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L'Italia e gli obiettivi europei

Saremo in grado di rispettare gli obiettivi europei (il noto 20-20-20, vale a dire avere, entro il 2020, il 20% della produzione energetica ottenuto dalle energie rinnovabili, il miglioramento del 20% dell'efficienza e il 20% in meno di emissioni di anidride carbonica)? E come si stanno sviluppando le fonti rinnovabili in Italia? Domande legittime. E le risposte arrivano a delineare il quadro della probabile situazione che potremmo apprezzare nei prossimi anni. Domande che si sono rivolti alla recente edizione di EnerSolar+. Siamo al 5,5%, in Italia, ma l’obiettivo è il 17%. E entro il 2020, il 20% del consumo energetico europeo dovrà essere soddisfatto dalle fonti rinnovabili. A EnerSolar+, venerdì 27 novembre ’09, con la consulenza tecnico-scientifica di Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico), si è tenuta una giornata di studio sugli scenari di sviluppo del solare termico. Tentando di indicare la rotta da seguire per raggiungere i risultati di cui si è detto sopra, Marco Borgarello, dell’ERSEaprendo i lavori della giornata, ha dato rigorosa forma alle mosse da farsi: per ottemperare agli impegni comunitari, l’Italia dovrà non solo consumare meno energia ma “triplicare l’attuale quota di fonti rinnovabili impiegate nella produzione energetica”. Va esaltato, per ciò, l’apporto fornito dal solare termico. La dott.ssa Valeria Verga, di Assolterm, ha precisato che “il solare termico è ormai maturo” e in grado di offrire un contributo non vacillante nell’arco di pochi anni.
Altra tecnologia ricca di preziose risorse è quella della geotermia. A ricordarlo, è stato Giorgio Santucci, presentando la EGS Association, che è realtà attiva da diversi anni come gruppo multidisciplinare di esperti (40 professori di 14 università italiane), per creare le condizioni adeguate allo sviluppo della fonte Geotermica, e particolarmente della Geotermia di terza Generazione, fino a permettere a tale fonte di raggiungere contributi rilevanti nella produzione di energia elettrica nazionale. Secondo uno studio condotto dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, l’Italia è “il Paese che nel mondo ha il più elevato potenziale di produzione di energia geotermica pro capite. Ed è quello con la più lunga tradizione (oltre 100 anni) nello sfruttamento di questa fonte rinnovabile. Eppure è al quinto posto nel mondo per produzione, scavalcato anche da Paesi come Filippine e Indonesia che si sono affacciati a questa tecnologia da appena vent’anni”.
In sintesi, la situazione italiana è articolata, ma non va scordato che disponiamo di una viva tradizione storica nelle rinnovabili (in particolare nell'idroelettrico e nella geotermia). Siamo riusciti, nel corso degli anni, a sviluppare una reale capacità di sviluppo tecnologico, in particolare nella geotermia alle alte entalpie. Significativi i casi di Toscana e, in parte, della Campania e della Lombardia. La geotermia è un settore in cui sono ipotizzabili apprezzabili sviluppi (in particolare nell'ambito delle basse entalpie). Quanto al solare e all'eolico: il nostro Paese non ha ancora sviluppato una capacità di offerta a livello nazionale. Dipendiamo ancora troppo dall'importazione di componenti vitali: pannelli solari e turbine. In ogni modo, stiamo sviluppando i settori dell'installazione e della manutenzione. Nel complesso, seguendo una adeguata politica industriale, potremmo riuscire a perseguire gli obiettivi fissati dall'Unione europea. 

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