La ceramica bioattiva che combatte l’inquinamento

La ceramica bioattiva utilizzata nei rivestimenti di facciata dei progetti Nunziare, che contiene biossido di titanio, aiuta a purificare l’aria, abbattere gli inquinanti e decomporre lo sporco che si crea sulle pareti

La ceramica bioattiva che combatte l'inquinamento di Nunziare

Nunziare è un brand della Cecere Management, azienda italiana guidata da un giovane manager e specializzata nei progetti di edilizia sostenibile. Il titolare Yari Cecere è profondamente convinto che cambiamento climatico e inquinamento si possano contrastare anche attraverso i progetti edili.

Gli immobili come sappiamo sono infatti responsabili di circa il 40% delle emissioni in atmosfera e solo la riqualificazione efficiente del nostro patrimonio edilizio e la realizzazione di nuove costruzioni sostenibili, potrebbe aiutare il nostro paese a raggiungere gli obiettivi fissati dalla COP21 di limitare il surriscaldamento entro 1,5°C.

Cecere si è specializzata nell’acquisto di immobili obsoleti che vengono abbattuti e ricostruiti a impatto 0, bonificando lo spazio e recuperando dove possibile i materiali.

Dal 2019 Nunziare sviluppa nuovi progetti immobiliari con attenzione assoluta a innovazione, efficienza e sostenibilità, in tutte le fasi, dall’avvio e gestione del cantiere alla scelta dei materiali e impianti a basso impatto ambientale. Ma non solo. Per contrastare l’inquinamento ambientale, l’azienda ha sviluppato un innovativo sistema: Yari Cecere, CEO di Cecere Management spiega che le facciate degli edifici sono rivestite “con una particolare ceramica bioattiva contenente biossido di titanio: in presenza di luce, attiva una reazione in grado di abbattere non solo i batteri, ma soprattutto gli inquinanti presenti nell’aria e decomporre lo sporco che si deposita sulla superficie delle piastrelle”.

Si tratta di uno speciale rivestimento mangia-smog, il biossido di titanio esposto alla luce è infatti in grado di degradare per ossidazione diversi composti, tra cui gli inquinanti e di permettere l’autopulizia delle superfici.

A dimostrazione dell’affidabilità, il sistema è stato testato da alcuni istituti di ricerca che hanno verificato che 1 mq del rivestimento è in grado di a depurare, in 8 ore d’esposizione al sole o luce artificiale, fino a 72 mc d’aria. Il che significa, si legge nel comunicato stampa, che “1000 m2 di facciata trattata con biossido di titanio riescono a purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure a eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 70 automobili nel corso di un’intera giornata”.

Oltre al rivestimento mangia smog, l’azienda sta avviando diversi progetti di “forestazione” degli edifici: è ormai risaputo infatti che le piante assorbono CO2, purificano l’aria, assicurano isolamento termico e acustico e garantiscono un corretto deflusso delle acque piovane sul terreno.

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