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Eni Award 2009: designati i vincitori

Sono stati attribuiti i riconoscimenti del premio Eni Award, istituito per  promuovere la ricerca e l'innovazione tecnologica nel campo dell'energia sostenibile. Quattro sono i premi attribuiti in questa edizione: Nuove Frontiere degli Idrocarburi, Energie Rinnovabili e Non Convenzionali, Protezione dell'Ambiente, Debutto nella Ricerca.
Il Comitato Promotore di Eni Award, presieduto dall'Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, nel comunicare i nomi dei vincitori, ha espresso il proprio ringraziamento ai componenti della Commissione Scientifica, tra i quali, espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale, si annoverano due premi  Nobel.
Il Premio Nuove Frontiere degli Idrocarburi è stato assegnato ex aequo ad Alan G. Marshall (USA) e a Tony Settari (Canada). Il Premio ha per oggetto la ricerca sulle tecnologie innovative e di frontiera per l'esplorazione, il recupero avanzato, lo sviluppo, la raffinazione, il trasporto e la distribuzione di petrolio e gas naturale.
Il Premio Energie Rinnovabili e non Convenzionali è stato assegnato a Martin Green. Il Premio riconosce i risultati di ricerca e sviluppo avanzato nel campo delle fonti di energia rinnovabili e non convenzionali.
Martin  Green è Inaugural Australian Federation Fellow e Scientia Professor alla New South Wales University di  Sidney, con il suo gruppo di ricerca si è concentrato sull'identificazione dei fattori che limitano concettualmente  l'efficienza delle celle solari e ad oggi può vantare il record di efficienza delle celle al silicio, pari al 25%. Il suo lavoro innovativo sulle celle di terza generazione ha l'obiettivo di aumentare sempre più le prestazioni delle celle solari riducendone i costi di fabbricazione e contribuendo ad affrontare le sfide poste dalla crescente domanda di energia pulita tramite l'utilizzo su grande scala dell'energia solare.
Il Premio Protezione dell'Ambiente è stato assegnato a Gerard Ferey, professore straordinario presso l'Université de Versailles. Il Premio intende riconoscere risultati rilevanti di ricerca e innovazione nel campo dell'impatto delle attività umane sull'ambiente naturale, con riferimento ad approcci sia di tutela sia di risanamento ambientale, con un particolare focus rivolto a ricerca e tecnologie innovative per l'abbattimento di inquinanti locali e gas serra quali la CO2.
La ricerca premiata riguarda la messa a punto di nuovi materiali (sistemi solidi cristallini a pori larghi) per l'assorbimento selettivo di molecole organiche componenti di miscele complesse (gas, liquidi, molecole biologicamente attive). Attraverso ricerche di frontiera è riuscito a sviluppare strutture in grado di assorbire e immagazzinare a temperatura ambiente gas quali monossido e biossido di carbonio (CO, CO2), metano (CH4), solfuro di idrogeno (H2S), ossidi di azoto e di zolfo (NOx, SOx) con risultati straordinari: uno dei materiali messi a punto è  in grado di assorbire fino a 400 volumi di CO2 per volume di solido. I suoi lavori aprono affascinanti orizzonti per la tutela ambientale, individuando una strada realistica ed efficiente per la cattura di gas inquinanti e pericolosi e lo stoccaggio di fonti e vettori energetici.
I due Premi Debutto nella Ricerca, destinati a giovani studiosi  per  favorire e valorizzare la ricerca in Italia, sono stati assegnati ad Alberto Cuoci e a Loredana De Rogatis e riguardano le medesime materie dei tre premi internazionali: la  ricerca e innovazione tecnologica nel campo degli idrocarburi, delle energie rinnovabili e non convenzionali e la tutela e ripristino dell'ambiente.                                                                                                                                                                                                                    Alberto Cuoci ha presentato la Tesi di Dottorato di Ricerca discussa presso il Politecnico di Milano dal titolo ‘Formazione di inquinanti in flussi reattivi turbolenti. Interazioni tra chimica e turbolenza' La sua ricerca costituisce un significativo contributo per la caratterizzazione della formazione degli ossidi di azoto e quindi per la progettazione di dispositivi di combustione non inquinanti ed efficienti.
Loredana De Rogatis ha presentato la Tesi di Dottorato discussa presso l'Università di Udine dal titolo ‘Disegno di catalisi nanostrutturate per la produzione di H2 e l'idrogenazione di CO2'.  La sua ricerca si prefigge l'obiettivo di individuare una nuova classe di catalizzatori per la produzione di idrogeno da varie fonti: metano, metanolo, etanolo. Il lavoro è completato da uno studio sull'idrogenazione catalitica della CO2.

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