è ancora in una fase di consolidamento e c’è qualcosa di davvero entusiasmante in un sito in cui la terra continua a produrre cibo e, allo stesso tempo, energia per alimentare le nostre case», ha commentato Jorge Martinez, Chief Growth Officer di Nadara. «Questo ci invita a riflettere con attenzione su come utilizziamo il territorio, su come collaboriamo con gli agricoltori e le comunità locali e su come progettiamo impianti capaci di lasciare un valore duraturo». Big Fish e Sardella, il polo fotovoltaico di Nadara Accanto a Big Fish, Nadara ha completato anche Sardella, un impianto fotovoltaico da 46 MW. I due progetti, adiacenti e costruiti in contemporanea, costituiscono il più grande progetto fotovoltaico mai realizzato in Italia. Anche Sardella integra la produzione di energia con attività agrivoltaiche e interventi di valorizzazione ambientale, oltre a specifiche iniziative di efficienza energetica nel comune di Belpasso. Il PPA con Amazon e le ricadute per il territorio Per Amazon, il PPA su Big Fish rientra nella strategia che punta a zero emissioni nette di CO2 entro il 2040. In Italia la società ha contribuito allo sviluppo di otto impianti solari su scala industriale e ha installato impianti fotovoltaici sulle coperture di 32 siti logistici. Nel complesso questi 40 progetti hanno una capacità stimata di 532 MW e fanno parte di un portafoglio europeo di oltre 260 progetti che, una volta completati, forniranno oltre 10 GW di nuova capacità carbon-free. «In qualità di maggiore acquirente aziendale di energia carbon-free in Italia vogliamo sostenere progetti che contribuiscano alla transizione energetica e siano al contempo positivi per le comunità che li circondano», ha dichiarato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon per l’Italia. «Crediamo che i progetti di energia rinnovabile debbano restituire valore alle comunità che li ospitano». Nel corso della vita utile dell’impianto, i comuni dell’area beneficeranno di almeno 17,25 milioni di euro in servizi e finanziamenti destinati all’efficienza energetica. Le risorse copriranno interventi di ammodernamento delle infrastrutture, sistemi di monitoraggio per gli edifici pubblici e veicoli elettrici per le amministrazioni comunali. A queste misure si aggiungono la piantumazione di 38.000 alberi e la manutenzione di 2,5 chilometri di corsi d’acqua pubblici. Con Big Fish, Nadara rafforza il proprio posizionamento in Italia, uno dei mercati europei in cui opera insieme a Regno Unito, Francia, Spagna e Portogallo. L’azienda, che si definisce il più grande IPP di nuova generazione nell’eolico onshore in Europa, dispone di oltre 4,3 GW di potenza installata tra eolico onshore, solare, biomasse e sistemi di accumulo, distribuiti su 200 impianti, e di una pipeline di 18 GW in sviluppo che comprende anche l’eolico offshore. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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