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Anima: Decreto fotovoltaico, la via più costosa per arrivare al 20/20/20

A meno che il decreto del cosiddetto IV Conto Energia per il fotovoltaico  non venga annullato e non venga ripensata la distribuzione degli incentivi tra le diverse tecnologie"  – afferma Sandro Bonomi, Presidente della federazione delle Associazioni nazionali dell'industria meccanica varia e affine di Confindustria – "chiediamo con la massima urgenza la creazione di uno strumento di incentivazione stabile per lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili termiche e per l'efficienza energetica in Italia".
 
Abbiamo assistito all'ennesimo autogol della politica che aveva la possibilità di far crescere il nostro Paese grazie alla manifattura che il mondo ci invidia. Gli italiani continueranno a pagare in bolletta un costo di prodotti molto spesso importati dall'estremo oriente.
 
"Se proprio bisognava chiedere ai cittadini un contributo" – continua Bonomi – "sono certo che chiunque avrebbe preferito destinarlo alla creazione di posti di lavoro in Italia finanziando l'industria delle Rinnovabili Termiche, in cui siamo tra i leader nel mondo". Si tratta di tecnologie assai efficienti e diverse volte meno costose del fotovoltaico. In questo caso le famiglie avrebbero pagato meno ottenendo di più, sia da un punto di vista energetico che dalla creazione di occupazione per i propri figli.
 
"In Francia e in Germania il livello degli incentivi per il fotovoltaico è notevolmente più basso, un settore considerato non strategico per la filiera industriale del Paese, mentre sono già in atto politiche di sostegno al termico. Alla luce di queste decisioni politiche non lamentiamoci se questi Paesi sono tornati ai livelli di produzione industriale pre-crisi e noi no". – prosegue Bonomi – "Fare industria in Italia è veramente difficile, ma chi ce lo fa fare? Alle Assise di Confindustria domani, forse, proporrò di sottoscrivere da parte degli imprenditori italiani una richiesta a Sarkozy per far migrare le nostre aziende in massa in territorio francese. Avremmo sicuramente più chance di sviluppo e sono certo che non avremmo problemi col visto…, ma amiamo l'Italia e siamo responsabili, per ora, professionalmente e socialmente" – conclude il Presidente Bonomi.

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