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Fonti rinnovabili: il ruolo dei piccoli comuni

Piccoli comuni laboratori di innovazione ed esempi avanzati di buon governo del territorio: sono numerosi quelli che hanno scelto il futuro e l’ambiente, sostenendo le energie rinnovabili e l’efficienza. Di queste buone pratiche e delle alleanze possibili per lo sviluppo dell’energia verde tra cittadini, enti locali e imprese si è parlato a Roma in un incontro organizzato da Enel Green Power e Legambiente - nell’ambito di Voler Bene all’Italia, la festa dei piccoli comuni italiani che si festeggerà quest’anno il 19 aprile - per fare il punto sugli ultimi progressi del fotovoltaico, della geotermia e dell’eolico in quel 72% dei comuni italiani con meno di 5.000 abitanti.
Proprio qui infatti, l’applicazione delle fonti energetiche rinnovabili ha conosciuto negli ultimi anni il maggior incremento, dando corpo sul territorio italiano a un nuovo modello di generazione distribuita. Il rapporto Comuni Rinnovabili 2009 di Legambiente ha censito 5.991 Comuni con almeno una fonte rinnovabile installata all’interno del territorio comunale. Di questi 3.851 sono Piccoli Comuni, pari al 64% dei comuni rilevati nel rapporto e al 65% dei 5.835 piccoli comuni totali.
Sul fronte delle imprese, a fianco di Legambiente e dei comuni, Enel Green Power, la nuova società di Enel per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia e all’estero che, con 17 miliardi di chilowattora prodotti da acqua, sole, vento e calore della terra, è il primo operatore di settore a livello mondiale per capacità produttiva. "Le risorse disponibili - ha dichiarato Francesco Starace Presidente di Enel Green Power - i costi tecnologici, le politiche di incentivazione, la semplificazione degli iter autorizzativi, la vivacità dell’industria collegata e anche lo stimolo proveniente dal consumatore-cittadino nel desiderare un mix energetico più sostenibile, sono i maggiori volani dell’energia “pulita” che è una delle principali leve per ridurre nel mondo i rischi di mutamento climatico e aumentare anche nel nostro Paese la sicurezza ambientale e degli approvvigionamenti. L’esempio dei piccoli comuni che testimoniano oggi sono il modello sostenibile al quale puntare".
"Oggi i territori hanno in mano delle opportunità straordinarie per realizzare politiche energetiche sostenibili  che progressivamente portino a liberare città e regioni dalla dipendenza delle fonti fossili - ha aggiunto Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente -. Ma per farlo hanno bisogno che Regioni e governi fissino la cornice entro cui questi interventi possano diventare realtà. In modo da scegliere il più adatto mix di diffusione delle fonti rinnovabili nei diversi ambiti per realizzare gli obiettivi dell’Unione europea per contrastare il mutamento climatico. Per rendere possibile un'accelerazione degli interventi occorre immaginare anche un nuovo ruolo delle politiche pubbliche, che fissino gli obiettivi e il quadro delle regole, che vigilino sui risultati e garantiscano gli investimenti fondamentali nelle reti e nella ricerca".
 
Ecco perché Legambiente e Enel Green Power, nel rinnovare la loro collaborazione per Voler Bene all’Italia, sottolineano l’importanza di una semplificazione delle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili nel nostro Paese. La complessità delle procedure, infatti, è un problema riconosciuto da tutti gli operatori del settore e le difficoltà nell’approvazione degli impianti riguardano sia piccoli sia grandi interventi.
Per evitare di avere in ogni Regione normative diverse, occorre approvare quanto prima le Linee Guida per l’approvazione dei progetti di impianti da fonti rinnovabili previste dal DL 387/2003.
Tornando alla diffusione degli impianti sul territorio, i piccoli comuni che hanno installato pannelli solari fotovoltaici all’interno del proprio territorio sono 2.961 (sui 5.025 Comuni del fotovoltaico censiti nel rapporto di Legambiente). Raggiungono  una potenza complessiva di 96 MW e - su un consumo elettrico per famiglia stimato in 2.500 KWH/anno - sono così in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico di oltre 51 mila famiglie, risparmiando all’atmosfera 77 mila tonnellate di CO2.
La più alta diffusione di pannelli fotovoltaici nel territorio comunale è stata raggiunta a Monrupino, in provincia di Trieste, un piccolo comune di 868 abitanti dove sono installati 999,2 KW. Nel complesso, si tratta di una copertura di 4.400 pannelli che trasformano i raggi solari in energia elettrica, per un totale di 19.000 mq. Evita l’emissione in atmosfera di 655 mila chili all’anno di anidride carbonica.
1.680 sono invece i piccoli comuni del solare termico, pari al 56% dei 2.996 comuni dove sono installati pannelli solari per la produzione di acqua calda e al 28% dei piccoli comuni totali. Interessanti, tra le buone pratiche, i gruppi di acquisto promossi dal Comune di Loceri (OG) e dal Comune di Florinas (SS) che consentono ai cittadini di installare pannelli solari a prezzi scontati.
Per l’eolico il 2008 è stato un anno record, con un incremento del 35% rispetto all’anno precedente. I comuni in cui è presente almeno una torre eolica sono 245, di cui 164 sono piccoli Comuni (il 3% del totale dei piccoli comuni e al 67% dei comuni dell’eolico). Sui 3878 MW di potenza installata, 2917 MW ricadono in piccoli comuni e sono in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di 2 milioni e 330 mila famiglie. Da segnalare, la decisione dell’amministrazione comunale di Sant’Agata di Puglia di utilizzare i fondi provenienti dalle entrate degli oltre 97MW di eolico installati, per dare un contributo di 3.600 euro, erogati in tre quote annuali, a tutti i nuclei familiari con figli nati dopo il 1 gennaio 2008, il cui reddito annuo non superi i 45.000 euro.

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