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Case di bambù per un’edilizia sostenibile nei paesi tropicali

Il ricercatore spagnolo Francisco Gallo Mejia ha vinto, con il progetto "Composti a base di bambù per abitazioni sostenibili", il Bando 2008 della Fondazione Altran per l’Innovazione "Ridurre il tasso di CO2  nell’atmosfera – la sfida tecnologica".
Il vincitore si aggiudica un anno di accompagnamento tecnologico da parte degli esperti di Altran per realizzare il suo progetto che prevede di costruire case con il bambù Guadua per ridurre il consumo di energia, di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo. Si tratta di un premio unico e originale che vale 1 milione di euro, a cui si aggiunge un finanziamento di 16mila euro.
La particolarità del bio-composto progettato da Gallo Mejia è che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende. Il tutto nel rispetto per l'ambiente, poiché questa tecnologia contribuisce alla riduzione dell’anidride carbonica nell’atmosfera. 
Costruire case eco-compatibili
Francisco Gallo Mejia è ricercatore e architetto presso l’Università dei Paesi Baschi (UPV/EHU) a San Sebastian, in Spagna. Ha focalizzato la sua ricerca in un campo ben preciso: un materiale bio-composto di bambù Guadua. I suoi obiettivi: dare un contributo tangibile allo sviluppo economico delle popolazioni dei paesi tropicali e proteggere l’ambiente.
Il progetto ha conquistato la giuria della Fondazione Altran grazie a un approccio che contempla tre dimensioni complementari fra loro:
1) Aspetti tecnici: le fibre di bambù, usate come materiale di base per la creazione di una nuova generazione di composti, costituiscono il cuore del progetto. Il complesso processo di assemblaggio di queste fibre con altri materiali consente la costruzione di case caratterizzate da economicità dei materiali ed efficienza energetica.
2) Aspetti sociali ed economici: il progetto mira a supportare lo sviluppo di un’attività industriale sostenibile promuovendo l’economia locale. Infatti la popolazione locale sarà totalmente coinvolta in questo progetto - soprattutto grazie al microcredito – attraverso l’acquisto dei terreni, la coltivazione del bambù, l’avvio delle attività imprenditoriali e la costruzione delle case.
3) Aspetti ambientali: coltivare il bambù consente di preservare il terreno e – cosa più importante – di catturare CO2. La sua produzione richiede macchinari poco ingombranti e permette un trasporto rapido, poiché le piantagioni sono situate vicino ai destinatari finali del prodotto. Questo progetto si inserisce in diversi programmi internazionali come INBAR (International Net for Bamboo and Ratam) o il progetto europeo “Iberoeka”.
Il futuro del progetto con Altran
Questo progetto richiede la messa a punto di un piano di sviluppo industriale che include la definizione del prodotto, la progettazione dei macchinari e dei processi, la raccolta fondi, la selezione dei materiali complementari, la formazione e la commercializzazione. Gli esperti di Altran supporteranno per un anno il team di Francisco Gallo Mejia nell’intraprendere tutte queste azioni. Un audit del progetto vincitore sarà avviato quanto prima per definire gli obiettivi della collaborazione.
 “Vincere il Bando della Fondazione Altran è un onore: penso che il supporto del team di Altran contribuirà notevolmente a ridisegnare le relazioni fra uomo, ambiente, economia e società”, afferma il vincitore.
La Fondazione Altran è attiva da 12 anni a sostegno dei progetti che puntano sull’innovazione tecnologica per migliorare la qualità della vita sul pianeta.
Nel 2008 hanno sostenuto la causa della Fondazione Altran anche ENEL, ENI e il Ministero della Tutela dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare.
 

Case di bambù per un’edilizia sostenibile nei paesi tropicali

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