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Indice degli argomenti: Il GSE e la sostenibilità Sviluppo delle rinnovabili in Italia Il percorso di trasformazione del GSE L’energia come sappiamo è la tessera principale di un sistema complesso in cui rientrano aspetti economici, ambientali e sociali, elementi essenziali dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica hanno un ruolo cruciale per lo sviluppo del paese, e in questo momento di profonda crisi dovuta al coronavirus, da queste si deve ripartire, con l’obiettivo di raggiungere i target climatici e ambientali fissati a livello europeo al 2030 e contribuire alla realizzazione del PNIEC. Questa mattina il GSE ha presentato in streaming il Rapporto Attività 2019 e in tutti gli interventi è emerso con chiarezza che il Gestore ha iniziato da qualche anno un importante percorso di presenza capillare sul territorio e attenzione costante ai bisogni dei diversi utenti, attraverso un’assistenza personalizzata per la transizione verso la sostenibilità e lo sviluppo di rinnovabili ed efficienza energetica, sulle specifiche necessità degli operatori del settore energetico: cittadini, Pubblica Amministrazione, PMI e grandi imprese energivore. Il GSE è una società del Ministero dell’economia che promuove lo sviluppo sostenibile eroga gli incentivi delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, controllando che i contributi vengano spesi correttamente, fornisce formazione dedicata alla crescita delle imprese, PA, cittadini e all’inclusione sociale, erogando servizi sul territorio. Il GSE e la sostenibilità Dopo l’apertura dei lavori da parte di Francesco Vetrò Presidente GSE, Luca Benedetti – Studi e Monitoraggio Piano Energia e Clima GSE, ha fatto il punto sul contributo del GSE alla decarbonizzazione e i risultati delle iniziative per la promozione della sostenibilità realizzate nel 2019: lo scorso anno il gestore ha messo in campo 14,8 miliardi di risorse per la sostenibilità (divise tra elettricità efficienza, emissioni di CO2 e trasporti), di cui 11,4 miliardi per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, 1,3 per l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, 800 milioni di euro relativi ai biocarburanti e 1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dalle aste di CO2 nell’ambito del meccanismo europeo ETS. Grazie a queste risorse sono stati attivati 2,6 miliardi di investimenti nel settore green, almeno 50mila persone hanno trovato lavoro a tempo pieno, sono stati evitati 111 milioni di barili di petrolio e più di 43 milioni di tonnellate di CO2. I costi sostenuti dal GSE nell’ambito degli incentivi alle rinnovabili elettriche sono stati in parte compensati dai ricavi provenienti dalla vendita dell’energia elettrica ritirata dagli impianti incentivati: nel 2019 il GSE ha venduto sul mercato elettrico 28,6 TWh, realizzando un ricavo di 1,5 miliardi di euro. Sviluppo delle rinnovabili in Italia Nel 2019 – ha sottolineato Benedetti – la produzione delle rinnovabili, pari a circa 116 Twh, è stata in linea con l’anno precedente; a fine 2019 risultano in esercizio oltre 1,2 GW di potenza aggiuntiva rispetto al 2018 grazie soprattutto ai buoni risultati di fotovoltaico (+ 750MW) ed eolico (+ 400 MW), che hanno compensato il calo dell’idroelettrico; in crescita anche i biocarburanti, le rinnovabili termiche sono rimaste stabili. Qualche numero: nel 2019 risultano in esercizio circa 900.000 impianti relativi alle fonti rinnovabili elettriche, per una potenza complessiva di quasi 55.500 MW. Sono 8 milioni gli apparecchi a biomassa, 19 milioni le pompe di calore, 880.000 gli impianti FV, 5.600 quelli eolici, 4.300 gli idroelettrici e 300 gli impianti a bioenergia. Nel 2019 (dati preliminari) il 18% dei consumi di energia (elettrica, termica e nei trasporti) è stato soddisfatto dalle rinnovabili, superando per il 6° anno consecutivo l’obiettivo del 17% fissato per il 2020 dalla Direttiva 2009/28/UE. Adesso l’Italia si trova di fronte l’obiettivo assai sfidante fissato dal PNIEC di copertura dei consumi mediante le rinnovabili al 30% entro il 2030. Considerando l’emergenza sanitaria ed economica, si tratta di un obiettivo raggiungibile? Sì secondo i responsabili del GSE, purché gli investimenti puntino alla sostenibilità, ci sia assoluta trasparenza e semplicità nell’approvazione dei progetti e la partecipazione di tutti gli attori, dalla PA al cittadino. Per aiutare aziende e operatori ad affrontare questo difficile periodo il GSE ha prorogato i termini dei principali adempimenti, offerto un aiuto concreto alla protezione civile e avviato un’azione a sostegno della sanità, a partire dalla Regione Lombardia, particolarmente colpita dall’emergenza COVID. Il percorso di trasformazione del GSE Un percorso partito dall’ascolto degli utenti e dello loro necessità, attraverso un monitoraggio continuo e un’attenzione crescente verso la digitalizzazione che ha coinvolto tutte le funzioni di business. Tanto che sono stati recentemente lanciati 2 portali, il primo rivolto ai Clienti, il secondo ll Portale autoconsumo Fotovoltaico è un servizio, come ha spiegato Davide Di Giuseppe – Autoconsumo e Comunità Energetiche GSE -di supporto e giuida per i cittadini in tutte le fasi, a partire dall’ideazione fino alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e che offre info e chiarimenti su vantaggi, benefici e strumenti di sostegno all’autoconsumo. Si tratta di un progetto molto importante considerando che il consumatore è destinato ad avere un ruolo sempre più centrale nella transizione energetica, passando da soggetto passivo a soggetto in grado di autoprodursi l’energia, pensiamo anche al recente via libera alle comunità energetiche, ma è necessario che sia supportato in maniera adeguata. “In Italia ci sono oltre 800,000 impianti fotovoltaici ma sono oltre 14 milioni gli edifici su cui potenzialmente potrebbero essere installati gli impianti”. Sul portale è possibile fare una simulazione dell’impatto a livello di redditività e convenienza, inserendo semplicemente indirizzo e consumi. Considerando tutti gli ambiti di attività, il GSE ha sostenuto la realizzazione di oltre 1.200.000 progetti, dei quali quasi 1.000.000 portati avanti dai cittadini, oltre 150.000 dalle imprese e 30.000 dalla Pubblica amministrazione. Ad oggi sono 2400 i comuni supportati con cui è stato avviato un percorso di assistenza. Roberto Moneta Amministratore Delegato GSE ha concluso i lavori sottolineando che il coronavirus non può bloccare la trasformazione ecologica del nostro sistema produttivo, nonostante la comprensibile preoccupazione che hanno in questo momento le aziende per la carenza di liquidità e il business crollato, è importante ricordare che scegliere lo sviluppo sostenibile è fondamentale da un punto di vista sociale ed economico, ma servono scelte politiche chiare per arrivare a un sistema produttivo più resiliente, più sostenibile e più equo, come prevede anche il programma della Commissione Europea. Il direttore generale di Utilitalia Giordano Colarullo intervenuto durante il convegno streaming, ha sottolineato che per affrontare la fase 2 e accelerare il Green deal è necessario partire dalla semplificazione. La crisi sanitaria ed economica si deve affrontare e superare a partire dalla sostenibilità, cogliendo l’opportunità offerta da questo momento : “Nei mesi scorsi la commissione Europea ha adottato un documento strategico per il Green deal per avviare un percorso virtuoso di decarbonizzazione e di crescita sostenibile. L’Italia, poche settimane prima dell’esplosione dell’epidemia coronavirus, aveva adottato il Piano nazionale integrato energia e clima che prevede grandi sforzi: riduzione del 40% dei consumi energetici nel 2030 rispetto al 2007, riduzione delle emissioni del 33% nel 2030 rispetto al 2005. Tutto ciò, corredato da una stima di 80 miliardi annui di investimenti nel decennio necessari per raggiungere questi target su tutti i settori. Sono un impegno forte, che deve essere sostenuto non da un singolo comparto ma dall’intera economia”. Nel quadro più generale, quello che Utilitalia chiede è che i i processi autorizzativi siano accelerati, e resi più snelli, per permettere investimenti importanti, anche le procedure del codice appalti devono essere snellite. Dal Gse “ci aspettiamo maggiore determinazione nell’accelerare l’approvazione dei progetti, e nella semplificazione delle procedure di calcolo per le reali quantità di efficientamento energetico; andrebbero inoltre fissate poste regole chiare e soprattutto tempi certi per quanto riguarda i contenziosi così da ridurre al minimo l’incertezza regolatoria che ne deriva. Infine, potrebbe essere fondamentale un allargamento del perimetro delle regole che hanno dimostrato la loro efficacia per quanto riguarda l’efficientamento energetico, al recupero della materia e al contesto dell’economia circolare”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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