Energie rinnovabili: la Commissione Europea adotta un modello per i piani d’azione nazionali

La Commissione ha adottato una decisione che stabilisce un modello per i piani d’azione nazionali in materia di energie rinnovabili, come previsto dalla recente direttiva sulle fonti d’energia rinnovabili. Il modello servirà da base agli Stati membri nell’elaborazione del loro piano d’azione nazionale e nella descrizione della strategia scelta per raggiungere gli obiettivi in materia di energie rinnovabili entro il 2020. Ciascuno Stato membro è tenuto a presentare alla Commissione un piano d’azione nazionale entro il 30 giugno 2010.
Andris Piebalgs, Commissario europeo responsabile del settore energia, ha sottolineato l’importanza di questi piani d’azione nazionali in materia di energie rinnovabili: “Definendo obiettivi vincolanti relativi alla quota di fonti d’energia rinnovabili nel 2020, l’UE ha dato un segnale molto forte che alimenterà la fiducia degli investitori nelle tecnologie ecologiche basate sulle energie rinnovabili.” Mentre i piani d’azione nazionali favoriranno ulteriormente un positivo clima d’investimento, il modello adottato oggi dalla Commissione aiuterà gli Stati membri a elaborare piani affidabili, il che a sua volta aiuterà l’UE a raggiungere i suoi obiettivi entro i termini.”
La direttiva attribuisce a ciascuno Stato membro obiettivi nazionali vincolanti allo scopo di raggiungere una quota del 20% di fonti d’energia rinnovabili nel complessivo consumo d’energia dell’Europa entro il 2020. Gli Stati membri devono pertanto elaborare misure a lungo termine riguardanti le energie rinnovabili e formulare stime dettagliate sul contributo di queste fonti al consumo complessivo d’energia attraverso il rispettivo piano d’azione nazionale.
Infatti, i piani d’azione nazionali devono illustrare gli obiettivi nazionali che gli Stati membri hanno stabilito per quanto riguarda la quota di energia prodotta a partire da fonti rinnovabili e consumata nei trasporti, nella generazione di elettricità, nei meccanismi di riscaldamento e raffreddamento entro il 2020, così come le strategie scelte per raggiungere tali obiettivi. I piani devono esporre nei dettagli le politiche nazionali volte a sviluppare le risorse di biomassa e l’applicazione di dispositivi per la sostenibilità dei biocarburanti, tenendo conto degli effetti di altre misure connesse all’efficienza energetica. I piani d’azione nazionali in materia di energie rinnovabili hanno anche il compito di descrivere le politiche nazionali sulle misure atte ad agevolare il raggiungimento degli obiettivi, quali procedure amministrative semplificate, codici in materia edilizia, informazione e formazione, sviluppo e disponibilità delle infrastrutture energetiche, meccanismi di sostegno e misure di flessibilità.
L’obiettivo del modello adottato oggi non è soltanto di garantire la sufficienza dei piani d’azione nazionali, ma anche permettere raffronti tra loro e con le relazioni che gli Stati membri e la Commissione dovranno elaborare ulteriormente sull’entrata in vigore della direttiva. In conformità alla direttiva gli Stati membri devono infatti presentare una prima relazione entro il 31 dicembre 2011, e successivamente a scadenza biennale. La Commissione deve presentare una prima relazione elaborata sulla base delle relazioni nazionali nel 2012, e successivamente ogni due anni.

Fonte: Commissione Europea

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