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Centrali aperte e interattive: l’iniziativa di Enel Green Power

Anche quest’anno Enel Green Power ha aperto le porte delle sue centrali con una novità: il progetto “Centrali Interattive”. Questa iniziativa, inaugurata nella prestigiosa centrale Taccani di Trezzo sull’Adda, coinvolge il pubblico nel mondo della produzione di energia elettrica sostenibile, invitandolo alla scoperta mediante visite guidate e interattive.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 Centrale Taccani

 

Indice:

 

Enel Green Power, in collaborazione con Dotdotdot, ha inaugurato lo scorso 28 giugno la prima centrale idroelettrica interattiva, aprendo le porte della centrale Taccani per mostrare il modo in cui nasce l'energia elettrica.

 

Un percorso interattivo e multimediale, curato e installato da Dotdotdot e Storyfactory, guida i visitatori nella centrale con lo scopo di avvicinarli a un mondo che spesso appare complesso e impenetrabile da chi non è un esperto del settore.

 

Questo progetto coinvolge tutti, dagli studenti ai cittadini di tutte le età, dagli artigiani ai produttori locali, affinché venga diffusa la cultura della sostenibilità legata alla produzione di energia elettrica in modo chiaro e diretto.

 

La centrale diviene così un luogo di formazione e intrattenimento, portando il visitatore alla scoperta delle cinque fonti di energia rinnovabili: idroelettrica, geotermica, eolica, marina e solare.

 

L’allestimento interattivo

L’allestimento nasce da un’idea di Dotdotdot, una realtà impegnata nella creazione di esperienze uniche che integrano architettura, design e installazioni a tecnologie digitali e comunicative.

 

 Pannelli interattivi

 

Il viaggio nel mondo dell’energia è costituito da una serie di pannelli multimediali e interattivi attraverso i quali cinque avatar, che rappresentano le cinque fonti di energia, guidano il pubblico segnando un percorso al termine del quale si trova uno spazio circolare denominato “Il viaggio nel cuore dell’energia”.

 

In questo modo è possibile dare forma all’energia, un elemento astratto e ostico da spiegare, con il quale è addirittura possibile stabilire un dialogo ponendo domande e ricevendo risposte da una voce “umana”, elaborata da un algoritmo, che rende ancora più familiare il dialogo con il visitatore.

 

Il percorso si apre con Idro, l’avatar che personifica l’energia idroelettrica, attivato grazie a un sistema di riconoscimento vocale situato nel caschetto indossato dalla guida.

 

Idro parla attraverso il primo pannello e anima lo schermo mediante giochi di forme in quella che potrebbe sembrare una comune riproduzione video, ma non è così; l’animazione non ricorre a riproduzioni audio o video ma viene elaborata mediante un software generativo sempre diverso, stimolato dalle diverse voci guida e dalla presenza di gruppi di persone ogni volta differenti.

 

Idro spiega l’energia ai visitatori e li rende consapevoli del fatto che anche l’uomo possiede e produce energia; a dimostrazione di quanto detto li invita a raggiungere il secondo pannello dove è possibile partecipare a un gioco che sfrutta l'energia prodotta dal movimento dei corpi.

 

L’interazione con il mondo dell’energia prosegue con il terzo pannello, animato da una serie di quiz che informano divertendo.

 

Linea del tempo

 

La fine del percorso porta all’interno di una stanza a tutto tondo nella quale i cinque avatar si presentano e rispondono a varie domande attraverso animazioni suggestive accompagnate da suoni che richiamano il rumore del vento, associato all’energia eolica, piuttosto che il rumore dell’acqua, associato all’energia del mare.

 

Le pareti esterne di questo spazio circolare ospitano una linea del tempo dedicata alle cinque fonti di energia e al loro utilizzo dall’antichità ai giorni nostri.

 

La centrale Taccani

La realizzazione della centrale idroelettrica Taccani risale alla fine dell’Ottocento e trova ubicazione all’interno del Parco Adda Nord, più precisamente sulle sponde del fiume Adda di cui sfrutta la forza dell’acqua per la produzione di energia.

 

 Interno della centrale Taccani

 

Il progetto è da attribuirsi all’Architetto Gaetano Moretti, incaricato da Cristoforo Benigno Crespi, il quale necessitava di un impianto idroelettrico capace di fornire energia al proprio cotonificio.

 

Moretti prestò una particolare attenzione all’inserimento della centrale nel contesto in cui si trovò ad agire, a cui fanno da sfondo i ruderi del castello medievale, e decise di utilizzare la caratteristica pietra locale, chiamata “ceppo dell’Adda”, dando vita a un’opera di grande armonia compositiva con chiari riferimenti alla torre viscontea sovrastante.

 

Il progetto della centrale idroelettrica Taccani ha previsto la realizzazione di una sezione idroelettrica all’interno della quale alloggiano, tutt’ora, dieci generatori con una capacità produttiva di 10.000 kW e una sezione termoelettrica con quattro generatori a vapore per una potenza complessiva di 4.000 kW, finalizzati all’integrazione della produzione idroelettrica nei periodi di magre invernali del fiume.

 

Il complesso di pregio architettonico ha subito interventi di miglioramento verso la metà degli anni '90, con rinnovamenti sia in ambito tecnologico che architettonico e ambientale, rendendo la centrale efficiente e sicura.

 

Attualmente sono in funzione 6 gruppi turbina/alternatore, costituiti da 4 turbine ad elica e 2 turbine Kaplan per sostenere portate fino a 180 m3/sec e generare una potenza efficiente di circa 10.500 kW e un quantitativo di energia di circa 65 milioni di kWh, sufficiente al fabbisogno annuo di oltre 24.000 famiglie.

 

La centrale Taccani non rappresenta solo un luogo di pregio in termini di archeologia industriale, i suoi spazi eleganti si prestano anche ad ospitare eventi prestigiosi, mostre fotografiche e allestimenti, come i pannelli interattivi dell’iniziativa “Centrali Interattive”.

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