IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Notizie > COP 21, c’è l’accordo per il clima

COP 21, c’è l’accordo per il clima

Tutti i paesi hanno firmato un accordo 'giuridicamente' vincolante. Fissato un obiettivo sotto i 2°, vicino al 1,5°

Il Ministro degli esteri francese e presidente della Cop 21 Laurent Fabius e il Presidente della Repubblica francese Francois Hollande hanno presentato in conferenza stampa, dopo un’ultima nottata di trattative, la bozza definitiva di accordo, sottoscritta da tutti i paesi, che Fabius ha definito “ambizioso, equilibrato e giuridicamente vincolante”.
Il testo sarà ora sottoposto al voto dell'assemblea plenaria, Hollande e Fabius hanno lanciato un appello affinché tutti i 196 paesi partecipanti firmini il documento.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, ha commentato che "E’arrivato il momento di capire che gli interessi nazionali sono preservati al meglio agendo nell'interesse comune internazionale".

 

Poteva essere fatto di più? Certamente sì, ma si parte comunque da una base concreta di lavoro. 
Viene confermato il principio della differenziazione, cioé la distinzione tra gli obblighi imposti a Paesi ricchi e poveri. Sono stati confermati anche i 100 miliardi di dollari all'anno da qui al 2020 per i paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda l’Italia, una nota del Ministero dell’Ambiente informa che verranno stanziati circa 20 milioni di euro per il supporto ai paesi in via di sviluppo, con priorità per quelli maggiormente vulnerabili ed esposti ai rischi dei cambiamenti climatici. Il ministero dell'Ambiente ha concluso nel corso della Cop21 importanti accordi bilaterali con Egitto, Panama, Ghana, Botswana, Maldive, Comore, Papua Nuova Guinea e con gli stati insulari dell’area caraibica.
Per quanto riguarda il contenimento del riscaldamento globale, l’obiettivo, ha sottolineato Fabius, è stato fissato "ben al di sotto dei 2° entro il 2020, quasi 1,5°" rispetto ai livelli preindustriali. Rimane dunque un dubbio interpretativo, si parla di 1,5° come obiettivo senza che sia un dato vincolante.
Altro punto dubbio è che i piani nazionali per il taglio dei gas serra saranno sottoposti a revisione ogni 5 anni. Che secondo scienziati ed esperti è un lasso di tempo troppo lungo e che rischia di non essere sufficiente per la salvezza del Pianeta.
Se infatti si richiede che gli impegni nazionali siano sempre più ambiziosi, ricordiamo che i piani nazionali presentati da molti paesi prima della COP21, di impegno di riduzione delle emissioni sotto forma di INDC - Intended Nationally Determined Contributions, ovvero “contributi promessi stabiliti a livello nazionale”, porterebbero a un aumento di circa 3° C nella temperatura media del pianeta, superiore quindi all'obiettivo fissato di 2° C. Dovrebbe quindi esserci una data di aggiornamento entro il 2017/2018 e non entro il 2023, con il rischio di arrivare a un massimo di 2,7°.

Su richiesta di alcune nazioni produttrici di petrolio, non compare la parola “decarbonizzazione”, che dovrebbe invece essere la principale condizione per una vera transizione verso un’economia basata sulla produzione unicamente da energia rinnovabile.

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia

Le ultime notizie sull’argomento
19/02/2019

Entro il 2040 rinnovabili saranno la prima fonte di energia elettrica

L'energia rinnovabile da qui al 2040 aumenterà più rapidamente delle altre fonti, contribuendo alla metà della crescita dell'approvvigionamento energetico globale e diventando la prima fonte di energia elettrica a livello ...

18/02/2019

GLAMPING: vacanze ecosostenibili e glamour

Chi ha detto che vivere una vacanza in sintonia con la natura e attenta all'ambiente non significhi anche godere del bello, se non addirittura del lusso? Le soluzioni Crippa Concept     Sono in aumento gli amanti delle vacanze all'aria ...

11/02/2019

Nel 2017 il 18,3% dei consumi in Italia coperti da rinnovabili

Nel 2017 gli 787.000 impianti a fonti rinnovabili presenti in Italia hanno coperto il 35% della produzione lorda di energia. Il Rapporto del GSE.     Cresce il ruolo delle rinnovabili in Italia, nel 2017 infatti il 18.3% dei consumi energetici ...

08/02/2019

Gli ultimi 4 anni sono stati i più caldi di sempre

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha chiesto un'azione urgente per il clima, mentre l'agenzia meteorologica dell'ONU conferma il record di riscaldamento globale     Dopo l'allarme lanciato dal rapporto ...

07/02/2019

La crescita di fotovoltaico ed eolico in Europa

Agora Energiewende e Sandbag hanno presentato la valutazione annuale del sistema elettrico dell'UE per il 2018: lo scorso anno l'elettricità rinnovabile ha ridotto del 5% le emissioni di CO2 nel settore energetico dell'Unione, con la progressiva ...

06/02/2019

Le città diventano intelligenti e sostenibili

Presentati al Klimahause di gennaio gli interventi realizzati a Bolzano e Innsbruck nell’ambito del progetto Sinfonia: edifici riqualificati, fonti rinnovabili, migliorie alla rete di teleriscaldamento     I risultati del progetto europeo ...

06/02/2019

Presentata in Commissione UE la proposta per il Piano nazionale integrato Energia e Clima

Una nota del Ministero dell'Ambiente fa sapere che la proposta di Piano Nazionale Energia e Clima è stata presentata in Commissione UE: al 2030 rinnovabili al 30% e riduzione dei consumi energetici del 43%.     Il Piano stabilisce le ...

05/02/2019

A che punto è la tecnologia digitale nella filiera dell'energia?

A Milano il 14 febbraio la presentazione del Digital Energy Report per fare il punto su potenziale delle tecnologie digitali, con particolare attenzione a smart city e smart community     L'Energy&Strategy Group del Politecnico di ...