Lo storico Nastrificio Bonicatti trasformato secondo i principi della bioedilizia

Lo storico Nastrificio Bonicatti è sottoposto a un importante intervento di riqualificazione efficiente che ne permetterà la trasformazione sostenibile, rientrando nella cerchia delle più grandi costruzioni italiane in bioedilizia.

Lo storico Nastrificio BonicattiI lavori di riqualificazione del Nastrificio, ubicato a San Mauro Torinese, sono stati avviati di recente e hanno lo scopo di riconvertire la destinazione dello storico edificio trasformandolo in un’architettura sostenibile ottenuta seguendo i principi della bioedilizia. Il nuovo edificio porterà il nome di Nastrificio 271.

L’area sottoposta a recupero si estende per circa 4400 metri quadrati e i vecchi capannoni insediativi saranno sostituiti da una delle più grandi costruzioni italiane in legno e bioedilizia il cui progetto porta le firme degli architetti Luca Piazza e Giulia Gobin, dello studio Landmark di Rivoli Torinese.Vista dell'ex fabbrica di nastriL’idea nasce come una sfida. Non c’è stato un incarico diretto dal committente, ma siamo stati noi, come team di progettisti, a proporre un progetto che stava prendendo forma nelle nostre teste – spiegano gli architetti Gobino e PiazzaLa possibilità di riconvertire un edificio industriale in edificio residenziale, l’opportunità di riqualificare un’area al confine di Torino ma ai piedi della collina di Superga, l’occasione di sfruttare le tecnologie costruttive utilizzate ormai da decenni nel Nord Europa. Insomma: la possibilità di creare concretamente quel progetto che spesso si fantastica durante gli studi universitari, i convegni sulla sostenibilità, i dibattiti sulla direzione da prendere anche in architettura“.

Il progetto di riconversione del Nastrificio in bioedilizia

Al posto della storica fabbrica un tempo dedicata alla produzione di nastri sorgerà Nastrificio 271, un complesso residenziale in bioedilizia costituito da 10 appartamenti di pregio, ottenuti adottando tutte le migliorie possibili e installando impianti d’ultima generazione.Rendering del futuro complesso residenziale in bioediliziaAlla demolizione seguirà la completa ricostruzione in sagoma, secondo la forma preesistente del 1800, ottenuta utilizzando materiali di tipo naturale, fonti rinnovabili e uso massiccio del legno grazie al quale i serramenti offriranno una miglior performance energetica.

I costi del progetto si aggirano intorno ai 3 milioni di euro e la durata ipotizzata per la sua realizzazione completa è di un anno.

L’utilizzo della tecnologia in X-Lam

Il complesso residenziale in bioedilizia sarà realizzato impiegando la tecnologia costruttiva in X-Lam che darà forma alla struttura portante grazie alla sua staticità, equiparabile a quella del cemento e all’acciaio.Complesso residenziale in X-LamLa struttura sarà instaurata su di un basamento in cemento armato rivestito con intonaco di colore scuro per enfatizzare lo sbalzo, mentre la facciata dell’edificio sarà finita a intonachino colorato in pasta e i blocchi aggettanti delle logge rivestiti con pannelli di lamiera tipo “Prefa”.

Sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici atti a garantire la produzione di energia elettrica pulita destinata ai locali comuni.

Tutti gli accorgimenti utilizzati hanno lo scopo di dare forma a un edificio sostenibile a basso consumo; ecco che la scelta di utilizzare il legno diviene fondamentale per enfatizzare le prestazioni isolanti e raggiungere elevati livelli di comfort interno.Porzione del complesso residenzialeRealizzare una struttura in X-Lam permette di ottenere diversi vantaggi tra cui: resistenza sismica e al fuoco,  elevata efficienza energetica, contributo attivo nella coibentazione dell’involucro edilizio, grazie alla bassa conduttività termica del materiale, migliore isolamento acustico, sostenibilità ambientale e durabilità nel tempo.

La progettazione degli impianti

Anche il progetto degli impianti è stato realizzato prestando la massima attenzione al risparmio energetico, motivo per il quale è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici con pompe di calore per l’alimentazione degli impianti radianti a pavimento aventi funzione di riscaldamento e raffrescamento degli ambienti interni con sistema di deumidificazione dell’aria.

Il complesso residenziale sfrutterà, inoltre, la presenza di una vasca di raccolta delle acque meteoriche, posizionata in prossimità dell’ingresso, grazie alla quale sarà possibile sfruttare l’acqua recuperata per l’irrigazione delle aree verdi comuni.

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