Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Mini VRF Tadiran per i grandi volumi: la climatizzazione della Biblioteca Inclusiva Bertini di Milano 23/10/2026
Recupero della RSA di Cingia de’ Botti: involucro e protezione antincendio firmati ROCKWOOL 22/10/2026
A cura di: Tommaso Tetro Lo smog in Lombardia non è soltanto colpa di traffico, caldaie per il riscaldamento, e industrie. A contribuire fino al 25% dell’inquinamento ci pensa anche l’allevamento. Un recente studio – realizzato da Università Bocconi, Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici) e Legambiente – punta il dito su bovini e suini che fanno schizzare i dati su ammoniaca e particolato; mettendo allo stesso tempo in risalto anche come siano necessarie politiche integrate di coinvolgimento del settore agricolo nella sfida di arrivare ad una migliore qualità dell’aria. Anche perché – in base a quanto emerge dall’analisi ‘Exploring the impact of livestock on air quality: a deep dive into ammonia and particulate matter in Lombardy‘ – le azioni da intraprendere su ‘attività agricole’ e ‘allevamento’ vengono “spesso trascurate”. E invece bisognerebbe tener presente che anche le zone maggiormente colpite dall’inquinamento, causato dal bestiame quindi da emissioni prodotte da fonti agro-zootecniche, sono “notevolmente popolate”. La ricerca – condotta nel contesto del progetto INHALE (Impact on humaN Health of Agriculture and Livestock Emissions), finanziato dalla Fondazione Cariplo – si è concentrata su come le emissioni derivanti dall’agricoltura possano concorrere “ad elevate concentrazioni di particolato” e di conseguenza “un aumento del rischio sanitario per la popolazione”. Il lavoro stima l’impatto marginale dell’allevamento bovino e suino sui livelli di ammoniaca e PM10 nella regione Lombardia. Sono state utilizzate osservazioni giornaliere in 12 stazioni di monitoraggio dell’ammoniaca e 75 punti di misurazione PM10; queste sono poi state combinate con le fluttuazioni mensili delle unità di bestiame e delle condizioni meteorologiche giornaliere. Nello specifico i risultati mostrano come con un aumento di 1.000 unità di bestiame porti a un corrispondente incremento quotidiano delle concentrazioni di ammoniaca di 0,332 microgrammi per metro cubo (pari a circa l’1,8% di variazione rispetto alle concentrazioni medie) per i bovini, e di 0,04 microgrammi per metrocubo per i suini (circa 0,26% rispetto alle concentrazioni medie). Inoltre, per quanto riguarda il Pm10, i bovini sono responsabili di un incremento di 0,289 microgrammi per metro cubo, i suini di 0,04 microgrammi per metro cubo. A questo bisogna aggiungere che bovini e suini potrebbero essere responsabili fino a un quarto dell’inquinamento locale dell’aria. Secondo Jacopo Lunghi dell’università Bocconi e del Cmcc, primo autore del lavoro, “la pianura padana colpisce tristemente per la scarsa qualità dell’aria che respirano i suoi abitanti”; in quest’area, “una delle più inquinate d’Europa” con “livelli record di particolato”, soprattutto in inverno, indagare le fonti di “quest’aria malsana è fondamentale per ridurre il benessere” della popolazione. Soprattutto la gestione delle deiezioni zootecniche e l’uso di fertilizzanti è la principale fonte di ammoniaca, che ‘aiuta’ (essendo un composto gassoso) alla formazione di aerosol inorganici che reagendo con altri composti – come gli ossidi di zolfo (SOx) e gli ossidi di azoto (NOx) – contribuisce a gran parte della composizione delle polveri sottili (PM2.5). Ne deriva quindi l’associazione dell’inquinamento atmosferico degli allevamenti “a malattie ostruttive delle vie aeree e a polmoniti gravi”. La pianura padana – fa notare la ricercatrice del Cmcc Lara Aleluia Reis – “soffre di una sfortunata combinazione di condizioni orografiche sfavorevoli” che vanno “dall’alta densità” di abitanti “all’alta intensità industriale e agricola”. Per questo, proprio a cominciare da qui, anche l’agricoltura e l’allevamento “devono essere incluse in politiche più severe di mitigazione dell’inquinamento atmosferico”. Quindi, grazie allo studio – dichiara Maurizio Malpede dell’università di Verona – si possono “sviluppare pratiche agricole più efficienti e sostenibili che non solo riducono al minimo i danni ambientali ma anche i rischi per la salute pubblica”. C’è però necessità di ulteriori approfondimenti, tanto che secondo gli esperti la ricerca futura dovrebbe concentrarsi sulla “valutazione attenta del compromesso costi-benefici”, considerando la tecnologia e l’evoluzione del settore verso “un percorso più sostenibile”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
22/10/2026 Sistemi di accumulo, i target al 2030 quasi triplicati ma lontani dai 1.500 GW della COP29 A cura di: Stefania Manfrin Ember: i target dei sistemi di accumulo al 2030 salgono a 822 GW, ma restano lontani ...
20/10/2026 Rigenerazione urbana, il Rapporto TEHA 2026 indica dove e come investire A cura di: Erika Bonelli Rapporto TEHA 2026 sulla rigenerazione urbana. Nuovi indici su casa, smart city e waterfront, i casi ...
19/10/2026 Restructura 2026, a Torino il salone per riqualificare e rigenerare l’esistente A cura di: Stefania Manfrin Restructura 2026 a Torino dal 12 al 14 novembre, tra efficienza energetica, rigenerazione urbana e oltre ...
14/10/2026 Data center, AI ed energia: la competitività dell'Italia passa anche da qui A cura di: Andrea Ballocchi AI for Energy Report 2026 di E&S: la crescita dell'intelligenza artificiale sta trasformando i data center ...
13/10/2026 13 ottobre, Giornata internazionale per la riduzione dei rischi naturali 2026: la resilienza inizia a casa A cura di: Raffaella Capritti Il 13 ottobre 2026 la Giornata ONU per la riduzione dei rischi naturali è dedicata alla ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
06/10/2026 HPT Energy Talks: l’edilizia efficiente si racconta A cura di: Andrea Ballocchi HPT Energy Talks debutta il 22 ottobre: due casi studio sulla riqualificazione energetica con pompe di ...
02/10/2026 Caro bollette, luce +37,3% per i vulnerabili: lo scenario e come difendersi A cura di: Stefania Manfrin Da ottobre le bollette luce dei vulnerabili salgono del 37,3%, l'inflazione tocca il 4,2%. Dati ARERA ...
01/10/2026 Il paesaggio come sistema vivente: a Bergamo il Landscape Festival A cura di: Laura Murgia La XVI edizione di Landscape Festival, organizzata con il Comune di Bergamo e dedicata al "Nuovo ...
29/09/2026 Emissioni in cantiere: misurare il lato nascosto per ridurne l’impatto A cura di: Andrea Ballocchi Misurare le emissioni in cantiere è il primo passo per ridurle. Uno studio Deerns rivela il ...