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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Un’infrastruttura energetica distribuita lungo la reteIl nodo storage e la continuità di servizioDal fotovoltaico all’efficienza: una strategia in quattro direttrici Trasformare una rete autostradale in un’infrastruttura capace non solo di garantire mobilità, ma anche di produrre energia. È questo l’obiettivo dei lavori del Parco fotovoltaico diffuso di Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, un progetto che si sviluppa lungo l’intera tratta gestita dalla concessionaria e che punta a rafforzare il percorso di autonomia energetica della rete. Il piano prevede un investimento complessivo superiore a 40 milioni di euro, articolato in tre lotti aggiudicati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Nel dettaglio, l’intervento porterà alla realizzazione di 26 impianti fotovoltaici distribuiti lungo le pertinenze autostradali, con l’installazione di 17.443 moduli per una potenza complessiva di 11,87 MW. I pannelli occuperanno oltre 54.000 metri quadrati di superfici già disponibili, tra gallerie, svincoli e aree di pertinenza, con l’obiettivo di evitare nuovo consumo di suolo e valorizzare spazi infrastrutturali già esistenti. Il progetto si inserisce nel perimetro di una realtà infrastrutturale rilevante nel Nord Est: la società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova opera infatti sulla A4 Brescia-Padova e sulla A31 Valdastico, mentre il Gruppo A4 Holding gestisce complessivamente circa 235-236 km di tratte autostradali e circa 60 km di tangenziali. Un’infrastruttura energetica distribuita lungo la rete L’elemento più interessante del progetto è proprio la sua natura “diffusa”. Non si tratta di un singolo campo fotovoltaico concentrato in un’unica area, ma di un insieme di impianti integrati in ambiti già nella disponibilità della concessionaria. Il progetto da un punto di vista industriale è interessante e prevede di utilizzare asset lineari, superfici tecniche e aree marginali per generazione distribuita, riducendo al minimo l’impatto territoriale aggiuntivo. I dati comunicati dalla società parlano di 26 installazioni lungo l’intera rete di competenza, configurando di fatto un modello di produzione energetica policentrico e prossimo ai punti di consumo. Accanto alla generazione, un ruolo centrale è affidato all’accumulo. Oltre 7,3 milioni di euro sono destinati ai sistemi battery storage, per una capacità complessiva di 12,95 MWh. È questo uno degli aspetti più innovativi dell’iniziativa, perché consente di spostare l’uso dell’energia anche nelle fasce serali e notturne e di supportare gli asset più energivori o strategici della rete, come gallerie, svincoli e caselli. Il progetto non si limita alla produzione di elettricità rinnovabile, ma costruisce anche le condizioni per una maggiore resilienza energetica dell’infrastruttura. Il nodo storage e la continuità di servizio Nel caso di una rete autostradale, il tema non è soltanto la riduzione dei costi energetici o delle emissioni, ma anche la continuità di esercizio. Illuminazione, impianti tecnologici, sistemi di sicurezza, apparati di controllo e gestione richiedono disponibilità energetica affidabile. Per questo la presenza di batterie assume una funzione tecnica che contribuisce a rendere più stabile l’alimentazione dei nodi critici e rafforza la capacità della concessionaria di governare i propri fabbisogni energetici in modo più flessibile. Dal fotovoltaico all’efficienza: una strategia in quattro direttrici Il parco fotovoltaico diffuso rappresenta la prima concretizzazione di una strategia più ampia, che la società descrive come articolata su quattro direttrici complementari. Le prime due sono già attive: da un lato la generazione distribuita, dall’altro l’efficienza energetica. Su questo secondo fronte rientrano interventi sugli edifici, come la sostituzione di vecchi impianti con pompe di calore e la progressiva conversione dell’illuminazione a LED, in una logica di integrazione tra riduzione dei consumi e incremento della produzione da fonti rinnovabili. Le ulteriori direttrici guardano invece all’evoluzione futura della mobilità e delle tecnologie applicabili alle infrastrutture. La terza riguarda lo sviluppo di charging hub in corrispondenza di nodi strategici, con modelli di servizio dedicati alle flotte aziendali, all’utenza autostradale e ai territori limitrofi. La quarta interessa tecnologie emergenti, dalla valorizzazione della filiera del verde per la produzione di biomassa fino alle ipotesi di idrogeno verde e alle applicazioni di retrofitting fotovoltaico. Sul piano ambientale, la società stima che il parco fotovoltaico diffuso consentirà di evitare oltre 5.000 tonnellate di CO2 all’anno. È un dato che rafforza la dimensione ESG del progetto e che si inserisce in un percorso avviato da tempo: secondo quanto dichiarato da A4 Holding, già dal 2012 il gruppo ha scelto di integrare in modo strutturale i criteri di sostenibilità nella gestione della rete. L’amministratore delegato Bruno Chiari ha sottolineato: “Il Parco Fotovoltaico Diffuso rappresenta un passaggio significativo nel percorso che negli anni abbiamo portato avanti per rendere la rete di nostra competenza sempre più efficiente sotto il profilo ambientale e progressivamente autonoma dal punto di vista energetico”. Nello stesso intervento, Chiari evidenzia come la rete evolva oggi “verso un modello di piattaforma energetica”, capace di combinare produzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo ed efficientamento dei consumi. 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