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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Un portafoglio che unisce generazione distribuita e flessibilità di reteImpianti FV e ruolo dei BESS tra servizi di rete e valorizzazione economicaUn progetto coerente con PNIEC, REPowerEU e nuova finanza per la transizione La Banca europea per gli investimenti, Natixis Corporate & Investment Banking e Sunprime Holdings (produttore indipendente di energia elettrica), hanno firmato a Milano un’operazione di project finance fino a 507 milioni di euro a sostegno di Project Sophocles, programma che prevede lo sviluppo e la messa in esercizio di circa 200 impianti solari fotovoltaici per una potenza complessiva di 290 MWp, affiancati da 350 MW di sistemi di accumulo elettrochimico distribuiti in Italia. La Banca europea per gli investimenti fornirà finanziamenti fino a 271 milioni di euro. Obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la capacità italiana di integrare la generazione rinnovabile con lo storage, oltre la semplice installazione di nuovi megawatt, guardando invece alla qualità e alla programmabilità dell’energia immessa in rete. Una volta a regime, il portafoglio dovrebbe generare 416 GWh di elettricità rinnovabile all’anno, un volume sufficiente ad alimentare oltre 160 mila famiglie italiane, evitando nel corso della vita utile degli impianti circa 2,86 milioni di tonnellate di CO₂ rispetto a una generazione fossile. L’intervento sarà implementato tra il 2026 e il 2028 in diverse regioni italiane e si inserisce in un quadro europeo che continua a utilizzare la leva finanziaria pubblica per mobilitare capitali privati su infrastrutture energetiche ritenute strategiche. La stessa operazione beneficia infatti del supporto della garanzia InvestEU, strumento che la Commissione europea e la BEI considerano centrale per accelerare investimenti in infrastrutture sostenibili, innovazione e transizione energetica. Un portafoglio che unisce generazione distribuita e flessibilità di rete Un elemento interessante dell’accordo è la configurazione industriale del portafoglio. Si parla, infatti, di un programma multi-sito basato su impianti fotovoltaici di piccola scala distribuiti in Italia, con una combinazione di capacità FV e storage che comprende sia batterie abbinate agli impianti sia sistemi di accumulo stand-alone. Un aspetto che conferma la maturazione di un modello in cui il fotovoltaico non è più considerato come fonte di produzione intermittente, ma come parte di una piattaforma energetica più evoluta, capace di offrire anche servizi di flessibilità, gestione dei picchi, regolazione e migliore integrazione in rete. Il progetto privilegia in larga parte coperture industriali e superfici commerciali esistenti, riducendo l’impatto sul suolo e confermando la direttrice che predilige la generazione distribuita prossima ai centri di consumo. È una scelta che risponde a due esigenze: da un lato consente di valorizzare superfici già antropizzate, dall’altro avvicina la produzione elettrica ai luoghi dove la domanda è maggiore, con potenziali benefici in termini di efficienza del sistema, riduzione delle perdite e resilienza locale. L’accumulo permette naturalmente di attenuare la variabilità della produzione fotovoltaica e di rendere più stabile il profilo di immissione o di utilizzo dell’energia. Impianti FV e ruolo dei BESS tra servizi di rete e valorizzazione economica I battery energy storage systems previsti da Project Sophocles potranno fornire servizi sempre più importanti per la rete elettrica, contribuendo alla stabilizzazione della frequenza di rete (frequency regulation), alla riduzione dei picchi di domanda e di immissione nei momenti più critici (peak shaving) e alla gestione delle congestioni della rete (congestion managemen) nelle aree più sollecitate dal punto di vista elettrico. È proprio questa capacità di fornire flessibilità a rendere il BESS uno degli asset più osservati dal mercato, anche in relazione ai futuri equilibri tra generazione, domanda, dispacciamento e adeguatezza della rete. Sul piano economico, il progetto si basa su un modello articolato. Per il fotovoltaico, i ricavi attesi fanno riferimento al meccanismo Fer X Contract for Difference, che per gli impianti sopra i 200 kW prevede un contratto per differenza a due vie della durata di vent’anni. Per i sistemi di accumulo, invece, le entrate potranno arrivare da accordi di tolling, capacity market e mercato elettrico. In questo modo, l’iniziativa può contare su più fonti di ricavo e rafforzare la propria sostenibilità finanziaria. Un progetto coerente con PNIEC, REPowerEU e nuova finanza per la transizione L’operazione si colloca in modo coerente dentro la traiettoria energetica europea e nazionale. Il PNIEC punta con decisione sull’espansione della capacità rinnovabile e sulla crescita delle risorse di flessibilità necessarie a sostenere un sistema elettrico più elettrificato e decarbonizzato. In parallelo, il piano REPowerEU ha rafforzato a livello comunitario l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerando al tempo stesso lo sviluppo di rinnovabili, storage e infrastrutture abilitanti. In questa prospettiva, Project Sophocles rappresenta un esempio concreto di come la finanza multilaterale possa agire da acceleratore, riducendo il rischio percepito e attirando capitali privati verso portafogli complessi ma strategici. L’accordo avrà effetti anche sul piano occupazionale. Le attività di costruzione dovrebbero generare circa 1.400 occupati a tempo determinato per un anno, mentre la gestione del portafoglio una volta a regime potrà sostenere circa 120 occupati permanenti a tempo pieno, con ricadute sulla filiera industriale e sui territori interessati. Si tratta in ogni caso di un’operazione non nuova: nel 2024, sempre BEI, Natixis CIB e Sunprime avevano chiuso un precedente finanziamento da 204 milioni di euro per sostenere oltre cento impianti fotovoltaici in Italia fino a 220 MW. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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