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Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria 17/09/2026
Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha identificato scenari energetici compatibili con il mantenimento del riscaldamento globale al di sotto 1,5°C o 2°C rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte di questi scenari prevede una crescita molto rapida delle rinnovabili, si va da una media dell’1,4% di elettricità globale all’anno sia per l’energia eolica che il solare, a oltre il 3% negli scenari più ambiziosi del fotovoltaico. I ricercatori della Chalmers University of Technology e Lund University in Svezia e della Central European University di Vienna, in Austria, che hanno analizzato il tasso di crescita delle rinnovabili in 60 paesi spiegano però che, a livello globale, siamo molto indietro rispetto agli obiettivi climatici. Praticamente nessun paese si sta muovendo abbastanza velocemente per evitare un riscaldamento globale coerente con il target fissato dalla COP di Parigi. Misurare e prevedere la crescita di nuove tecnologie come le energie rinnovabili è difficile, perché non crescono in maniera lineare, spiega Jessica Jewell, professore associato di transizioni energetiche alla Chalmers University of Technology: generalmente la curva a S all’inizio accelera esponenzialmente, poi si stabilizza e alla fine, quando il mercato si satura, rallenta. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo modello matematico per misurare la curva ad S e il tasso di crescita massimo nell’ambito delle rinnovabili. Analizzando i 60 paesi hanno scoperto che il tasso di crescita massimo per l’energia eolica onshore è in media lo 0,8% della fornitura totale di elettricità all’anno, e per il solare è dello 0,6%, entrambi sono molto più bassi degli scenari dell’IPCC. Una crescita sostenuta maggiore del 2% all’anno per l’eolico e dell’1,5% per il fotovoltaico si è verificata solo in paesi più piccoli come Portogallo, Irlanda e Cile. “Tra i paesi più grandi, solo la Germania è stata finora in grado di sostenere una crescita dell’energia eolica onshore paragonabile agli scenari mediani di stabilizzazione del clima. Ci possono essere dei limiti alla velocità di espansione dell’eolico e del solare e quindi dovremmo analizzare la fattibilità di altre soluzioni climatiche, specialmente per le economie asiatiche in rapida crescita come l’India e la Cina”, dice Aleh Cherp, professore di scienze ambientali e politiche all’Università Centrale Europea e alla Lund University. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Energy. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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