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Daniela Petrone, Vice Presidente ANIT, ci propone un’interessante analisi della SEN, considerando obiettivi e priorità di azione mirati al 2030, con particolare riguardo ai temi dell’efficienza energetica La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è un documento di pianificazione e indirizzo in materia energetica, elaborato da due Ministeri, Sviluppo Economico e Ambiente, con lo scopo di indicare obiettivi e priorità, a breve e lungo termine, atti a garantire sia maggiore sicurezza negli approvvigionamenti sia il raggiungimento degli obiettivi ambientali definiti per l’Italia a livello europeo. La SEN 2017 in linea con la SEN 2013 si è posta tre principali obiettivi e sei priorità di azione mirati al 2030. Gli Obiettivi SEN 2017, coerenti con il piano dell’Unione dell’Energia sono: 1. Competitività: ridurre il gap di prezzo dell’energia allineandosi a prezzi UE, in un contesto di prezzi internazionali crescenti attraverso: Una progressiva convergenza del mix generativo a livello UE e riduzione costo delle rinnovabili Interventi a tutela dei settori industriali energivori Riduzione spesa energetica per effetto dell’efficienza e dell’evoluzione tecnologica 2. Ambiente: raggiungere obiettivi ambientali Clima-Energia, in linea con gli obiettivi COP21 attraverso un Piano clima-energia Italia che tenga anche conto di investimenti crescenti in efficienza energetica e di un ulteriore impulso alle Fonti energetiche rinnovabili. 3. Sicurezza: migliorare la sicurezza di approvvigionamento, l’adeguatezza e la qualità delle reti gas ed elettrica per: l’ integrazione di quantità crescenti di FER e nuovi scenari europei la Gestione dei flussi e punte di domanda gas variabili la diversificazione delle fonti e rotte di approvvigionamento gas per motivi geopolitici La crescita economica sostenibile sarà conseguenza dei tre precedenti obiettivi e sarà perseguita focalizzandosi sulle seguenti sei priorità di azione: 1. Lo sviluppo delle rinnovabili 2. L’efficienza energetica 3. Sicurezza Energetica 4. Competitività dei Mercati Energetici 5. L’accelerazione nella decarbonizzazione del sistema: il phase out dal carbone 6. Tecnologia, Ricerca e Innovazione Priorità di azione: Efficienza energetica Se si guarda all’analisi proposta dalla SEN 2017 sul tema efficienza energetica, il punto di partenza al 2015 dell’Italia presenta performance elevate in termini di efficienza energetica rispetto agli altri Paesi europei. L’intensità energetica in Italia è pari a circa 100 tep (tonnellata equivalente di petrolio) per milione di euro di PIL nel 2015, in leggero incremento rispetto al 2014 (+2,5%), ma comunque ben al di sotto della media UE 28 di 120 tep per milione di euro di PIL. E’ anche vero però che se si guarda alla evoluzione della intensità energetica dal 2000 al 2015, confrontando l’Italia con il dato medio di UE, di Germania e Francia, ci si rende conto che proprio l’Italia ha avuto il minor decremento negli anni di tale intensità energetica. Nel 2000 il punto di partenza dell’Italia pari a 111 tep per unità di PIL era comunque al di sotto della media europea, ma secondo la Direttiva Europea oggi in discussione occorrerà ridurre ulteriormente i consumi al ritmo dell’ 1-1,5% all’anno. Serve dunque impegno e strategia a lungo termine che focalizzi l’attenzione e l’impegno su quei settori maggiormente energivori. Dalla SEN si apprende che il consumo di energia primaria è pari a circa 150 Mtep, mentre il consumo di energia finale è circa 116 Mtep (dati 2015). Come riportato nella figura di seguito il calore rappresenta la quota più importante, pari a circa 45% del totale; per quanto riguarda gli usi settoriali, il trasporto è il settore a più alto consumo (pari a circa 34% del totale), seguito da residenziale e industria. Consumi finali di energia 2015, % su consumi totali Gli sforzi, concreti e operativi, dovranno focalizzarsi sui settori residenziale e trasporti. La riqualificazione del parco immobiliare rappresenta una importante occasione di miglioramento del territorio e di rilancio per il settore dell’edilizia e come riconosciuto nelle parole della stessa SEN, il settore residenziale è stato fino ad oggi presidiato da strumenti poco efficaci ed efficienti, mentre il settore trasporti poco presidiato. Proprio con particolare riferimento a questi due settori, la Strategia Energetica nazionale, si pone l’obiettivo di 9 Mtep/anno al 2030, pari a circa 0,9 Mtep di risparmio annuale da nuovi interventi nel periodo 2021-2030. Per raggiungere questo obiettivo, la SEN individua una serie di possibili iniziative di specifico potenziamento dell’efficienza energetica nel settore residenziale: 1. Revisionare il meccanismo delle detrazioni fiscali 2. Introdurre il Fondo di garanzia per eco-prestito 3. Introdurre il regime obbligatorio di risparmio anche in capo ai venditori di energia 4. Introdurre misure specifiche per la riqualificazione edilizia ed efficienza energetica anche nel Social Housing, per prevenire la povertà energetica (fenomeno che interessa 4.8 milioni di persone). La revisione del meccanismo delle detrazioni fiscali (ecobonus) definita al punto 1, prevede di: riorganizzare lo strumento in coerenza con i meccanismi di incentivazione per l’antisismica e la ristrutturazione edilizia introdurre massimali unitari di spesa per tipologia di intervento con una limitazione dei costi di sistema per intervento modulare la percentuale in detrazione in relazione al risparmio atteso dall’intervento prevedendo la possibilità di premiare gli interventi più efficienti e orientare il meccanismo verso interventi radicali sull’edificio (deep renovation) con miglior rapporto costo-efficacia stabilizzare il meccanismo delle detrazioni fiscali estendere la portabilità del titolo al fine di agevolare il coinvolgimento degli operatori e anche di istituti finanziari almeno per interventi radicali sull’edificio Di fatto, finora, lo strumento delle detrazioni fiscali è stato rilevante e trainante è evidente dallo schema che segue in cui sono messi a confronto per ognuno dei settori energivori i principali strumenti messi in atto per l’efficienza energetica da cui se ne evince l’efficacia. L’introduzione del Fondo di garanzia per eco-prestito, definito al punto 2, consetirebbe : di coprire il rischio di insolvenza del proprietario dell’immobile la portabilità dell’ecobonus verso istituti finanziari migliorerebbe ulteriormente l’efficacia L’ecoprestito con finanziamento a tasso agevolato è sicuramente una forma di apporto finanziario a basso costo positiva e tale da consentire anche ai non abbienti di riqualificare energeticamente la propria abitazione. Il fondo di garanzia potrà sostenere i piccoli consumatori nel realizzare interventi ad alto investimento iniziale, privilegiando le tipologie di intervento standardizzato con risparmi energetici certi sulla base di una lista preventivamente predisposta sulla base di parametri prestabiliti (e.g. classe energetica dell’edificio, zona climatica, tipologia di intervento). Conclusioni Sarebbe stato auspicabile che la nuova proposta di SEN 2017 a distanza di 4 anni dalla precedente considerasse scenari di più lungo periodo, fissando obiettivi concreti e non tendenze per alcuni decenni, fino al 2050. Una visione al 2050 avrebbe consentito di programmare meglio gli investimenti per le infrastrutture necessarie ed evitare investimenti non strategici. E’ importante inoltre, per garantire affidabilità e specificità al documento programmatico, tradurre la SEN in atti attuativi adottandola con leggi (come nel caso francese o tedesco) e non con atti amministrativi poi facilmente modificabili. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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