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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Perché IRENA sposta il focus verso la sicurezza energeticaI numeri che sostengono il cambio di paradigmaLe azioni proposte da IRENA per passare dall’emergenza alla resilienza IRENA ha pubblicato un nuovo policy advisory che allarga il focus dall’indispensabile accelerazione della transizione energetica al ruolo delle rinnovabili per la sicurezza e la resilienza energetica e per ridurre l’esposizione sistemica dei Paesi agli shock dei mercati fossili. Il documento “From energy crisis to energy security: Actions for policy makers” nasce nel contesto attuale di forte instabilità internazionale dovuto alla crisi in Medio Oriente e prova a spostare il centro del dibattito pubblico dalla emergenza energetica alla costruzione di una vera sicurezza energetica fondata su generazione rinnovabile, accumuli, reti, elettrificazione e flessibilità della domanda. Secondo IRENA i sistemi energetici ancora fortemente dipendenti da oil & gas mostrano una fragilità strutturale. Quando si interrompono o si riducono i flussi internazionali di combustibili, l’impatto coinvolge, oltre che la bolletta energetica, trasporti, filiere industriali, sistemi alimentari, inflazione e attività economica, con effetti più pesanti sulle comunità più vulnerabili. In questo scenario, le rinnovabili diventano una componente di resilienza economica e geopolitica oltre che una tecnologia per la riduzione delle emissioni. Perché IRENA sposta il focus verso la sicurezza energetica L’analisi di IRENA parte da un dato numerico. L’Agenzia per le energie rinnovabili ricorda che nel 2025 la nuova capacità rinnovabile installata a livello globale ha raggiunto 692 GW, portando il totale mondiale a 5.149 GW e la quota delle rinnovabili al 49,4% della capacità elettrica installata complessiva. È un dato che mostra come la crescita delle FER non sta rallentando, ma continua a crescere anche in un contesto internazionale instabile. Non meno importante è il capitolo economico. Secondo IRENA, nel 2024 il 91% della nuova capacità utility scale rinnovabile è entrata in esercizio con un costo livellato dell’energia inferiore rispetto alla più economica alternativa fossile di nuova costruzione. Nello stesso arco temporale, dal 2010, il costo del fotovoltaico è diminuito dell’87%, quello dell’eolico onshore del 55% e quello dei sistemi di accumulo a batteria del 93%. Questo significa che il vantaggio competitivo delle rinnovabili non è più soltanto ambientale o regolatorio, ma strettamente industriale e finanziario. Nel policy advisory IRENA richiama un nodo centrale per l’evoluzione del sistema elettrico: l’integrazione tra generazione rinnovabile e accumulo. Secondo l’Agenzia, le soluzioni che combinano fotovoltaico e batterie possono già attestarsi su costi compresi tra 54 e 82 dollari/MWh, mentre per le configurazioni che abbinano eolico e storage l’intervallo sale a 59-94 dollari/MWh. Il confronto riportato nel documento aiuta a misurare la portata di questo cambiamento: la nuova generazione a carbone in Cina si colloca tra 70 e 85 dollari/MWh, mentre i nuovi impianti a ciclo combinato a gas negli Stati Uniti arrivano a circa 102 dollari/MWh. Il punto, quindi, non è soltanto installare più capacità rinnovabile, ma aumentare la capacità del sistema di renderla disponibile, flessibile e gestibile nel tempo. Su questo terreno si gioca oggi una parte crescente della sicurezza energetica. I numeri che sostengono il cambio di paradigma Qui sotto una sintesi dei principali dati richiamati da IRENA, utile per leggere il passaggio da “crisi energetica” a “sicurezza energetica” in termini tecnici ed economici. Indicatore Valore Lettura Nuova capacità rinnovabile globale nel 2025 692 GW Conferma una crescita record anche in fase di tensione geopolitica Quota rinnovabili sulla capacità installata mondiale 49,4% Le FER sono ormai una componente strutturale del sistema elettrico Nuovi impianti rinnovabili utility scale più convenienti dei fossili 91% La competitività economica rafforza la logica di sicurezza energetica Riduzione costi dal 2010 FV -87%, eolico onshore -55%, batterie -93% Il cambio di scenario è dovuto anche alla maturità industriale delle tecnologie Prezzo medio sistemi turnkey di battery storage Circa 140 USD/kWh Lo storage diventa un abilitatore sempre più accessibile Nuova capacità storage nel 2025 Circa 247 GWh La flessibilità entra stabilmente nella progettazione dei sistemi energetici Il documento propone anche casi concreti per mostrare come gli investimenti già fatti in rinnovabili, accumuli ed elettrificazione abbiano attenuato l’esposizione agli shock fossili. IRENA richiama, tra gli altri, Spagna e Portogallo in Europa, oltre a Cina, India e Pakistan in Asia. Nel caso spagnolo, il brief segnala che il gas arriva a definire il prezzo dell’elettricità solo il 15% del tempo, mentre in Italia questa incidenza sale all’89%, a conferma di una maggiore dipendenza del sistema elettrico dalla marginalità del gas. Le azioni proposte da IRENA per passare dall’emergenza alla resilienza IRENA propone differenti misure secondo tre orizzonti temporali: breve periodo, medio periodo e lungo periodo. Nel breve periodo, ossia nei primi sei mesi, IRENA suggerisce di accelerare la diffusione delle rinnovabili distribuite per sostenere servizi pubblici e infrastrutture essenziali, di spingere mini-grid ibride FV+batterie nelle aree remote o debolmente elettrificate, di ridurre i picchi di domanda attraverso campagne informative e misure regolatorie, di introdurre rapidamente tariffe time-of-use (differenziate per fascia oraria) per spostare i consumi nelle ore di maggiore produzione rinnovabile e di rafforzare gli incentivi fiscali all’elettrificazione. A ciò si aggiungono misure per il trasporto, come la spinta a due e tre ruote elettriche nelle economie emergenti, il supporto alla mobilità pubblica elettrica. Nel medio termine, tra sei e dodici mesi, l’accento si sposta sui colli di bottiglia che oggi frenano l’integrazione delle FER: permitting, continuità dei finanziamenti, adattamento degli strumenti di policy all’inflazione e ai maggiori costi di filiera, sviluppo di battery energy storage systems. IRENA inserisce anche il rilancio delle soluzioni per il calore rinnovabile, dal biogas e biometano da residui alle pompe di calore residenziali, fino ai collettori solari termci e all’ammodernamento dei sistemi di teleriscaldamento. Nel medio-lungo periodo IRENA indica una traiettoria precisa: servono regole stabili per attrarre investimenti, una pianificazione energetica che integri l’elettrificazione, filiere più solide per tecnologie e infrastrutture, iter più rapidi per i progetti ibridi e un sostegno più deciso all’elettrificazione industriale. In questo quadro rientrano anche le mini-grid rinnovabili con batterie, che il documento considera una leva concreta di sicurezza energetica, soprattutto nei territori più esposti alla dipendenza dai combustibili importati. Il punto, per IRENA, non è soltanto aumentare la quota di rinnovabili, ma rendere il sistema energetico meno vulnerabile alla volatilità di gas e petrolio. Questo significa più flessibilità, più accumuli, più integrazione tra reti, mobilità elettrica, calore elettrificato e generazione distribuita. In questa prospettiva, la sicurezza energetica non coincide più solo con l’approvvigionamento, ma con la capacità del sistema di restare operativo e sostenibile anche in presenza di shock esterni. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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