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Il Tar del Lazio ha depositato un’ordinanza accogliendo i dubbi di legittimità costituzionale dello “spalma-incentivi” fotovoltaico (articolo 26, comma 3 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 116) provvedimento che, ricordiamo, prevede la riduzione degli incentivi riconosciuti dal meccanismo del conto energia ai produttori di energia fotovoltaica sopra i 200 kW. Nel 2014 quando venne introdotta la norma retroattiva dello “spalma incentivi” nata, a dire dei legislatori, con l’obiettivo di ridurre le bollette alle Piccole e Medie Imprese, le associazioni di categoria giudicarono il provvedimento anticostituzionale, lesivo dell’intero settore e degli operatori, costretti a rivedere i loro piani di rientro per gli investimenti. L’ordinanza in questione che chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi non è ancora stata pubblicata, si legge in una nota del M5S, ma viene citata in una serie di sentenze non definitive depositate ieri presso la sezione 3-ter del Tar del Lazio, in cui il tribunale dichiara ammissibile la domanda di accertamento del diritto a non esercitare nessuna delle opzioni dello “spalma incentivi” e a mantenere quindi inalterata la tariffa incentivante del Conto energia. Da quanto si legge nelle sentenze, la questione di legittimità è stata sollevata rispetto agli articoli 3, 41 e 77 della Costituzione. Lo scorso dicembre Confagricoltura aveva avviato un’azione legale contro lo Spalma-incentivi cui avevano aderito circa 350 aziende e il presidente della corte Costituzionale Valerio Onida si è espresso circa un anno fa, dichiarando il decreto incostituzionele perchè “violerebbe sia le norme costituzionali in materia di retroattività e di tutela dell’affidamento, sia gli obblighi internazionali“. “Siamo fiduciosi – commentano Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili, e Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura – che la Corte confermerà l’orientamento del TAR e dichiarerà l’illegittimità costituzionale dello spalma incentivi fotovoltaico. Auspichiamo che il Governo possa subito tornare sui suoi passi e cancellare la norma con l’ormai prossimo Green Act, ripristinando così anche l’immagine e l’attrattività dell’Italia verso gli investitori. “La cancellazione della norma – ricordano infine – risolverebbe anche la procedura arbitrale internazionale che si è aperta con gli investitori esteri”. assoRinnovabili ricorda infine che se la Corte si pronuncerà sull’incostiutuzionalità dello spalma incentivi, “i produttori avranno diritto all’erogazione della quota parte di tariffa incentivante che ad oggi non gli viene riconosciuta a causa dello spalma incentivi. Infatti, l’eventuale dichiarazione di incostituzionalità renderà la norma che ha introdotto lo spalma incentivi FV inefficace sin dalla sua entrata in vigore: in altre parole, sin dal 21 agosto 2014 (data di entrata in vigore della legge 116/2014 di conversione del decreto legge 91/2014)”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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