APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Il ruolo dei facilitatori e la nascita delle CERIncentivi del GSE e redistribuzione agli associatiTrattenute sugli incentivi: niente IVA e niente attività commercialeCosa cambia per il Terzo settore e la transizione energetica Le Comunità energetiche rinnovabili (CER) stanno diventando sempre più centrali nel panorama dell’energia sostenibile. Famiglie, imprese ed enti pubblici scelgono di condividere energia prodotta da fonti rinnovabili per ridurre i costi e contribuire alla decarbonizzazione. Tuttavia, la gestione economica delle comunità può creare delle perplessità quando si tratta di redistribuire gli incentivi ricevuti dagli associati. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 22/2026 del 9 febbraio, ha chiarito che le trattenute operate dalle CER sugli incentivi non costituiscono ricavo commerciale e, dunque, non sono soggette a IVA. Un segnale positivo per le CER, da tempo in attesa di chiarimenti di natura fiscale. Il ruolo dei facilitatori e la nascita delle CER Lo sviluppo delle CER richiede figure specializzate e un’attenta analisi della normativa in materia. Questi soggetti, detti facilitatori, accompagnano le comunità nella progettazione, nell’organizzazione e nella gestione dei flussi di energia, fornendo consulenza tecnica, supporto amministrativo e assistenza nella creazione delle relazioni tra produttori e consumatori. La presenza dei facilitatori è essenziale, perché garantisce che le CER possano operare in modo efficiente, rispettando la normativa e sfruttando al massimo gli incentivi disponibili. Le comunità stesse non sono altro che aggregazioni di famiglie, enti e imprese che scelgono di condividere energia prodotta da fonti rinnovabili, beneficiando di meccanismi incentivanti e favorendo la diffusione dell’autoconsumo condiviso. Questo modello da una parte assicura un notevole risparmio economico, dall’altro promuove un approccio collettivo alla sostenibilità energetica, riducendo la dipendenza dalle reti tradizionali. Incentivi del GSE e redistribuzione agli associati I contributi principali che sostengono le CER provengono dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e comprendono due voci fondamentali: la tariffa premio sull’energia condivisa il contributo ARERA, che mira a rimborsare alcune componenti tariffarie specifiche Gli importi vengono distribuiti agli associati “auto-consumatori”, ma la gestione tecnica e amministrativa delle operazioni comporta costi crescenti. Dal monitoraggio dei flussi elettrici alla contabilità interna, ogni fase richiede risorse e attenzione per garantire il corretto funzionamento della comunità. Quando le quote associative non sono sufficienti a coprire tali spese, le CER possono trattenere una parte degli incentivi prima della loro distribuzione. Grazie a questo meccanismo, si mantiene l’equilibrio economico-finanziario della comunità, evitando che il funzionamento dell’ente sia compromesso da carenze di liquidità. Trattenute sugli incentivi: niente IVA e niente attività commerciale Prima del chiarimento dell’Agenzia delle Entrate (risposta n. 22/2026), c’era molta incertezza sulle trattenute sugli incentivi, in particolare se potessero essere considerate corrispettivi per servizi aggiuntivi e quindi soggette a IVA. L’AdE ha confermato che queste somme non hanno natura commerciale, non costituiscono pagamento per servizi ulteriori e non offrono agli associati alcun beneficio aggiuntivo rispetto all’attività istituzionale della CER. In pratica, le trattenute funzionano come un meccanismo interno di sostenibilità economica, assimilabile a una compensazione delle quote associative necessarie per coprire i costi di gestione. Si tratta di un chiarimento molto importante, poiché consente alle CER di operare con maggiore trasparenza e sicurezza, senza incorrere in adempimenti fiscali aggiuntivi. Gli associati continuano a beneficiare degli incentivi secondo le regole previste, mentre l’ente può gestire in modo ordinato e sostenibile le spese operative. Cosa cambia per il Terzo settore e la transizione energetica Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate riguardava proprio un ente del Terzo settore, iscritto al RUNTS, che svolge attività istituzionali di supporto e divulgazione nel settore energetico. La conferma che le trattenute sugli incentivi non rientrano nel campo IVA rafforza il ruolo di queste organizzazioni nella promozione dell’energia rinnovabile e dell’autoconsumo condiviso. Gli enti del Terzo settore, quindi, possono continuare a sviluppare progetti di comunità energetiche, conciliando sostenibilità ambientale ed equilibrio economico. Un importante precedente per il futuro e lo sviluppo delle CER, spesso frenate da un sistema fiscale poco chiaro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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