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Pacchetto Clima: primi accordi raggiunti

La trattativa non può dirsi ancora conclusa in quanto manca ancora l'accordo su importanti punti, ma a circa due mesi dall'inizio delle trattative per ottenere modifiche al pacchetto clima-energia, L'Italia è riuscita ad ottenere risultati importanti.

Risultati che il Ministro dello Sviluppo economico Scajola definisce come "enormi" e "giganteschi" a confronto della base di partenza. Riportiamo di seguito i principali accordi raggiunti a Bruxelles:

Rinnovabili: Gli obbiettivi intermedi da raggiungere non sono più vincolanti ma orientativi, la formulazione del testo e' stata modificata in maniera tale da consentire implicitamente una revisione degli obiettivi nazionali nel 2014.

Emissioni CO2 auto: la normativa sarà applicata gradualmente e il sistema sanzionatorio non penalizzerà i veicoli di piccola cilindra. Sono state anche ottenute una clausola di revisione per il 2013 e una deroga specifica che 'copre' Ferrari e Maserati.

Riduzione gas effetto serra: è stata ottenuta l'esenzione dei piccolo impianti di produzione (con emissioni inferiori alle 500.000 tonnellate di CO2 all'anno) dagli obblighi previsti dalla direttiva che, in questo modo, non dovrebbe applicarsi a circa il 50% delle piccole e medie imprese. Eliminazione di ogni automatismo nel passaggio da un obiettivo di riduzione delle emissioni del 20% al 30% in caso di accordo internazionale sul clima alla conferenza di Copenaghen del 2009. L'Italia porterà avanti la sua battaglia negoziale al fine di vedere confermati questi risultati in sede di Consiglio Europeo e di Parlamento.

Il Ministro aggiunge che continuerà a lavorare per ottenere ulteriori risultati sui punti rimasti aperti, il primo tra tutti sarà quello, chiamato da Scajola, la "clausola delle clausole" ovvero prevedere la possibilità di rivedere le disposizioni sulle norme per la riduzione delle emissioni inquinanti alla luce degli esiti della Conferenza di Copenaghen che l'anno prossimo dovra' definire a livello globale il nuovo regime per il dopo-Kyoto.

L'Italia inoltre punta ad una estensione delle assegnazioni gratuite di quote di emissioni alle imprese dei settori a rischio chiusura o delocalizzazione (siderurgiche, chimiche, ceramiche e delle piastrelle, ma non solo) e a una gradualita' nelle aste di emissioni per il settore termoelettrico.

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