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Il primo giorno di Ecomondo e Key Energy ha offerto occasioni di confronto fra gli operatori del settore consapevoli che la crescita del Paese non può che passare da rinnovabili ed efficienza eneregtica Il mondo delle rinnovabili si è dato appuntamento in questi giorni a Rimini che fino al 9 novembre ospita le due manifestazioni organizzate da Italian Exhibition Group, Ecomondo e Key Energy, dedicate a sostenibilità, energie pulite e circular economy. Nel corso della prima giornata inaugurata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, gli operatori del settore si sono confrontati sullo sviluppo delle rinnovabili in Italia per le quali è attesa una crescita davvero importante. Gianni Silvestrini, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di KEY ENERGY, durante il convegno “Sganciarsi dalle fossili investendo in impianti rinnovabili collettivi”, ha in particolare sottolineato che per rispettare i target europei del pacchetto energia-clima per il 2030 è necessario che tutti i paesi dell’Unione facciano uno sforzo senza precedenti, a partire dal fotovoltaico. Nel 2019 in Italia il settore “dovrà decuplicare la potenza installata, passando da 400 a 4000 MW/anno”. Gli operatori chiedono un preciso impegno del Governo non solo per la rapida pubblicazione del decreto rinnovabili, ma auspicano anche che vengano rimossi gli ostacoli allo sviluppo della generazione distribuita e delle comunità energetiche. Alberto Pinori, presidente di ANIE Rinnovabili nel corso di un incontro, ha sottolineato l’importanza non solo della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, ma anche della manutenzione e ammodernamento di quelli esistenti, attraverso interventi di operation&maintenance per il potenziamento degli impianti, come revamping e repowering. “Il mercato offre strumenti innovativi come i contratti cosiddetti PPA (power purchase agreeement), che cambieranno radicalmente i rapporti futuri tra gestori degli impianti e produttori, ma anche tra i produttori e i trader”. Senza dimenticare che anche nel fotovoltaico la digitalizzazione sta assumento un ruolo prioritario per la competitivtà: “laddove si farà crescente uso di strumenti di innovation technology e di blockchain anche nella fase di manutenzione impianti”. Premio agli Energy manager Ieri sono stati assegnati da FIRE in collaborazione con ENEA e KEY ENERGY i premi ai migliori energy manager, autori di interventi di successo in edifici per il terziario, il pubblico e l’indsutria. Si tratta di una figura sempre più importante, che può aiutare a raggiungere gli obiettivi fissati dalla COP21 di Parigi ed è in grado di capire che azioni attuare per utilizzare al meglio l’energia, quali interventi di riqualificazione energetica realizzare, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili e cogenerazione e sistemi di monitoraggio, individuando le miglior opportunità di business nella green economy. I vincitori sono Leonardo Ketmaier di TIM per il terziario, Paolo Bianco dell’AUSL Romagna per il settore pubblico e, ex-aequo, Giuseppe Garzone di FPT Industrial e Fabio Menna di Vibac per il settore industriale. Gli Stati Generali della green Economy Presentata la Relazione 2018 sullo stato della green economy, che ha evidenziato la buona performance dell’Italia in economia circolare, ambito in cui è prima fra i grandi Paesi europei, agricoltura biologica ed anche eco-innovazione. Siamo invece molto indietro sui temi del consumo del suolo, tutela della biodiversità, decarbonizzazione. Edo Ronchi del Consiglio Nazionale della Green Economy ha proposto un pacchetto di misure green che se attuate, grazie a investimenti pubblici (circa 7 e 8 miliardi l’anno) e privati, potrebbero generare un valore di produzione di 74 miliardi e in media 440 mila nuovi posti di lavoro green ogni anno che, considerando l’indotto, supererebbero le 660 mila unità. Il settore con maggiore crescita occupazionale nei prossimi 5 anni è quello delle fonti rinnovabili con il 32% del totale degli occupati con circa 702.000 posti di lavoro diretti e indiretti. Le richieste di UNICIRCULAR al Ministro dell’Ambiente Le aziende italiane del riciclo trattano 56,5 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno – senza considerare quelli da costruzione e demolizione – pari al 49% di tutti i rifiuti gestiti in Italia, assicurando 135.000 posti di lavoro, riducendo il consumo di materie prime nonché il ricorso a discariche ed inceneritori. Unicircular, che rappresenta ‘le fabbriche dell’economia circolare’, ha chisto al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che il Governo attui una modifica al Testo unico ambientale (D.lgs. 152 del 2006) che, in assenza degli auspicati decreti, permetta alle autorità territoriali di rinnovare a scadenza le autorizzazioni esistenti e di rilasciarne di nuove. In caso contrario il rischio è che “centinaia di impianti autorizzati, che da anni con la loro attività garantiscono le essenziali lavorazioni che consentono all’Italia di raggiungere i risultati straordinari che ci rendono leader europei del riciclo, saranno costretti a chiudere con grave danno per l’ambiente e la perdita di migliaia di posti di lavoro”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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