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Grazie agli ecobonus segnali positivi per le costruzioni

Analisi di Confartigianato, dopo quasi 5 anni di crisi le costruzioni segnano +2,3% per l’occupazione e +0,4% per la produzione

Un’analisi di Confartigianato rileva che dopo 54 mesi di crisi ininterrotta finalmente il settore delle costruzioni registra un’inversione di tendenza, con una crescita sia della produzione (settembre +0,4%), che per l’occupazione, con 34.000 occupati in più nell’ultimo anno, dato particolarmente significativo considerando che negli ultimi 5 anni il comparto ha perso circa 378.000 addetti.

Confartigianato d’altra parte evidenzia la forte diminuzione della spesa in opere pubbliche che, nella media del quinquennio 2010-2014 è stata pari a 24.762 milioni, vale a dire 5.092 milioni in meno (-17,1%) rispetto alla media dei 29.854 milioni tra il 2005 e il 2009. Nel 2014 gli investimenti delle Amministrazioni pubbliche in costruzioni sono crollati a 20.864 milioni.
La strada per considerare chiusa la crisi è ancora lunga, basti dire che i livelli di produzione delle costruzioni di settembre 2015 sono inferiori del 28,9% rispetto a quelli dello stesso mese del 2011 e addirittura inferiori del 41,8% rispetto ai massimi di settembre 2007.
“La spinta per uscire dal tunnel della crisi – sottolinea Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – può arrivare su due fronti. Da un lato con i bonus per le ristrutturazioni edili e la riqualificazione energetica degli edifici previsti dal Governo nella Legge di Stabilità che consentono di raggiungere più obiettivi: rilancio delle imprese delle costruzioni, riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, emersione di attività irregolari. Il secondo fattore di stimolo per il settore delle costruzioni è rappresentato dalla riforma del Codice degli appalti approvata dalla Camera il 17 novembre. La riforma recepisce le sollecitazioni di Confartigianato per valorizzare il ruolo delle micro e piccole imprese, contribuire a risolvere il grave problema dei ritardi di pagamento, semplificare le norme sulla materia, garantire trasparenza nella filiera degli appalti”. 

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