Solare termico: Italia seconda in Europa

Valeria Verga, segretario generale di Assolterm, l’Associazione Italiana Solare Termico, nel corso di un convegno svoltosi in occasione di Enersolar ha dichiarato che “Nel solare termico, l’Italia è il secondo mercato in Europa dopo la Germania, con una capacità totale installata di 2,7 milioni di metri quadri, pari a quasi 2,0 GWth, e un volume d’affari di mezzo miliardo di euro (+3% nel 2010 rispetto all’anno precedente). Gli occupati nel settore sono circa 15.000“.
Valeria Verga ha poi sottolineato che per avviare il pieno sviluppo del settore in Italia sarebbe necessario prevedere un adeguato sistema di incentivazione, che copra le diverse tecnologie e applicazioni, e bisognerebbe adottare altri provvedimenti quali, ad esempio, l’integrazione architettonica e la semplificazione amministrativa, unite a una sempre maggiore informazione, formazione e ricerca.  “Il dato è importante, ma se consideriamo l’installato pro capite il panorama cambia, a indicare significativi margini di sviluppo che più che dal sole, di certo non scarso nel nostro Paese, dipendono da un quadro legislativo finora poco favorevole a un adeguato sviluppo del solare termico. La densità di impianti solari termici installati in Italia, infatti, è ancora al di sotto della media europea, nonostante le grandi potenzialità. Insomma, molto è stato fatto, ma resta ancora tanto da fare”.

Al convegno è intervenuto anche Marco Calderoni del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, che si è soffermato sulla tecnologia del raffrescamento solare. “Il solar cooling ha da sempre destato molto interesse da parte tanto degli utenti finali, quanto del legislatore, nonché di quelle realtà, pubbliche e private, che a vario titolo si occupano di energie rinnovabili – ha affermato Calderoni – Alla base di questo interesse ci sono diverse ragioni: da una parte il solar cooling rappresenta una soluzione affascinante sul piano tecnologico, se si pensa che sfrutta il calore solare per produrre freddo; dall’altra contribuisce a risolvere l’annoso problema del carico delle reti elettriche in estate che, negli ultimi anni, è aumentato significativamente proprio a causa del crescente utilizzo di sistemi di climatizzazione dell’aria alimentati da energia elettrica. A oggi, tuttavia, il solar cooling non ha conosciuto lo sviluppo che ci si attendeva alcuni anni fa – ha proseguito Calderoni – principalmente a causa di costi d’investimento piuttosto elevati e della mancanza, soprattutto in ambito residenziale, dove il solare termico è maggiormente diffuso, di impianti di distribuzione del freddo all’interno degli edifici. Oggi si presenta però una nuova, interessante opportunità per questa tecnologia: la direttiva europea rinnovabili e il recepimento italiano tramite il decreto legislativo 28/11, infatti, estendono gli obblighi di utilizzo di impianti ad energie rinnovabili anche alla climatizzazione estiva, dove a tutt’oggi scarseggiano le soluzioni rinnovabili. Grazie anche agli sviluppi di mercato degli ultimi anni, con la nascita di molti prodotti di nuova concezione, è quindi lecito attendersi un interessante sviluppo del solar cooling in Italia e in Europa”.

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