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Campanello d’allarme delle Nazioni Unite, dai cambiamenti climatici danni irreversibili

Il rapporto dell’Ipcc. La concentrazione di CO2 nell’aria non è mai stata così alta in due milioni di anni, ed è inequivocabile che la responsabilità è attribuibile alle attività dell’uomo. Solo forti riduzioni rapide (entro 10 anni) e su larga scala dei gas serra (CO2, metano e biossido di azoto) limiterebbero l’aumento medio della temperatura entro 1,5-2 gradi al 2100. Per il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres “questo rapporto è un codice rosso per l’umanità”

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Campanello d’allarme delle Nazioni Unite, dai cambiamenti climatici danni irreversibili

Ultimo campanello d’allarme dalla scienza sul clima e sul futuro della Terra. La concentrazione di CO2 nell’aria non è mai stata così alta in due milioni di anni, ed è inequivocabile che la responsabilità è attribuibile alle attività dell’uomo.

Tanta CO2 è all’origine del riscaldamento globale dell’atmosfera, della terra e degli oceani e provoca già catastrofi naturali, da alluvioni a siccità, dagli incendi allo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare. In modo evidente. Ormai, nessuna area del Pianeta è esclusa. Tutti i più importanti indicatori del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci) stanno cambiando a una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni, alcuni fenomeni già in atto sono irreversibili come l’innalzamento dei mari, che è avvenuto a una velocità mai vista negli ultimi 3mila anni.

Gli ultimi aggiornamenti diffusi dall’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) – il panel di esperti che studiano il cambiamento climatico su mandato delle Nazioni Unite – sono chiari; il pacchetto di preoccupazioni e reazioni sono contenuti nel rapporto ‘Cambiamenti climatici 2021 – Le basi fisico-scientifiche’, il primo dei tre volumi che andranno a formare il Sesto rapporto di valutazione che sarà pubblicato nel 2022. Arrivano a distanza di 8 anni dal precedente studio, sono stati approvati da 195 governi dell’Onu e indicano la strada per frenare la febbre della Terra.

Cambiamento climatico, c’è possibilità di salvezza?

Solo forti riduzioni rapide (entro 10 anni) e su larga scala dei gas serra (CO2, metano e biossido di azoto) limiterebbero l’aumento medio della temperatura entro 1,5-2 gradi al 2100, come indicato dall’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Diversamente, questo obiettivo sarà fuori da ogni portata, facendo aumentare il rischio di eventi meteo estremi.

Le attività umane sono responsabili di circa 1,1 gradi di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900. Ed è probabile che già nei prossimi due decenni le temperature aumenteranno di oltre 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali; con più 2 gradi, gli estremi di calore raggiungerebbero più spesso soglie di tolleranza critiche per l’agricoltura e la salute.

Il rapporto delinea cinque scenari a partire dal 2015 ma in tutti si stima che la temperatura superficiale globale continuerà ad aumentare almeno fino alla metà del secolo. Per le aree costiere ci si attende un continuo aumento del livello del mare per tutto il XXI secolo, ormai ogni anno, con inondazioni più frequenti e gravi ed erosione delle coste. Foreste, suoli e oceani – definiti i serbatoi di anidride carbonica – dal 1960 hanno assorbito il 56% della CO2 emessa nell’atmosfera ma si stanno esaurendo e entro il 2100 non riusciranno ad assorbire la stessa quantità di gas serra prodotti finora.

“Questo rapporto è un codice rosso per l’umanità – osserva il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – e deve suonare una campana a morto per il carbone e i combustibili fossili, prima che distruggano il nostro Pianeta”. Ma Greta Thunberg, l’attivista svedese con milioni di follower ormai maggiorenne rispetto agli inizi della sua battaglia, gela tutti: “Il nuovo rapporto dell’Ipcc non contiene vere sorprese. Conferma ciò che già sappiamo da migliaia di studi: che siamo in una situazione di emergenza. Possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze, ma non se continuiamo come oggi, e non senza trattare la crisi come una crisi”.

“Suona ancora una volta l’allarme climatico – scrive su twitter la presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen – solo riducendo le emissioni di gas serra a zero entro il 2050 possiamo limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi. L’Unione europea sta facendo la sua parte con la sua legge sul clima e le proposte al 2030 del Green deal. Tutti devono agire”.

Il G20 di ottobre a Roma e la Conferenza mondiale sul clima, la Cop26 di novembre a Glasgow, saranno l’ennesimo banco di prova per misurare gli impegni dei grandi Paesi.

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