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In seguito alle stime pubblicate nei giorni scorsi da Assoelettrica, secondo le quali il costo totale degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche dal 2009 al 2032 sarà pari a circa 220 miliardi di euro; di cui 200 miliardi erogati nei prossimi 20 anni tra il 2013 e il 2032, sono intervenute alcune tra le principali associazioni del settore. Aper in una nota sottolinea che Assoelettrica ha illustrato solo i costi e non i benefici derivanti dagli incentivi, ovvero l'aumento dell'indipendenza energetica nazionale (meno gas, petrolio e carbone importati); l'incremento del PIL (le energie rinnovabili generano più ricchezza delle fossili per il Paese) e la diminuzione dei costi che dovranno sostenere gli impianti termoelettrici nell'ambito del sistema europeo ETS sui diritti d'emissione (costi che pesano sulle bollette);Aper evidenzia inoltre che le stime più prudenti di Althesys indicano in almeno 30 miliardi di euro il saldo tra benefici e costi delle politiche già varate (altre stime più ottimistiche arrivano fino a 76 miliardi). Vale a dire che a fronte dei 220 miliardi di euro che gli Italiani avranno investito nel periodo 2008-2030, il Paese avrà benefici per quasi 300 miliardi. "APER è fermamente convinta – ribadisce il presidente Agostino Re Rebaudengo – che le due facce della medaglia (costi e benefici) debbano sempre essere considerate congiuntamente.". Anche ANIE Energia è intervenuta e in un comunicato sottolinea che per poter fare un'analisi strutturale del prezzo dell'energia elettrica è moralmente e tecnicamente doveroso prendere in considerazione tutti gli aspetti: dal meccanismo di formazione del prezzo nella Borsa Elettrica, che dovrebbe basarsi sulla competitività, fino alla quantificazione ed eventuale ridistribuzione degli oneri di sistema, decisi per legge. Per quanto riguarda gli oneri di sistema la componente più importante è la A3, ovvero gli incentivi alla produzione da fonti rinnovabili: conto energia (CE), tariffa omnicomprensiva (TO) e certificati verdi (CV). Mentre il CE e la TO sono a carico dell'utente finale, i CV sono a carico dei produttori che sono costretti a comperarli sul mercato quando in proprio non generano la quota di energia da rinnovabili prevista dalla normativa vigente. In questo contesto, mai, o raramente, si parla del meccanismo che stabilisce il prezzo dell'elettricità nella Borsa Elettrica (IPEX). Qui, infatti, si forma il prezzo di circa i due terzi dell'energia elettrica venduta in Italia e, grosso modo, i tre quarti di quella destinata ai clienti a maggior tutela (i piccoli consumatori). Le offerte di energia elettrica da parte dei produttori vengono accettate dall'Acquirente Unico in ordine di merito economico, cioè in ordine di prezzo crescente, fino a quando la loro somma in termini di kWh arriva a soddisfare la domanda prevista. Il prezzo del kWh dell'ultimo offerente accettato (quindi quello più alto) viene attribuito a tutte le altre offerte. "E' evidente – dichiara Matteo Marini, Presidente ANIE Energia – che l'aumento del prezzo dell'elettricità non è imputabile, se non in maniera trascurabile, agli incentivi alle fonti rinnovabili. In ogni contesto dove si discuta di energia elettrica dobbiamo anche considerare che l'utilizzo di combustibili fossili beneficia di sgravi fiscali che l'OCSE ha stimato in oltre 1,5 mld € nel 2010 cresciuti oltre i 2 mld € nel 2011. Infine il famoso CIP6, che ha incentivato, con quasi 40 mld € cumulati a fine 2011, le fonti assimilate tra le quali gli scarti della lavorazione dei combustibili fossili. Incentivi dei quali hanno beneficiato tutti i produttori tradizionali". "Risulta alquanto paradossale – dichiara Valerio Natalizia, Presidente ANIE/GIFI – il fatto che tutti i benefici derivanti dall'utilizzo delle fonti rinnovabili, e tra queste anche del fotovoltaico, non ricadano sui consumatori di energia. Inoltre, come al solito, si fa sempre ricorso ad una comunicazione strumentale che mette in risalto dei dati assolutamente parziali e che va a screditare l'operato di tantissimi imprenditori seri". Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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