REPowerEU: il piano per accelerare la transizione e dire addio al gas russo

Lo scorso 18 maggio la Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, in risposta alla delicata situazione energetica venutasi a creare a seguito dello scoppio della guerra. L’obiettivo è duplice: porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi e affrontare la crisi climatica accelerando la transizione energetica.

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REPowerEU: il piano per accelerare la transizione e dire addio al gas russoL’azione partecipata dell’Unione europea attraverso REPowerEU rappresenta una grande opportunità di svolta e aiuterebbe ad ottenere in tempi rapidi l’indipendenza dai combustibili fossili russi, auspicata dall’85% degli europei.

Quali misure prevede il piano REPowerEU?

Risparmio energetico, diversificazione dell’approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili: questi i punti chiave di REPowerEU.

Accelerare la transizione energetica equivale non solo a rallentare il cambiamento climatico, ma anche a rafforzare la crescita economica, duramente messa alla prova dall’avvento della pandemia.

Risparmiare energia

Il risparmio energetico rappresenta il modo più rapido ed economico per affrontare la crisi energetica e contenere il prezzo delle bollette. A tale proposito con REPowerEU si punta al rafforzamento delle misure di efficienza energetica a lungo termine.

Nello specifico è stato emesso un documento che definisce i comportamenti da adottare per poter ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio a breve termine e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione ad hoc rivolte alle famiglie e all’industria, nonché ad applicare misure fiscali per favorire il risparmio energetico.

Nel caso in cui l’Europa si trovasse ad affrontare una grave interruzione dell’approvvigionamento sono previste misure di emergenza e l’elaborazione di un piano di riduzione della domanda.

Diversificare l’approvvigionamento e sostenere i partner internazionali

L’Europa si sta preparando ad abbandonare definitivamente il gas proveniente dalla Russia.

In che modo? Attraverso collaborazioni con partner internazionali e il recente sviluppo della piattaforma per l’energia che permetterà di effettuare acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno e l’acquisto congiunto di idrogeno rinnovabile. Verranno poste sul piatto anche misure legislative che impongano agli Stati membri di diversificare nel tempo l’approvvigionamento di gas.Idrogeno verde e decarbonizzazioneLa priorità rimane la transizione energetica verde e giusta a livello mondiale, finalizzata al rallentamento del cambiamento climatico e al conseguimento del risparmio energetico: l’efficienza energetica è fondamentale per ridurre la pressione sui prezzi. A tale proposito nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi per l’idrogeno.

Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili

Raggiungere l’indipendenza energetica non è semplice, tanto meno immediato. E’ fondamentale spingere sull’acceleratore e puntare alla massiccia espansione delle rinnovabili per poter generare energia elettrica pulita destinata all’industria, all’edilizia e ai trasporti. Oltre a dare un impulso alla transizione verde, questa strategia abbasserà i prezzi nel tempo.Fotovoltaico su tetto residenziale Cosa prevede il piano in questo senso? Un incremento dal 40% al 45% di energia prodotta da rinnovabili entro il 2030 nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55%”.

Questa maggiore ambizione generale getterà le basi per altre iniziative:

  • raddoppio della capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installazione di 600 GW entro il 2030;
  • introduzione graduale dell’obbligo di installazione dei pannelli solari sui tetti di nuovi edifici entro il 2025;
  • raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e integrazione dell’energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo;
  • misure per ovviare alla lentezza e alla complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili.
  • obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 da destinare ai trasporti e ai settori industriali difficili da decarbonizzare.
  • piano di azione per il biometano per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.

Limitare il consumo di combustibili fossili nell’industria e nei trasporti permetterà di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, rafforzerà la sicurezza e la competitività e porterà a un risparmio ipotizzato di 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030.

Per poter raggiungere l’obiettivo la Commissione presenterà un pacchetto finalizzato all’inverdimento del trasporto merci e prenderà in considerazione un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una determinata dimensione.

A quanto ammontano gli investimenti?

Per centrare gli obiettivi di REPowerEU servono 210 miliardi di € di investimenti supplementari entro il 2027. Bisogna considerare che tagliare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia può far risparmiare all’UE quasi 100 miliardi di € l’anno.

Sono già disponibili 225 miliardi di € sotto forma di prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF); la Commissione propone, inoltre, di aumentare la dotazione finanziaria dell’RRF di 20 miliardi di € sotto forma di sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS.

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