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La cresita del Paese parte anche dalla green economy, che spinge innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza Fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato il settimo Rapporto Greenitaly, realizzato in collaborazione con il Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, che analizza la crescita della green economy a livello nazionale e conferma l’importanza di un settore che oggi conta 385.000 imprese made in Italy, ovvero il 26,5% del totale. Si noa una maggiore attenzione nelle regioni del nord Italia, La Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici, ne conta 69.390, quasi un quinto del totale nazionale. Il settore manifatturiero è quello con la quota maggiore, il 33%, di aziende che hanno investito in green economy. Una scelta, quella di investire in tecnologie green per diminuire l’inquinamento, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2, non sempre facile né scontata soprattutto in un periodo di crisi congiunturale, che però certamente ripaga in termini di competitività, aumento dell’export e crescita occupazionale. In Italia ci sono 3 milioni di green jobs, il 13,2% degli occupati. In numero degli occupati secondo il Rapporto è destinato a salire nei prossimi mesi, sono infatti attese circa 249.000 assunzioni fra green jobs in senso stretto e figure con competenze green, pari al 44,5% della domanda complessiva di lavoratori non stagionali. Ermete Ralacci presidente di Fondazione Symbola sottolinea che, grazie alla scelta di un numero sempre maggiore di imprese di investire in tecnologie green, l’Italia arriverà più preparata alla COP22 di Marrakech, incrociando la green economy con la qualità e con la bellezza. Si tratta inoltre di un modello di crescita coerente con i nuovi orizzonti di consumo richiesti dallo sviluppo dell’economia circolare, settore in cui siamo all’avanguardia considerando che siamo primi in Europa per contenimento dei rifiuti prodotti e nel riciclo industriale. Ricordiamo inoltre che in Italia a giugno di quest’anno la quota di produzione di energia elettrica da rinnovabili ha superato quella da fonti fossili. E tra i paesi industrializzati siamo quello con la maggior quota di fotovoltaico (8%) nel mix elettrico nazionale. Perhé si possa parlare di vera rivoluzione verde è però necessario che siano attuate reali politiche di sostegno delle imprese, che alimentano la richiesta di tecnologie, beni e servizi green. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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