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Dopo il GSE, che ha posticipato i termini per l’invio dati e documenti dei procedimenti per le rinnovabili, un po’ di ossigeno per gli operatori arriva dalle proroghe fissate da Arera e MISE. Arera accogliendo le richieste delle associazioni di settore con la delibera n. 86/2020/R/EE del 24 marzo ha spostato dal 1 aprile 2020 al 1 ottobre la data per i termini previsti dal provvedimento 149/2019/R/EEL, punto 3, sulle modalità di attuazione delle norme CEI 0-21 e CEI 0-16 edizione 2019, per l’attestazione in particolare della conformità attraverso un certificato rilasciato da un laboratorio di terza parte accreditato (e non solamente con una dichiarazione del costruttore). Fino al 30 settembre dunque l’attestazione di conformità sarà effettuata tramite dichiarazioni rese dai costruttori. Considerata l’emergenza sanitaria le associazioni hanno infatti evidenziato “rallentamenti significativi nelle attività operative dei laboratori di terza parte accreditati e degli organismi di certificazione a essi correlati funzionali al rilascio delle dichiarazioni di conformità alla Norma CEI 0-16 e CEI 0-21 per i dispositivi (sistemi di protezione di interfaccia, inverter, sistemi di accumulo) che dovranno essere installati su impianti la cui richiesta di connessione sarà presentata successivamente al 31 marzo 2020”, rendendo impossibile per questi impianti il completamento dell’iter di connessione nel rispetto dei tempi previsti. Una segnalazione dell’Enea del 30 marzo ha informato che il Ministero dello Sviluppo Economico, a causa dell’emergenza Covid-19, ha prorogato il termine per la trasmissione dei risparmi di energia conseguiti dai soggetti obbligati alle diagnosi energetiche da inviare all’ENEA dal 31 marzo al al 22 maggio 2020. La nota ricorda che vi sono dei soggetti obbligati per legge, tra cui le grandi aziende – con più di 250 dipendenti e con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro – le attività produttive cosiddette “energivore” e tutte le imprese che hanno implementato un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001. Sono considerate attività produttive energivore quelle che prevedono un utilizzo annuo di energia elettrica pari ad almeno 1 Gwh; un’iscrizione negli elenchi della Cassa per i servizi energetici ed ambientali (CSEA); un codice NACE prevalente compreso negli allegati 3 e 5 delle Linee guida dell’Unione Europea Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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