In arrivo incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche

Viceministro De Vincenti: prima del raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi sarà pronto il nuovo DM

Nel corso del convegno organizzato dal Coordinamento Free “Per un nuovo assetto del mercato elettrico nel quadro della road map europea al 2030″, il viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha dichiarato che entro fine febbraio il Governo presenterà il nuovo decreto ministeriale sulle fonti rinnovabili: “Vogliamo muoverci prima di esaurire i 5,8 miliardi fissato dal DM 6 luglio 2012 e per sbloccare gli investimenti – spiega De Vincenti – e usare via via nei prossimi anni le uscite dagli incentivi per sostenere le rinnovabili e raggiungere gli obiettivi europei”. Il decreto riguarderà solo le rinnovabili non fotovoltaiche perché – ha spiegato il Vice Ministro: “siamo convinti che questa fonte possa svilupparsi senza incentivi ma con l’integrazione nel mercato e nelle reti”.
Il GSE la scorsa settimana ha aggiornato il contatore del costo indicativo degli oneri, a circa 5,390 miliardi di euro: siamo quindi vicini alla soglia degli incentivi.
Proprio per questo nei giorni scorsi l’onorevole Chiara Braga aveva presentato un’interrogazione in Commissione Ambiente a cui il viceministro De Vincenti aveva risposto confermando l’impegno del Governo a definire in tempi brevi e certi il nuovo sistema di incentivazione per le fonti rinnovabili, con l’obiettivo di dare continuità agli investimenti nel settore: “Il Ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e, in tal senso, sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore. In particolare, è allo studio un meccanismo che sia anche di progressivo  avvicinamento alle indicazioni di cui alle nuove linee guida UE in materia di Aiuti di Stato, sfruttando i tempi transitori da esse previsti. Il sistema, oltre che tendere al nuovo modello europeo, dovrà essere caratterizzato da una maggiore efficienza, anche visto l’avvicinamento alla grid­ parity di alcune fonti: ciò è in linea con l’esigenza di  inserire  il settore  delle rinnovabili nelle ordinarie regole di mercato e con la politica governativa di contenimento degli oneri per i cittadini, ivi inclusi quelli che gravano sulle componenti tariffarie dell’energia”.
“Positivo, ha commentato l’On Braga, che si voglia arrivare a questa definizione prima dell’effettivo raggiungimento del tetto dei 5,8 miliardi fissato dal precedente DM 6 luglio 2012, tenendo conto del recente aggiornamento del Contatore del costo indicativo cumulato annuo degli incentivi effettuato dal GSE. Il sostegno alle fonti rinnovabili deve poter contare su un quadro regolatorio certo e stabile, che garantisca possibilità di programmazione e sostenibilità degli investimenti e che punti verso obiettivi di maggiore efficienza, raggiungimento della grid-parity e contenimento degli oneri per i cittadini.  L’impegno del nostro Paese sul fronte della produzione di energia da fonti rinnovabili, in coerenza con gli obiettivi europei al 2030, rappresenta un pezzo fondamentale della strategia nazionale in materia di sviluppo sostenibile e che il Governo si è impegnato ad attuare anche attraverso il Green Act annunciato per il prossimo mese di marzo dal Presidente Renzi”.

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