La scuola italiana insicura e non sostenibile

Ecosistema Scuola 2017: il triste quadro delle scuole italiane, poco sicure e inefficienti

Dossier legambiente Ecosistema Scuola

Legambiente ha pubblicato il Dossier Ecosistema Scuola, Rapporto giunto alla XVIII edizione, dedicato alla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi.

La fotografia che emerge non è lusinghiera per l’edilizia della scuola, fatta da edifici vecchi, per il 60% costruiti prima del 1976 e che necessiterebbero di importanti interventi di manutenzione.

L’Associazione ambientalista denuncia prima di tutto la mancanza di un’anagrafe scolastica completa e precisa, che potrebbe aiutare a pianificare risorse ed interventi di messa in sicurezza.

Un altro aspetto importante, sottolinea la presidente di Legambiente Rossella Muroni, è quello del finanziamento delle diagnosi statiche ed energetiche di tutti gli edifici, così da avere entro il 2020 il fascicolo di fabbricato per ogni scuola d’Italia. “Occorre ridurre e semplificare le linee di finanziamento per la riqualificazione edilizia e stabilire priorità precise d’intervento basate sull’obiettivo, sull’età dell’edificio e sulla situazione di rischio dell’area su cui la scuola insiste”.

Per quanto riguarda l’anagrafe scolastica oggi è incompleta perché sono più di 6000 le strutture che mancano all’appello, e imprecisa, con ben 14.711 registrati nel sistema due volte, con gli stessi dati.

Nel Dossier si legge che il 41% degli edifici scolastici è in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; il 43% di questi risale a prima del 1976, e cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica.

In quattro anni sono stati finanziati 992 progetti tra interventi per adeguamento sismico e nuovi edifici, di cui solo il 3,5% del totale, in aree a rischio elevato.
Continuando così ci vorranno “solo” altri 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree più fragili del Paese.

Gli enti locali inoltre evidenziano l’urgenza di interventi di manutenzione importanti.
Dei 9,5 miliardi messi a disposizione dal 2014 per il miglioramento dell’edilizia scolastica, solo 4 miliardi sono stati finanziati per la realizzazione di 12.271 interventi, di cui però risultano conclusi solo la metà.
L’investimento fatto ha inciso pochissimo sulle riqualificazioni necessarie, con solo 437 nuove scuole e pochi interventi finalizzati all’efficientamento energetico e alle energie rinnovabili (9% del totale pari a 1.054 sui 12.271 totali), e solo 505 interventi di adeguamento sismico (4%).

Anche per quanto riguarda efficienza e uso di fonti rinnovabili, i dati sono pessimi: solo lo 0,3% degli edifici si trova in classe A e solo il 4,2% nelle prime tre classi energetiche (A, B, C), mentre la metà degli edifici si trova ancora in classe G. Inoltre, solo il 18% degli edifici utilizzano fonti rinnovabili, nonostante l’entità dei fondi dedicati e i potenziali vantaggi in termini di risparmio energetico ed economico.

Nello studio però spazio anche alle buone notizie, con gli esempi di dieci scuole virtuose e innovative realizzate secondo criteri di bioedilizia e di efficientamento energetico, edifici che dovrebbero essere presi ad esempio per un reale e grande progetto di riqualificazione di cui il patrimonio edilizio scolastico.

In Italia ci sono anche scuole innovative e sostenibili

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