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Europea Climate Foundation ha pubblicato un allarmante Rapporto che mostra che la maggior parte dei Piani per l’energia e il clima presentati dai paesi europei debbano essere migliorati per risolvere l’emergenza climatica e assicurare economie a zero emissioni A partire dall’analisi della bozza dei piani nazionali per l’energia e il clima (NECP), è stato pubblicato il nuovo rapporto “Planning for net Zero: Assessing the draft national energy and climate plans”, commissionato dalla European Climate Foundation e condotto da Ecologic Institute and Climact, che mostra che molti paesi europei non stanno attuando politiche sufficienti a garantire la transizione verso economie a emissioni nette zero al più tardi entro la metà del secolo. Anche il Piano Energia e Clima dell’Italia non supera l’esame. Dalla valutazione dei piani nazionali per il clima che i 28 paesi dell’UE hanno presentato alla Commissione Europea e che dovranno essere adottati entro il prossimo dicembre, emerge che, sebbene i paesi stiano compiendo passi avanti verso l’azione per il clima entro il 2030, non sono ancora all’altezza delle ambizioni fissate dai legislatori dell’UE e dall’accordo di Parigi. I problemi ricorrenti comprendono piani limitati per la graduale eliminazione delle sovvenzioni al carbone e ai combustibili fossili, poche indicazioni sugli investimenti necessari per passare a un’economia a emissioni 0, un uso eccessivo di biomassa non sostenibile, una consultazione pubblica inadeguata e la mancanza di sforzi espliciti per realizzare piani di rifusione dell’obiettivo 2050. Ad oggi non c’è nessun paese che sia vicino al raggiungimento degli obiettivi europei di Parigi, in media i paesi arrivano a circa un terzo del punteggio richiesto, nel migliore dei casi come in Spagna, superano di poco il 50%. La relazione valuta tutti i progetti di piani nazionali integrati per il clima e l’energia degli Stati membri presentati alla Commissione europea e li classifica in base ai seguenti criteri: il livello di ambizione climatica ed energetica, il livello di completezza delle politiche e delle misure descritte nei singoli Piani, la qualità e la completezza del processo di elaborazione. Secondo la classifica, Spagna e Francia sono in testa con il 52,4% e 47% rispettivamente, seguite da Grecia (44%) e Svezia (43%). Il piano climatico sloveno è l’ultimo con un punteggio del 3%, preceduto da Slovacchia (12%) e Germania (12%). Il punteggio medio per il blocco UE è del 29%. L’Italia con il 26,9%, si posiziona solo al 17°posto su 28, leggermente al di sotto della media europea. Legambiente sostiene da tempo la necessità che il nostro paese attui politiche più ambiziose per l’ambiente e propone 10 modifiche al Piano Energia e Clima che se attuate potrebbero assicurare il raggiungimento degli obiettivi di Parigi e la riduzione delle emissioni. Le dieci proposte prevedono un maggior sostegno alle energie rinnovabili con l’obiettivo di arrivare al 100% di energie pulite, spinta alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ed efficienza energetica per diminuire i consumi e le emissioni, rafforzare il ruolo dei sistemi agricoli e forestali, decarbonizzazione, l’uscita dalle fossili attraverso per esempio l’eliminazione dei sussidi diretti e indiretti, misure per la mobilità sostenibile e la decarbonizzazione dei trasporti, politiche a favore dell’economia circolare, incentivi agli interventi di efficientamento e innovazione energetica nelle industrie. Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente sottolinea che l’Italia può ancore dotarsi di un Piano e di una Strategia di lungo termine più ambizioso ed in linea con la soglia critica di 1.5°C definita dall’accordo di Parigi. Nell’attuale PNIEC secondo Legambiente ci sono misure poco coraggiose per il clima, per esempio si “punta ancora sul gas come fossile di transizione, in sostituzione del carbone e prevede la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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