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Solare termico: potenzialità enormi ma troppi vincoli autorizzativi

Solarexpo ha ospitato il convegno convegno "Solare termico e fotovoltaico nelle aree urbane: obblighi di legge, restrizioni autorizzative" da cui è emerso che il mercato nazionale del solare termico nel 2011 ha registrato una flessione stimata tra il 10 e il 20% rispetto al 2010, ma il settore ha enormi potenzialità di sviluppo. L'installato dello scorso anno è stato di circa 400mila mq e oggi la superficie totale di collettori solari termici è tra 2,5 e 3 milioni di metri quadrati.
Ad ostacolare la realizzazione di impianti solare termici sono gli iter autorizzativi. Se il decreto legislativo 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili) venisse applicato la domanda di acqua calda negli edifici potrebbe essere coperta in maniera significativa e competitiva dal solare termico.

Nel corso del convegno è stato evidenziato che ad oggi ci sono pochi dati in merito alla reale applicazione dell'obbligo di realizzare impianti solari termici in nuovi edifici o in quelli soggetti a ristrutturazione, poiché i Comuni non hanno il controllo della situazione. "Una mancanza grave anche a livello nazionale – ha detto Riccardo Battisti di Ambiente Italia, chairman del convegno – che mostra uno Stato incapace di monitorare l'applicazione delle leggi che emana".

Dal punto di vista degli iter autorizzativi i piccoli impianti solari termici nelle aree non vincolate godono della semplificazione normativa poiché per realizzare l'impianto è richiesta solo una comunicazione. Dove si riscontrano maggiori incertezze e difficoltà è nelle aree vincolate. Qui le Sovraintendenze continuano a non voler fornire criteri standard per l'integrazione degli impianti. Questo diventa un notevole problema per gli operatori, nonostante, nel convegno, si sia messo in evidenza che ormai sono tante le sentenze del TAR di segno opposto. Sentenze che equiparano il diritto della tutela del paesaggio al diritto della tutela ambientale nell'accezione del risparmio energetico. "La Sovraintendenza deve motivare una decisione di bocciatura di un progetto ed entrare nel caso specifico – ha chiarito Battisti. – Si verifica invece spesso il paradosso che i Comuni bocciano un progetto che avrebbero probab ilmente approvato solo perché c'è il parere negativo della Sovraintendenza. Si tratta fondamentalmente di un problema tecnico-culturale che dovrebbe essere affrontato con un maggiore dialogo tra associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche".
Su tali aspetti le problematiche tra fotovoltaico, solare termico e altre rinnovabili sono pressoché identiche. La necessità di contestualizzare i divieti alla realizzazione di impianti solari o a fonti rinnovabili dovrebbe essere considerata come prioritaria dalle Regioni nella stesura dei loro piani paesaggistici. Battisti afferma che "non è possibile escludere certe categorie di impianti per specifiche aree, ma ci deve essere una maggiore precisione nelle definizioni, evitando così di fornire l'opportunità alle Sovraintendenza di dare libere interpretazioni."

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