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La Regione Lombardia stanzia 2,5 milioni per efficientamento energetico delle carceri

Riduzione dei consumi, risparmio energetico e riqualificazione di strutture obsolete

Gli Assessorati regionali all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile e alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione hanno promosso un interessante  progetto per l’efficientamento energetico (impianti a pompa di calore) per le carceri lombarde con l’obiettivo sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale, ridurre i consumi, aumentare il risparmio energetico e la riqualificazione di strutture spesso vecchie.

L’assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi ha sottolineato: “Abbiamo messo a disposizione2,5 milioni di euro. Insieme al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Provveditorato regionale) sono state individuate alcune strutture di detenzione in Lombardia che presentano gravi carenze, sia con riferimento allo stato degli involucri edilizi, che agli aspetti impiantistici, con particolare riguardo alla climatizzazione invernale. Di questa situazione si è resa conto anche la ‘Commissione Speciale situazioni carcerarie in Lombardia’ del nostro Consiglio regionale, che nei mesi di febbraio e aprile ha visitato alcune carceri”.

L’importo dei lavori è di poco superiore ai 2 milioni di euro, destinati per il momento al carcere di Varese (108.475 euro), a Busto Arsizio (223.984); alla casa circondariale di Opera (925.388 euro), a quella di Cremona (271.998), a Lodi (112.514), a Bergamo (227.700), a Voghera (194.705), cui si aggiungono i costi relativi all’Iva sulle opere, sulle spese tecniche e all’allacciamento ai pubblici servizi. Gli interventi saranno realizzati entro la fine di ottobre 2015.

“La presenza di alcune criticità – ha precisato Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione di Regione Lombardia – comporta limitazioni all’utilizzo delle strutture, con perdita di spazi destinati alla detenzione e conseguente sovraffollamento delle aree rimanenti e peggioramento delle generali condizioni di vita e di sicurezza della custodia. Tanto che il Paese è a rischio infrazione da parte della Unione europea proprio con riferimento alla condizioni di detenzione, che non rispecchiano gli standard previsti”. Da qui la scelta di intervenire, da parte della Regione, per “un miglioramento delle condizioni di detenzione e diminuzione dei consumi energetici e delle relative emissioni”, con l’installazione della cosiddetta ‘tecnologia a pompa di calore’.

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