Inverter per il fotovoltaico: due novità per il mercato utility

L’italiana FIMER lancia oggi due nuove piattaforme per il segmento utility. Un segnale chiaro che guarda al mercato utility “grandi taglie”

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Inverter per il fotovoltaico: due novità per il mercato utility firmate FIMER

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Novità in vista nel segmento inverter per il fotovoltaico per il comparto degli impianti di grandi dimensioni. FIMER, storica azienda italiana (nata nel 1942) e quarto fornitore di inverter solari al mondo, lancia oggi due nuove piattaforme per il segmento utility, caratterizzate da prestazioni record in termini di potenza, efficienza, leggerezza, compattezza e anche da flessibilità d’impiego. Così l’inverter di stringa PVS 350 si propone con credenziali d’eccellenza, ma anche PVS 300 Solution.

Il lancio su scala mondiale cade in un momento particolarmente strategico per l’azienda, rileva Filippo Carzaniga, presidente FIMER. «Nell’arco di un anno e mezzo dall’acquisizione della divisione solar di Abb stiamo rinnovando tutte le piattaforme prodotto. Questo vuole essere un doppio messaggio: il primo è evidenziare quanto FIMER stia investendo in maniera ancora più forte di quanto abbia fatto in passato e quanto crediamo che l’evoluzione in termini di R&D sia fondamentale per essere al top nel mercato utility. Il secondo è che ci troviamo in un momento storico di grande evoluzione di questo settore, dove servono soluzioni disruptive in un segmento del fotovoltaico, quello appunto degli impianti di grandi e grandissime dimensioni, caratterizzato da una prevalenza di attori asiatici e da una debolissima presenza europea, che non ha creduto nell’investimento sugli inverter di stringa, verso cui invece il mercato si sta dirigendo. Così FIMER oggi è l’unico player europeo che dispone questo tipo di tecnologia».

Filippo Carzaniga, presidente FIMER con il nuovo inverter PVS-350
Filippo Carzaniga, presidente FIMER con il nuovo inverter PVS-350

Si tratta di un nuovo passo avanti per la realtà brianzola che vanta un fatturato di quasi 300 milioni di euro e più di 1100 dipendenti e che l’anno scorso ha acquisito la divisione solar di Abb.

Ha colto in pieno la tendenza del mercato globale che punta deciso alla transizione energetica.

D’altronde, rileva Irena, gli investimenti per la transizione energetica dovranno aumentare del 30% rispetto a quelli previsti per un totale di 131 trilioni di dollari da qui al 2050, corrispondenti a 4,4 trilioni di dollari in media ogni anno.

Inverter per il fotovoltaico: il mercato utility e il contesto mondiale delle rinnovabili

Il fotovoltaico è in piena crescita e lo è anche mercato “grandi taglie”: secondo IHS Markit, solo gli Stati Uniti prevedono di aggiungere oltre 20 GW da questo tipo di impianti.

Anche l’agenzia IEA prevede che a livello globale la produzione di elettricità da fotovoltaico solare aumenti di 145 TWh, quasi il 18%, per avvicinarsi a 1.000 TWh nel 2021. Anche in questo caso, il comparto utility è atteso a una crescita del 3%.

In particolare, le nuove soluzioni targate FIMER rispondono alle esigenze presenti e future del mercato Utility per il quale è diventato cruciale poter disporre di soluzioni ad alta densità di potenza, flessibili e affidabili. Si tratta di un mercato sul quale FIMER ha deciso di intensificare gli investimenti in R&D, confermati anche dalla recente inaugurazione del nuovo Centro di ricerca e sviluppo, e per il quale si stima una crescita importante nei prossimi anni a livello globale: secondo l’ultima edizione del Renewable Energy Market Update prodotto dall’International Energy Agency, la percentuale di applicazioni utility-scale crescerà da oltre il 55% nel 2020 a quasi il 70% nel 2022.

«Se consideriamo questo mercato, esso si sta evolvendo molto velocemente – sottolinea Carzaniga – Quindi ha necessità di una soluzione scalabile, in termini di potenza per singolo power block. Inoltre, si sta spostando progressivamente verso soluzioni a configurazione distribuita. Quindi diventa strategico l’impiego di inverter di stringa per applicazioni su grande o grandissima scala, che oggi costituisce il 60% del mercato utility».

Ma la società si è mossa anche per soddisfare al meglio il restante 40% di mercato, ossia il segmento di mercato utility che utilizza inverter centralizzati. Tuttavia tali soluzioni hanno inconvenienti e complessità varie, dalla rigidezza configurativa ai costi di manutenzione decisamente più alti. Da qui si è partiti alla progettazione e realizzazione – in otto mesi – di due nuove piattaforme, due soluzioni inverter per il fotovoltaico ad hoc. Una è PVS 350, inverter di stringa multi-MPPT caratterizzato dall’elevata densità di potenza (350 kW), che ne fanno la più grande macchina oggi presente sul mercato proprio in termini di potenza, ma anche la più leggera oltre che caratterizzata da estrema compattezza. «Tutte queste caratteristiche ne fanno una piattaforma  estremamente competitiva sul mercato attuale e per i prossimi 5 anni».

Per raggiungere queste performance si è lavorato lato hardware e software, con efficienze di conversione superiori al 99%, anche in questo caso la più elevata oggi sul mercato. Ma ha richiesto anche una forte digitalizzazione, che si traduce nell’impiego dell’Intelligenza artificiale e Machine learning in molti aspetti come la manutenzione predittiva: «la macchina auto acquisisce svariati parametri del suo funzionamento che permettono attraverso un sistema cloud statistico di  svolgere un determinato intervento», spiega il presidente FIMER.

I mercati utility di riferimento per questa piattaforma sono Europa – Spagna in particolare, caratterizzata da forte crescita – Medio Oriente, Australia, India, Stati Uniti e Sud America.

Inverter PVS 300 Solution: un’opportunità flessibile per il fotovoltaico

La piattaforma PVS 300 Solution, è, invece,  una soluzione lievemente più piccola (due taglie previste: 260 e 300 kW), con un solo MPPT (Maximum Power Point Tracker, monitoraggio del punto di massima potenza) che permette di parallelare più macchine (fino a 24) in modo da avere una singola soluzione – un power block compreso da una cella di media tensione, un trasformatore, un quadro di parallelo AC e i 24 inverter –, in modo da arrivare a una taglia fino a 7,2 MW per power block completamente scalabile.

«È una soluzione particolarmente indicata per tutte le situazioni (per esempio, in presenza di un rapporto DC/AC molto alto) che generano più costi lato impianto, contando su tutti i benefici ottenibili su un inverter centralizzato dal punto di vista di competitività economica della soluzione (Capex) e redditività dal punto di vista dei costi di impianto. Ma conta anche su quelli ottenibili con un inverter a stringa, data la sua estrema scalabilità ed eliminazione del down time (nel caso di guasto su un modulo da 300 kW si sostituisce facilmente e rapidamente)». Quest’ultimo vantaggio pesa decisamente in termini Opex – OPerating EXpense, ovvero spesa operativa – riguardante le operazioni di Operation & Maintenance, che oggi possono arrivare a pesare fino al 30% sui costi totali di realizzazione d’impianto.

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