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L’aria sempre più irrespirabile delle città italiane

Il dossier di Legambiente Mal’Aria 2018 ci parla di un’Italia che soffoca nell’inquinamento, sono 39 le città in cui sono stati superati i limiti consentiti di Pm10

 

Rapporto Legambiente: l'aria sempre più inquinata delle città italiane

 

Proprio nel giorno del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria, una volta in più emergono dei dati più che allarmanti sullo stato di salute delle città italiane. Il Rapporto di Legambiente "Mal’Aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?” presenta i dati aggiornati sull’inquinamento delle città italiane legati alle alte concentrazioni di ozono e polveri sottili: sono 39 i capoluoghi di provincia in cui è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio, il limite annuale di 35 giorni (previsto dal D.lgs 155/2010) per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.
La situazione più critica nelle città del nord e in particolare in pianura Padana con i risultati peggiori a Torino con 112 sforamenti, Cremona con 105 e Alessandria con 103. In 31 dei 36 capoluoghi di provincia delle quattro regioni del nord Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna è stato sforato il limite annuo giornaliero.
Frosinone, la prima città del centro sud è al 9° posto.


Ricordiamo che il vertice di Bruxelles, destinato ad altri 7 paesi in procedura di infrazione per l’inquinamento oltre l’Italia, è un’ultima occasione perché il ministro dell’Ambiente Galletti presenti le misure concrete pianificate per combattere l’inquinamento atmosferico. In caso contrario ci sarà il rinvio alla Corte di giustizia europea con inevitabili e salatissime multe per l’Italia.

 

Il direttore generale Legambiente Stefano Ciafani commenta che per risolvere questa emergenza è necessario pianificare e attuare interventi strutturali e concreti, sia a livello nazionale che locale. Per farlo bisogna immaginare strategie a lungo termine a partire dalla pianificazione degli interventi nelle aree urbane, con investimenti nella mobilità collettiva sostenibile, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento coi sistemi innovativi e nel verde urbano. Inoltre – conclude Stefano Ciafani – bisogna potenziare il sistema dei controlli pubblici, approvando i decreti attuativi della legge sulle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente da parte del Ministero.

 

Gli accordi sottoscritti fino ad ora tra Ministero, Regioni, Comuni non hanno portato a risultati significativi, sia per la mancanza di un recepimento omogeneo dell’accordo da parte dei singoli Comuni, senza un’armonizzazione degli interventi; sia per la mancanza di reali controlli e di un coordinamento degli interventi.
Per Legambiente è prioritario potenziare la mobilità sostenibile, sia per quanto riguarda il trasporto pubblico nelle città che dovrebbe essere esclusivamente elettrico, sia considerando che l’Italia è il Paese in cui si vendono ancora più auto diesel (56% del venduto tra gennaio e ottobre 2017 contro una media europea del 45%). Bisognerebbe limitare l’accesso nelle aree urbane ai veicoli più inquinanti. E’ però necessario un potenziamento delle infrastrutture di ricarica.

 

Nel Rapporto è presente un focus dedicato all'inquinamento nelle principali città europee: partendo dai dati del report del 2016 dell’Organizzazione mondiale della Sanità elaborati da Legambiente, risulta che le città italiane sono tra le più critiche a livello europeo per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico.

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