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COP24: una corretta azione per il clima potrebbe salvare un milione di vite

In occasione della COP24 in corso a Katowice in Polonia fino al 14 dicembre, l'OMS ha presentato un Rapporto che sottolinea che un'azione coraggiosa sul clima potrebbe salvare un milione di vite, creando ricchezza per i paesi. Ogni anno l'inquinamento causa 7 milioni di morti in tutto il mondo

 

COP 24: una corretta azione per il clima potrebbe salvare un milione di vite l'anno

 

Presentato alla COP24 in Polonia un Rapporto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che spiega i benefici per la salute e l'economia legati a una corretta attuazione dell'accordo di Parigi del 2015.


Un'azione coraggiosa sul clima che porti alla riduzione dell'inquinamento atmosferico, si legge nella nota stampa, potrebbe aiutare a salvare un milione di vite e garantire enormi benefici economici entro il 2050.


"L'accordo di Parigi è potenzialmente il più importante accordo sanitario di questo secolo", ha detto il Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'OMS. "E' infatti evidente che il cambiamento climatico sta già avendo un grave impatto sulla vita e sulla salute umana. Sono minacciati gli elementi più importanti legati alla qualità della salute, aria pulita, acqua potabile, cibo nutriente e rifugi sicuri".

Il rapporto "COP24 special report: health and climate change" sottolinea inoltre gli enormi benefici economici legati agli investimenti volti alla riduzione dell'inquinamento, che potrebbero rendere il doppio di quanto speso. Il ritorno sull'investimento è ancora maggiore per i paesi chiave nella lotta ai cambiamenti climatici, come la Cina e l'India.

 

I dati forniti nel rapporto fanno impressione: ogni anno l'inquinamento causa 7 milioni di morti in tutto il mondo e costa circa 5.11 trilioni di dollari in spesa per la salute. Nei 15 paesi che hanno le più alte emissioni di gas serra, si stima che l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute costi più del 4% del PIL.

Al contrario, le azioni per rispettare l'impegno di Parigi di mantenere il riscaldamento al di sotto dei 2 gradi Celsius, costerebbero circa l'1 per cento del PIL globale.

 

La Dott.ssa Maria Neira, Direttrice di Public Health, Environmental and Social Determinants of Health per l'OMS ha spiegato che "Il vero costo del cambiamento climatico si fa sentire nei nostri ospedali e nei nostri polmoni. L'onere per la salute legato all'inquinamento è ora così elevato, che il passaggio a scelte più pulite e sostenibili per l'approvvigionamento energetico, i trasporti e i sistemi alimentari si ripaga efficacemente. Quando si tiene conto della salute, la mitigazione dei cambiamenti climatici è un'opportunità, non un costo".

 

Il rapporto contiene raccomandazioni per i decisori politici su come affrontare contemporaneamente l'azione per il clima e le questioni di salute pubblica, tra cui politiche volte a ridurre le emissioni di carbonio e l'inquinamento atmosferico; la mobilitazione dei sindaci per attuare il cambiamento a livello locale; investimenti in strutture sanitarie "intelligenti".

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4/12/18

 

COP24: il tempo per limitare il surriscaldamento sta per scadere

 

Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite ha inaugurato la COP24 di Katowice in Polonia lanciando un drammatico appello: per molti paesi è ormai una questione di vita o di morte, non si può più perdere tempo

 

COP24: il tempo per limitare il surriscaldamento sta per scadere

 

Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato l'intenzione del Paese di uscire dall'Accordo di Parigi, Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite ha inaugurato la COP24 di Katowicecon un discorso durissimo in cui lancia un appello a tutti i paesi perché il tempo a nostra disposizione è davvero finito: "il cambiamento climatico è più veloce di noi e dobbiamo recuperare il ritardo prima che sia troppo tardi. Già oggi per molte persone e paesi, è una questione di vita o di morte". 

 

La conferenza delle Nazioni Unite sul clima di quest'anno è un momento chiave per l'attuazione dell'accordo di Parigi, attraverso la messa a punto di norme dettagliate e precise.

 

Anche se siamo testimoni di impatti climatici devastanti che provocano disastri in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza per evitare che le ripercussioni del surriscaldamento siano irreversibili e catastrofiche. Né stiamo facendo abbastanza per capitalizzare le enormi opportunità sociali, economiche e ambientali legate agli interventi per la sostenibilità ambientale.
Senza dimenticare che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi ridurrebbe l'inquinamento atmosferico, salvando oltre un milione di vite umane all'anno entro il 2030.

 

L'accordo di Parigi va reso operativo con azioni forti e concrete che prevedano che le comunità e le nazioni più fragili siano pienamente assistite: "Se falliremo, i ghiacci dell'Artico e l'Antartico continueranno a sciogliersi, i coralli si sbiancheranno e poi moriranno, gli oceani aumenteranno, più persone moriranno a causa dell'inquinamento atmosferico, la scarsità d'acqua affliggerà una parte significativa dell'umanità e il costo dei disastri sarà insostenibile". 

 

Nel suo discorso il segretario generale delle Nazioni Unite ha evidenziato gli impegni imprescindibili per una reale transizione verso un mondo sostenibile e a basse emissioni, a partire dalla diminuzione del 45% delle emissioni rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030, obiettivo al 2050 è emissioni pari a zero.

L'energia rinnovabile dovrà fornire metà o due terzi dell'energia primaria mondiale entro il 2050, con una corrispondente riduzione dei combustibili fossili.

 

Per combattere il cambiamento climatico la finanza ha un'importanza centrale: l'azione per il clima si deve sviluppare in cinque aree economiche chiave,  energia, città, uso del suolo, acqua e industria. Ciò significa costruire tutte le infrastrutture necessarie, eliminare i sussidi per i combustibili fossili e investire in tecnologie pulite, sostenere i lavoratori impiegati nella sostenibilità, assistere i paesi più vulnerabili.

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3/12/18

 

A Katowice fino al 14 dicembre aperti i negoziati per definire una precisa azione per la lotta al cambiamento climatico, con l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro la soglia critica di 1,5° C

 

La COP24 alla sfida per il clima

 

E' iniziata ieri in Polonia, a Katowice, la COP24, ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che vede riuniti fino al 14 dicembre i ministri e i negoziatori responsabili delle questioni ambientali di tutti i governi. Obiettivo della Conferenza delle Nazioni Unite è assicurare l'adozione di un pacchetto di misure a garanzia della corretta attuazione dell'accordo di Parigi firmato nel dicembre 2015 che, ricordiamo, chiede di limitare il surriscaldamento globale ben al di sotto di 2°C; possibilmente a 1,5°C.

 

Lo scenario in cui si svolge la COP24 è decisamente preoccupante per il clima e l'ambiente. In questo periodo infatti sono stati pubblicati importanti report che mostrano che il tempo a nostra disposizione è davvero finito: l'impatto dei cambiamenti climatici è sempre più catastrofico e senza interventi rigorosi non può che peggiorare.

 

Greenpeace evidenzia che i vari studi pubblicati nel 2018 tra cui l'Emissions Gap Report dell’UNEP, il rapporto di previsione sullo stato del clima 2018 dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale e l'Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC, hanno lanciato nuovi allarmi sollecitando interventi più urgenti da parte dei governi:

  • Se l’aumento delle temperature dovesse continuare al ritmo corrente, il riscaldamento climatico supererebbe la soglia di 1,5°C tra il 2030 e il 2052
  • Sono aumentati in maniera preoccupante i livelli di CO2, la stima è di 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017, nel 2015 in atmosfera c’erano 400,1 ppm
  • Il 2018 sarà probabilmente il quarto anno più caldo di sempre. Negli ultimi 22 anni ci sono stati i venti anni più caldi
  • Il rapporto “UNEP Emission Gap” rivela che i Paesi devono aumentare di cinque volte le riduzioni di emissioni di gas serra per garantire il rispetto dell’obiettivo 1,5°C

In questo scenario l'Unione europea sembra voler intensificare i propri sforzi e ha proposto un obiettivo “emissioni zero” al 2050. “Tuttavia – secondo Greenpeace- per restare entro 1,5°C questo obiettivo deve essere anticipato al 2040”.

 

Il WWF considera che la COP24 sia un'importante occasione per garantire il rispetto dell'accordo di Parigi. Il responsabile Clima ed Energia del WWF Internazionale, Manuel Pulgar-Vidal a questo proposito sottolinea: “I risultati di questa Conferenza fra i negoziatori delle Nazioni Unite sul clima, getteranno le basi per un progresso multilaterale e continuativo nella lotta contro il cambiamento climatico con il ritmo e la velocità necessari per essere all’altezza di ciò che afferma la scienza”.

 

L'associazione ambientalista evidenzia che perché ciò avvenga è necessario garantire il potenziamento urgente dell’azione climatica, anche attraverso finanziamenti e sostegni precisi per i paesi in via di sviluppo. Inoltre devono essere definiti con maggiore chiarezza e trasparenza gli impegni di riduzione assunti da ciascun Paese, che devono diventare più ambiziosi se si vuole attuare l'accordo di Parigi .

Sarebbe necessario che venissero presentati i nuovi e migliorati piani nazionali sul clima (NDC) entro il 2020.

 

Il WWF Italia ha lanciato da ieri su Twitter la campagna #GreenIsTheNewBlack ‘Lasciamo sotto terra le cattive energie’: obiettivo è invitare il Governo a spingere nel Piano Energia Clima, che deve essere presentato entro il 31 dicembre, su rinnovabili, efficienza e risparmio energetico.

 

Mauro Albrizio, responsabile dell’ufficio europeo di Legambiente, commenta che uno dei fattori che potrà assicurare il successo della COP24 sarà la capacità dell'Europa di svolgere un ruolo di leadeship, mettendo in campo una “Coalizione di Ambiziosi”, con il pieno coinvolgimento e supporto della Cina, in grado di ricreare lo spirito di Parigi. Solo in questo modo si potrà davvero vincere la sfida per il clima, assicurando nuova occupazione e crescita economica e accelerando la decarbonizzazione.

 

Dall'Europa può e deve partire l'impegno per raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, grazie a una Strategia climatica di lungo termine che sia molto più ambiziosa del 55% di riduzione delle emissioni entro il 2030”. 

 

Per Legambiente oltre al ruolo dell'Europa, per il successo di Katowice è fondamentale garantire con azioni forti e ambiziose la riduzione delle emissioni in linea con la soglia critica di 1.5°C, in modo da poter raggiungere zero emissioni nette entro il 2050 a livello globale.

 

Si potrà dire che la COP24 sarà stata un successo se verranno raggiunti questi 3 punti che permetteranno di tradurre in azione l’Accordo di Parigi:

  • adozione del cosiddetto “Rulebook” (PAWP – Paris Agreement Work Programme) ovvero le linee guida per rendere operativo l’Accordo di Parigi;
  • impegno dei governi ad aumentare entro il 2020 gli attuali impegni (NDCs), in linea con la soglia critica di 1,5°
  • adeguato sostegno finanziario ai paesi più poveri per far fronte ai loro impegni di riduzione delle emissioni e poter adattarsi ai mutamenti climatici in corso, attraverso un processo concordato per definire il nuovo obiettivo post-2025 che superi gli attuali 100 miliardi di dollari l’anno previsti entro il 2020.

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